Savoia-Marchetti S.M.75: differenze tra le versioni

doppione, frase ripetuta 2 volte
(doppione, frase ripetuta 2 volte)
 
La soluzione adottata per l'aereo era, come già detto, un trimotore ad ala bassa, che utilizzava motori [[Alfa Romeo 126 RC.34]] da 750 CV, aveva una capacità di circa 25 passeggeri ed un peso a vuoto di 11.200 kg. La struttura era in acciaio a traliccio, con coperture in tela e [[compensato]]. Le superfici di guida erano in compensato. L'ala era [[rastremata]] tanto in pianta quanto in sezione, strutturata su tre [[longherone (aeronautica)|longheroni]] con [[centina (aeronautica)|centine]] in legno e [[puntone|puntoni]] in tubo d'acciaio. La deriva era simile a quella dei precedenti [[Savoia-Marchetti S.M.73|S.M.73]] e [[Savoia-Marchetti S.M.81|S.M.81]].
 
Impiegato sulle rotte europee e transatlantiche, fu l'aereo che operò anche sulla rotta Roma-[[Addis Abeba]] dopo la [[guerra di Etiopia]].
 
La [[Regia Aeronautica]] si mostrò subito interessata all'aereo, chiedendone una versione militarizzata (senza finestrini e con un'area rinforzata per l'eventuale installazione di un torretta dorsale). Questa versione, su cui furono montati i motori [[Alfa Romeo 128 RC.34]] da 860 CV ottenne i primati di velocità su 2.000 km con 10.000 kg di carico (330,97 km/h) ed il primato di distanza su circuito chiuso con 12.935 km.
Utente anonimo