Bootleg: differenze tra le versioni

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* Nel [[2006]] il [[Disc jockey|DJ]] [[Ricardo Villalobos]] realizza per sé stesso un [[remix]] di ''The Sinner In Me'' dei [[Depeche Mode]]. Poco dopo sul circuito del [[P2P]] inizia a girare il ''cut'' di un suo [[DJ set]] dove viene "passato" questo disco. Poco dopo grazie al successo viene pubblicato in [[white label]] dallo stesso Villalobos la versione master del [[remix]] che diventa un disco molto famoso e apprezzato
 
* Nel [[1987]] [[Prince]] stava per pubblicare un album susseguente a [[Sign o' the timesTimes]], ma poche settimane prima dell'uscita decise di ritirarlo e distruggere tutte le copie stampate. Si salvarono solo un centinaio di vinili promozionali, con la copertina tutta nera e senza scritte o titoli, da cui il nome ''[[Prince#Black_Album|The Black Album]]'', dai quali sono stati tratti diversi ''bootleg'' fino alla sua ripubblicazione ufficiale nel [[1994]].
 
* Molti ''bootleg'' celebri sono album completi ed approvati dall'artista, che per vari motivi non hanno trovato distribuzione, o sono stati pubblicati solo in alcune nazioni, in tiratura limitata, e comunque rari ed esauriti. Tra questi album, quelli di: [[John Lennon]] e [[Yoko Ono]] con ''[[Two Virgins]]'', di [[Bob Dylan]] con ''[[Great White Wonder]]'' e ''[[Bob Dylan at Budokan]]'', di [[David Byrne (musicista)|David Byrne]] e [[Brian Eno]] con la prima versione di ''[[My Life in the Bush of Ghosts]]'', dei [[Beatles]] con ''[[The Beatles' Christmas Album]]'', ''[[Kum Back (The Beatles)|Kum Back]]'', e ''[[Sessions (The Beatles)|Sessions]]'' (prima versione di inediti della [[EMI]]), e persino [[Lucio Battisti]] con l'album in inglese ''[[A Woman for a Friend]]'', mixato e parzialmente stampato, ma mai venduto nei negozi.
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