Differenze tra le versioni di "Danni punitivi"

L'istituto dei danni punitivi è estraneo agli ordinamenti di ''[[civil law]]'', salvo limitatissime eccezioni (i [[codice (diritto)|codici]] [[diritto civile|civili]] di [[Brasile]], [[Norvegia]] e [[Polonia]] li prevedono in alcuni casi), essendo considerato incompatibile con il [[principi generali|principio]] di separazione tra diritto civile e diritto penale.
 
In [[Italia]] la [[Corte Suprema di Cassazione]], ancora con sentenza n. 1183/2007, ha stabilito che l'istituto è in contrasto con l'ordine pubblico interno, rifiutando quindi la [[delibazione]] di una sentenza straniera di condanna. L'orientamento è stato confermato dalla Cassazione anche con una pronuncia del 2012. Peraltro, anche in un ordinamento come quello italiano, la dottrina non ha mancato di evidenziare alcune previsioni normative che sembrano sovrapporre funzioni risarcitorie e funzioni punitive della sanzione: ad esempio, la responsabilità aggravata per lite temeraria, prevista dall'art. 96 del [[Codice di procedura civile italiano|codice di procedura civile]], la responsabilità per danno ambientale, prevista dall'art. 18 della legge n. 349/1986, o la "riparazione pecuniaria" per diffamazione, prevista dall'art. 12 della legge n. 47/1948 sulla stampa. L'orientamento negazionista è stato confermato dalla Cassazione anche con una pronuncia del 2012.
 
==Note==