Differenze tra le versioni di "Kundalini"

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== Il corpo yogico, o corpo sottile ==
[[File:Chakras of the Subtle Body (detail), folio 2 from the Nath Charit. Attributed to Bulaki, 1823 (Samvat 1880); 46 x 122 cm. © Mehrangarh Museum Trust..jpg|thumb|200px|Illustrazione del XIX secolo raffigurante nel corpo fisico un complesso costituito da tredici ''cakra'' del corpo yogico, le tredici tappe del percorso yogico di Kuṇḍalinī verso Śiva. È altresì rappresentata Kuṇḍalinī stessa in forma di serpente bianco arrotolato attorno alla vita.]]
 
Il seguace di queste tradizioni, che come si è detto sono spiccatamente [[tantra|tantriche]], il ''tāntrika'', ovvero l'adepto che guidato dal suo [[guru]] segue un percorso spirituale vòlto al conseguimento della liberazione (''[[mokṣa]]'') dal ciclo delle rinascite (''[[saṃsāra]]''), è ritenuto possedere una struttura complessa che convive col corpo fisico. Si tratta di un corpo immateriale, una struttura somatica inaccessibile ai sensi che l'adepto crea immaginandola e visualizzandola attraverso una serie di pratiche complesse.<ref> Padoux 2011, p. 97.</ref> Nella letteratura critica moderna a questo corpo è stato dato il nome di "[[corpo sottile]]"<ref>In lingua inglese è ''subtle body''.</ref>, per distinguerlo dal corpo fisico, che per contrasto è spesso detto "grossolano". Il termine non è soltanto adoperato per le dottrine in oggetto, ma lo si usa anche per rendere concetti simili pertinenti ad altre tradizioni, sia religiose che non, come quelle [[esoterismo|esoteriche]]. [[André Padoux]], indologo francese esperto di tantrismo, fa però notare che questo termine, "corpo sottile", è improprio, perché è la traduzione letterale di ''sukṣmaśarīra'', che si riferisce invece al corpo trasmigrante: il "corpo sottile" è quello che sopravvivendo alla morte è destinato a reincarnarsi (se non c'è stata liberazione). Padoux utilizza pertanto il termine "corpo yogico". Similmente, Gavin Flood utilizza il termine "corpo tantrico". David Gordon White usa anche il termine "corpo alchemico".
 
==Il serpente==
[[File:Asclepius - Museum of Epidaurus Theatre.jpg|thumb|200px|Statua di [[Esculapio]] presso il Teatro di [[Epidauro]], Grecia. Esculapio era il dio della medicina; il serpente, attorcigliato attorno a un bastone, animale a lui sacro e simbolo di rinnovamento.]]
 
{{Citazione|Il serpente, temibile per il suo veleno, simboleggia tutte le forze malefiche; allo stesso modo la ''kuṇḍalinī'', finché riposa inerte in noi, corrisponde alle nostre energie inconsce, oscure, allo stesso tempo avvelenate e velenose. Inversamente, queste stesse energie, risvegliate e dominate, diventano efficienti e conferiscono una potenza reale.|Silburn 1997, p. 39}}
{{Citazione|Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone". Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire. Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano.|''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]'', 4, 2-4}}
 
[[File:Nagashila.JPG|thumb|200px|Sculture in pietra rinvenute presso templi del Sud dell'India, che testimoniano la sopravvivenza, in epoca più recente, dell'antico culto dei serpenti.]]
 
Il [[culto]] dei serpenti era, in [[India]] come altrove, diffuso già prima del V secolo p.e.v. I [[Nāga]] erano un popolo di esseri metà uomo metà serpente, depositari di un'antica conoscenza, e tuttora sopravvivono, presso alcuni templi indiani, raffigurazioni di questi esseri mitologici. Gli stessi [[Asura]], una classe di dèi [[Veda|vedici]] erano raffigurati anche come dèi-serpente.<ref name=Alain>[[Alain Daniélou]], ''Śiva e Dioniso'', traduzione di Augusto Menzio, Ubaldini Editore, 1980, p. 106 e segg.</ref>
 
== Il risveglio della Kundalini ==
[[File:Muladhara.svg|thumb|150pxupright=0.7|Disegno moderno che simbolizza il ''mūlādhāracakra'', nel quale Kuṇḍalini riposa. Al centro, il mantra monosillabico (''bīja[[mantra]]'') associato al ''cakra'' in scrittura [[devanagari]]: LAṂ, corrispondente all'elemento grosso "terra".]]
Come accennato, nelle tradizioni tantriche la liberazione dal ciclo delle rinascite è vista come il "risveglio" di Kundalini seguito dalla relativa ascesa (''śat chakra bedhana'') nel corpo sottile fino all'ultimo [[chakra]], dove stabilmente deve permanere in unione con [[Śiva]]. In questo stadio l'adepto ha definitivamente abbandonato il suo [[ego]] individuale (''ahmakara'') per identificarsi col Soggetto universale (''aham'').<ref>Feuerstein 1998, p. 183.</ref>
 
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