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Nel dopoguerra fu docente presso la facoltà di architettura di Milano, quindi a [[Palermo]] dove fu direttore dell'istituto di composizione architettonica. Nell'insegnamento e nei progetti professionali perseguì nuovi rapporti di fruizione del costruito, con tensioni giocate sui rapporti geometrici di continue articolazioni spaziali che variano le vedute, sollecitano evocazioni, allusioni, suggeriscono compenetrazioni ed interrelazioni. Le forme si fanno meno espressive, più astratte e vengono assunte nella loro essenza geometrica e ritmica.
 
Nel [[1951]] in collaborazione con [[Gio Ponti]] progettò a Milano per l'[[Ina-casa]] il [[quartiere Harar]] e nel [[1952]] realizzò la Chiesa della "Madonna dei Poveri" in cui lo spazio interno è fortemente segnato dalla luce che penetra filtrata da vetri colorati delle pareti laterali ed esplode dall'alto sull'altare.
 
A Palermo realizzò, insieme a [[Vittorio Gregotti]], gli edifici della facoltà di scienze dell'[[Università di Palermo|Università]].
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