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Nel novembre [[1215]] Raimondo fu a Roma a perorare la propria causa davanti al [[Concilio Lateranense IV]], che condannò l'eresia dei [[Catari]] ed appoggiò incondizionatamente la crociata. Simone di Montfort fu riconosciuto [[conte di Tolosa]]<ref name=JAC>E. F. Jacob, ''Innocenzo III'', pag. 36</ref>, mentre le pretese del re di Francia di rendere la contea di Tolosa sua vassalla andarono deluse. Inoltre, al concilio lateranense, a Raimondo furono tolti anche i territori che egli possedeva entro i confini dell'impero e senza consultare l'imperatore, [[Ottone IV di Brunswick|Ottone IV]]<ref name=Poole>Austin Lane Poole, ''L'interregno in Germania'', pag. 148</ref>, che dopo il disastro di [[Bouvines]], dell'anno prima, si era ritirato nei suoi feudi. [[Avignone]] ed il [[Contado Venassino]], furono assegnati a colui che aveva guidato la crociata, Simone di Montfort<ref name=Poole/>. L'impero in Provenza subì un duro colpo, perché i territori che erano entro i confini dell'impero perduti da Raimondo VI, nel [[1215]], poi, col trattato di [[Parigi]], del [[1229]], il nuovo conte di Tolosa [[Raimondo VII di Tolosa|Raimondo VII]] fu obbligato a cederli definitivamente alla chiesa<ref name=Poole/>. Comunque a Raimondo VI, privato dei suoi possedimenti, fu assegnata una rendita annua di 400 marchi d'argento<ref name=JAC/>ed i territori non ancora conquistati dai crociati, sarebbero stati conservati dalla chiesa e consegnati al figlio di Raimondo VI, anche lui di nome [[Raimondo VII di Tolosa|Raimondo]], al raggiungimento della maggiore età<ref name=JAC/>.
 
Secondo il documento LXXXII della ''Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, tome V'', nell'aprile [[1216]], Simone di Montfort si recò a Parigi per rendere omaggio al re di Francia, Filippo Augusto dei suoi nuovi domini: ducato di Narbona, contea di Tolosa, viscontea di Beziers e viscontea di Carcassonne<ref name=LAN>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k298496c/f622.image#ES Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, tome V, doc. LXXXII, pag. 598]</ref>; ma mentre Simone si trovava a Parigi, Raimondo, con l'appoggio del figlio [[Raimondo VII di Tolosa|Raimondo]], il futuro Raimondo VII, sbarcò a [[Marsiglia]] dando inizio alla guerra di liberazione, sino a riconquistare Tolosa, il 12 settembre [[1217]]<ref name=LANG>{{la}} [https://archive.org/stream/histoiregnra05viccuoft#page/n73/mode/2up#ES Histoire Générale de Languedoc, Tome IVV, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 51]</ref>. Simone di Montfort mise subito l'assedio a Tolosa, che, dopo la sua morte, nel giugno [[1218]], fu continuato dal figlio [[Amalrico VI di Montfort|Amalrico o Amaury di Montfort]], che non aveva la tempra del padre e quindi non fu all'altezza di contrastare Raimondo VI<ref >Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, pag. 819</ref>, che, oltre a governare una parte della contea, che era stata riconquistata, continuò nella riconquista.
 
Raimondo VI morì nel [[1222]]<ref name=LANGU>{{la}} [https://archive.org/stream/histoiregnra05viccuoft#page/n73/mode/2up#ES Histoire Générale de Languedoc, Tome IVV, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 52]</ref>lasciando al figlio [[Raimondo VII di Tolosa|Raimondo]] i titoli di conte di Tolosa e marchese di Provenza ed il peso della guerra contro i crociati, che successivamente contò anche sull'apporto dei re di Francia, [[Luigi VIII]] e poi [[Luigi IX di Francia|Luigi IX]], e che, pur terminando nel [[1229]] con il [[Trattato di Parigi (1229)|trattato di Parigi]], non fece cessare gli abusi contro gli albigesi, delegati dopo la fine del conflitto all'[[Inquisizione]], che mise al rogo in un secolo intero meno Catari di quanti ne avesse fatti bruciare in un anno Simone di Montfort.<ref>M.Roquebert, p.25</ref>
 
== Mogli e discendenza ==
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