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*l'''architettura radicale'' del [[Superstudio]] fondato a [[Firenze]] da A. Natalini nel [[1966]], che è quasi la "negazione" della [[costruzione edilizia]] e dello [[spazio architettonico]], dove i canoni [[positivismo|positivisti]] dell'International Style paiono dissolversi;
*l’[[architettura]] [[High-Tech]] espressa magistralmente da [[Renzo Piano]] nel [[Centre Pompidou di Parigi|Beaubourg]] di [[Parigi]] ([[1971]]-[[1979]]), la cui struttura rivoluzionaria pone chiaramente in evidenza nuovi e preganti temi e [[Particolare architettonico|particolari architettonici]], legati alla definizione metaforica dell'[[edificio]] attraverso [[impianto|impianti]] e [[tecnologia]];[[Immagine:Paris.pompidou.500pix.jpg|thumb|right|250px|Scorcio del [[Centre Pompidou di Parigi|Beaubourg]], Parigi.]]
*il [[Architettura postmoderna|Postmodernismo]] (abbr. inglese Postmodern), non nasce in Italia, anche se aveva avuto alcune anticipazioni [[in [[Guido Canella]] e [[Michele Achilli]] nel [[Municipio]] di [[Segrate]] ([[1963]]), dove echeggia una certa rotondità ''romana'' e monumentale e in [[Paolo Portoghesi]] Casa Baldi ([[1960]]). Quest'ultimo diverrà l'esponente più significativo in [[Italia]] di questo movimento, forse in conseguenza del suo lavoro di critico dell'[[architettura]], nonostante il fatto che non rifiuterà il [[Movimento Moderno]] nella sua interezza.
* Un altro movimento, da considerarsi come uno sviluppo dei precedenti, è il ''neorazionalismo'', la cui figura preminente in Italia è stato [[Aldo Rossi]] a cui alcuni associano congiuntamente una sorta di ''Neo-Novecento'' come nel quartiere Gallaratese di [[Milano]] ([[1969]]-[[1973|73]]); altre tendenze ancora da ricordarsi sono il ''[[decostruttivismo]]'' e il ''pluralismo moderno'' ma non sembrano avere in Italia per ora grandi riferimenti.
 
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