Differenze tra le versioni di "Pietro Durazzo (1632-1699)"

 
=== Il dogato e gli ultimi anni ===
Eletto il 23 agosto [[1685]] nuovo doge di Genova - l'ottantatreesimo in successione biennale e il centoventottesimo nella storia repubblicana - il mandato di Pietro Durazzo fu dedicato quasi interamente all'opera di ricostruzione della capitale genovese dopo il devastante bombardamento navale francese di un anno prima. Con il termine del dogato, il 23 agosto [[1687]], a cui seguì la nomina a procuratore perpetuo, continuò a servire lo stato in diversi incarichi al Magistrato di Guerra ([[1688]], [[1692]], [[1693]], [[1695]], [[1697]]), tra gli inquisitori di Stato ([[1689]], [[1694]], [[1696]]), all'ufficio di [[Corsica]] e nella giunta di Marina; ebbe anche l'incarico onorifico di priore di San Giovanni Battista.
 
A titolo di curiosità, e a vantaggio dell'evidente influenza di questo nobile, Pietro Durazzo fu ancora tra i candidati nelle elezioni dogali del 1693 e del 1697 (la riforma del [[1576]], infatti, non escludeva un nuovo mandato o più per un ex doge): in tutte e due le competizioni si classificò secondo nelle preferenze (289 e 282 voti) che portarono, invece, alle nomine dei dogi [[Francesco Invrea]] e [[Francesco Maria Sauli]].
 
Redatto le ultime volontà testamentarie il 2 agosto 1694, morì a Genova il 31 luglio [[1699]] con sepoltura nella [[Chiesa della Consolazione (Genova)|chiesa di Santa Maria della Consolazione]].
 
== Vita privata ==
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