Differenze tra le versioni di "Pubblico ministero"

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==== Principi di obbligatorietà e opportunità ====
Una variabile importante è rappresentata dall'obbligatorietà o discrezionalità dell'azione penale. Negli ordinamenti dove vige il ''principio di obbligatorietà'' (per esempio, Italia, [[Germania]], [[Austria]]) il pubblico ministero deve esercitare l'azione penale ogniqualvolta abbia notizia di un reato; laddove, invece, vige il ''principio di opportunità'', come negli ordinamenti di [[common law]] ma anche in vari ordinamenti di [[civil law]] (per esempio, [[Francia]], [[Belgio]], alcuni cantoni francofoni della [[Svizzera]], [[Danimarca]]), il pubblico ministero decide se perseguire o meno un reato, secondo la sua valutazione e le scelte di politica criminale, potendo anche, in alcuni ordinamenti, imporre determinati doveri all'autore del reato in luogo dell'azione penale (per esempio, riparare il danno, pagare una somma, sottoporsi ad un trattamento contro la tossicodipendenza). Va peraltro notato che nella pratica possono riscontrarsi commistioni tra i due principi (per esempio, l'obbligatorietà solo per i reati più gravi). Inoltre, anche dove l'azione penale è obbligatoria, è lasciato, –neinei fatti–fatti, un certo margine di discrezionalità al pubblico ministero, il quale è sì tenuto a perseguire tutti i reati, ma può scegliere di dedicare più o meno impegno o risorse all'uno piuttosto che all'altro.
 
Al principio di opportunità tende a essere correlata la possibilità per il pubblico ministero di concludere un accordo con l'imputato (il cosiddetto ''plea bargaining'' degli ordinamenti di common law) attraverso il quale le parti decidono l'esito della controversia in modo stragiudiziale, estinguendo il processo (di solito l'imputato si dichiara colpevole di un reato meno grave o di una parte soltanto dei capi d'imputazione, ottenendo così una riduzione della pena).
Negli ordinamenti di common law le indagini sono svolte autonomamente dalla [[polizia giudiziaria]], che trasmette gli elementi raccolti al pubblico ministero affinché decida, sulla base degli stessi, se esercitare o meno l'azione penale. Il pubblico ministero ha anche compiti di consulenza legale nei confronti della polizia ma, in generale, non ha poteri di direzione sulla stessa.
 
Nei paesi di civil law, invece, il pubblico ministero ha un ruolo più attivo e gli sono attribuiti poteri di direzione nei confronti degli organi di polizia giudiziaria, anche se i rapporti tra i due organi variano da un ordinamento all'altro. In alcuni paesi (per esempio, in Italia e in [[Giappone]]) le indagini sono condotte dal pubblico ministero che si avvale della polizia. In altri (come la Germania) il pubblico ministero, pur potendo condurre personalmente le indagini, delega normalmente le stesse alla polizia, e il suo ruolo finisce per avvicinarsi a quello dei paesi di common law. Vi sono poi paesi (per esempio in Francia e –finofino al [[1989]], vigente il precedente [[codice di procedura penale]], in Italia) il pubblico ministero, dopo un'[[indagini preliminari|indagine preliminare]] condotta avvalendosi della polizia, esercita l'azione penale, avviando così la fase ''istruttoria'' del processo, di tipo [[sistema inquisitorio|inquisitorio]], condotta da un ''[[giudice istruttore]]'' che procede alla raccolta e all'esame delle prove avvalendosi della polizia. Se, in esito all'istruttoria, ritiene che si possa escludere la colpevolezza dell'imputato, il giudice istruttore lo proscioglie, altrimenti dispone il suo ''rinvio a giudizio'', al quale segue una fase processuale che si svolge dinnanzi ad un diverso giudice con una procedura di tipo [[sistema accusatorio|accusatorio]].
 
=== Altre funzioni ===