Differenze tra le versioni di "Industria culturale"

→‎Nicholas Garnham: "corporation" è un falso amico della lingua inglese; non va tradotto con "corporazioni"
(→‎Nicholas Garnham: "corporation" è un falso amico della lingua inglese; non va tradotto con "corporazioni")
=== Nicholas Garnham ===
In tempi più recenti, il ricercatore inglese [[Nicholas Garnham]], sulla scia di studi volti ad analizzare le logiche che governano la produzione di opere culturali, parla per la prima volta di "Industrie culturali". L'utilizzo plurale dell'espressione esprime uno scostamento dello studioso dall'accezione originaria che legava l'industria culturale alla cultura di massa. L'obiettivo di Garnham infatti era quello di individuare le caratteristiche proprie degli apparati di governo e di direzione della televisione e dell'editoria.
Nel suo "Capitalism and Communication" ([[1990]]) arriva a sostenere che le "industrie culturali" sono quelle istituzioni che nella nostra società impiegano i modi di produzione e di organizzazione caratteristici delle corporazionicompagnie industriali per produrre e diffondere beni e servizi culturali.
Così, secondo Garnham, l'editoria, le imprese discografiche, le organizzazioni sportive e commerciali, utilizzano mezzi tecnologici di produzione e distribuzione ad alta intensità di capitale, con un alto grado di divisione del lavoro e forme gerarchiche di organizzazione manageriale che hanno come fine l'efficienza se non addirittura la massimizzazione dei profitti.
 
Nel tempo ci sono state molte altre ricostruzioni del concetto d'industria culturale, alcune ideologiche, altre storiche, che hanno messo a punto tutta una serie di temi connessi.
 
=== Unesco ===
Probabilmente la definizione più chiara del concetto di "industria culturale" è quella avanzata dall'[[Unesco]] nel [[1982]] che faceva rientrare all'interno di quest'espressione la produzione e riproduzione di beni e servizi culturali, immagazzinati e distribuiti con criteri industriali e commerciali su larga scala, in conformità a strategie basate su considerazioni economiche piuttosto che su strategie concernenti lo sviluppo culturale delle società (UNESCO 1982, p. 21).
Utente anonimo