Differenze tra le versioni di "Iride Altara"

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== Biografia ==
Iride Altara (Sassari 1899-1981) è l'ultima di quattro sorelle. Dopo avere collaborato con la sorella [[Edina Altara|Edina]] dagli Anni 30, nella realizzazione delle celebri mattonelle sarde (con la tecnica dello spolvero trasferiva su ceramica i bozzetti di [[Edina Altara|Edina]], utilizzando smalti alla nitro), sembra averha cominciato a dedicarsi all’arte applicata dopo la metà degli anni Cinquanta. Nel 1956 la troviamo con la sorella Lavinia tra gli espositori della Mostra dell’Artigianato di Sassari, importante episodio dell’attività di rilancio dell’artigianato sardo avviata nel dopoguerra da [[Eugenio Tavolara]] e [[Ubaldo Badas]]. Nel 1957 sulla rivista [[Domus (rivista)|Domus]] diretta da [[Gio Ponti]] viene pubblicata la foto di un'opera di Iride. Nel 1958 Iride è presente alla III Mostra dell’Artigianato sardo di [[Sassari]] con alcune figurine e una testiera di letto in palma nana intrecciata. Le viene assegnata una menzione di merito.
 
«Iride è delle tre sorelle quella che rivela il gusto più spiccato per il capriccio e la bizzarria - spiega [[Giuliana Altea]], nel volume della Ilisso dedicato a [[Edina Altara]] -. Dalle sue mani escono scatole rivestite in pergamena e ornate di putti, scritte e cartigli tracciati a inchiostro, assemblaggi di corna animali, campanacci, nastri e broccati, e altri più stravaganti oggetti in pergamena dipinta, corno, palma nana, filo metallico e altri materiali: oggetti che assomigliano a cornucopie da cui spuntano mazzi di fiori, ad animali fantastici, a dragoni cinesi. Altrettanto insoliti sono i lavori che realizza in corda di palma nana (materiale riportato in onore in [[Sardegna]] dalla ripresa della cestineria tradizionale grazie agli sforzi di [[Eugenio Tavolara|Tavolara]]), piccole figure e testiere di letto tutte curve, riccioli, cuori e volute, o quelli che esegue piegando e avvolgendo della treccia di filo di rame, del tipo impiegato per i cavi di alta tensione».
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