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Stanze di Raffaello

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==Storia==
[[File:Sanzio 01.jpg|thumb|300pxupright=1.4|La ''[[Scuola di Atene]]'']]
[[Giulio II]], pochi anni dopo l'inizio del suo pontificato, si rifiutò di utilizzare l'[[Appartamento Borgia]], indissolubilmente legate al suo predecessore [[Alessandro VI]]. Testimonia una nota del suo cerimoniere [[Paride Grassi]]: ''"non volebat videre omni hora figuram Alexandri praedecessoris sui"'' ("non voleva vedere in ogni istante l'immagine del suo predecessore Alessandro"). Per questo scelse alcuni ambienti al secondo piano del [[Palazzo Apostolico]] nell'ala settentrionale, frutto delle ricostruzioni parziali di [[Niccolò V]]<ref name=D100>De Vecchi, ''Raffaello'', cit., pag. 100.</ref>.
 
 
===Stanza della Segnatura===
[[File:Lazio Roma Vaticano1 tango7174.jpg|thumb|300pxupright=1.4|La Stanza della Segnatura]]
[[File:Parnaso 12.jpg|thumb|250px|Il ''[[Parnaso (Raffaello)|Parnaso]]'', dettaglio]]
{{vedi anche|Stanza della Segnatura}}
L'ambiente prende il nome dal più alto tribunale della Santa Sede, la "Segnatura Gratiae et Iustitiae", presieduto dal pontefice e che usava riunirsi in questa sala. La celebrazione delle categorie del sapere negli affreschi ([[teologia]], [[filosofia]], [[poesia]] e [[giurisprudenza]]), ha fatto pensare che originariamente la sala fosse destinata a ospitare lo [[studiolo]] e la biblioteca del papa.
 
===Stanza di Eliodoro===
[[File:Raffael Staza di Eliodoro.jpg|thumb|300pxupright=1.4|Stanza di Eliodoro]]
[[File:Liberazione di san pietro 03.jpg|thumb|250px|''[[Liberazione di san Pietro]]'' (dettaglio)]]
{{vedi anche|Stanza di Eliodoro}}
Mentre la [[Stanza della Segnatura]] era in via di completamento, Raffaello, nell'estate del [[1511]], iniziò ad elaborare i disegni per la decorazione della stanza successiva, destinata a sala delle Udienze. A giugno il papa era tornato a Roma dopo una campagna militare disastrosa contro i francesi, che aveva comportato la perdita di [[Bologna]] e la continua minaccia degli eserciti stranieri nella penisola<ref name=DVC205>De Vecchi-Cerchiari, cit., pag. 205.</ref>.
 
===Stanza dell'Incendio di Borgo===
[[File:Raphael Charlemagne.jpg|thumb|300pxupright=1.4|''[[Incoronazione di Carlo Magno]]'', [[Stanza dell'Incendio di Borgo]]]]
{{vedi anche|Stanza dell'Incendio di Borgo}}
La [[Stanza dell'Incendio di Borgo]] fu l'ultima in cui è riscontrabile un intervento diretto di Raffaello. L'esecuzione degli affreschi venne affidata in larghissima parte agli aiuti ([[Giulio Romano]], [[Giovan Francesco Penni]], [[Giovanni da Udine]] e altri) poiché il maestro era ormai preso da altre commissioni papali, prime fra tutti gli [[arazzi di Raffaello|arazzi della Sistina]] e l'architettura della [[Basilica vaticana]], dove il Sanzio aveva preso l'incarico di [[Bramante]] dopo la sua morte<ref name=D112>De Vecchi, cit., pag. 112</ref>.
Studi approfonditi hanno messo in luce la frenetica attività raffaellesca di quegli anni, sottolineando il fiorire ininterrotto di idee e soluzioni di grande innovazione, tanto da lasciare necessariamente indietro le possibilità di esecuzione diretta di un così gran numero di iniziative. Inoltre è incontestato come nell'opera degli allievi qualcosa dell'idea originale venga inevitabilmente tradita, senza per questo diminuire il valore dell'ideazione iniziale<ref name=D112/>. Nell'''[[Incendio di Borgo]]'', il primo degli affreschi e quello in cui la mano di Raffaello è più presente, appaiono evidenti i motivi ripresi da Michelangelo, che anticipano stilemi del [[manierismo]].
 
[[File:Incendio di borgo 02.jpg|thumb|250px|''[[Incendio di Borgo]]'', dettaglio]]
Gli affreschi vennero realizzati tra il [[1514]] e il [[1517]]. Il tema principale è quello di esaltare la figura di [[papa Leone X]] attraverso storie tratte dalla vita di altri due papi con lo stesso nome: [[Papa Leone III|Leone III]] e [[Papa Leone IV|Leone IV]]. Ciascuna scena contiene allusioni al pontificato attuale e numerose citazioni classiche e letterarie tipiche della corte pontificia.
 
 
===Sala di Costantino===
[[File:Sala di costantino, veduta 01.jpg|thumb|250px|[[Sala di Costantino]]]]
[[File:Sala di costantino, battaglia di Ponte Milvio 04.jpg|thumb|250px|''[[Battaglia di Costantino contro Massenzio]]'', dettaglio]]
{{vedi anche|Sala di Costantino}}
La [[Sala di Costantino]], quarta e ultima Stanza dell'appartamento, venne commissionata a Raffaello da [[Leone X]] nel [[1517]], come ricorda [[Vasari]] nel[[le vite]] del Sanzio e di [[Giovan Francesco Penni]]. Il maestro però, negli ultimi frenetici anni di vita, fece in tempo solo a preparare i cartoni, morendo nel [[1520]]<ref name=D123>De Vecchi, ''Raffaello'', cit., pag. 123.</ref>. L'opera è quindi datata dal [[1520]] fino al [[1524]] quando, ormai sotto [[Clemente VII]], [[Giulio Romano]], evidentemente libero da impegni col papa, partì per [[Mantova]]. A Raffaello è attribuita l'ideazione del complesso decorativo, ma l'intera stesura e probabilmente anche la composizione delle scene nella parete spetta agli allievi<ref name=D123/>.
 
==Bibliografia==
[[File:Messa di bolsena 04.jpg|thumb|250px|''[[Messa di Bolsena]]'' [[Stanza di Eliodoro]], dettaglio]]
* Pierluigi De Vecchi, ''Raffaello'', Rizzoli, Milano 1975.
* Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, ''I tempi dell'arte'', volume 2, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7212-0
2 206 288

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