Differenze tra le versioni di "Silvae"

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==Modelli poetici==
Come citato sopra, la somiglianza del titolo fa pensare che Stazio abbia modellato le proprie ''Silvae'' sull'omonima raccolta di Lucano, anche se la scomparsa di quest'ultima opera rende difficile il paragone. Vi era ai tempi una grande tradizione di poesia e prosa panegirica latina che oggi è quasi perduta completamente, ma che può ancora essere notata in opere come illa ''[[Laus Pisonis]]'' e l<nowiki>'</nowiki>le ''Elegiae in Maecenatem''. [[Gaio Valerio Catullo|Catullo]] e la sua raccolta di poesie polimetriche sembrano essere stati un'importante fonte d'ispirazione per Stazio. Molte delle sue poesie utilizzano la metrica preferita da Catullo, gli endecasillabi, ed anche i temi trattati sono simili alla varietà di quelli di Catullo, anche se Stazio evita le invettive di Catullo se non scherzosamente a 4.9. Anche [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]] fu un importante modello, la cui influenza è visibile soprattutto nelle composizioni liriche di Stazio (4.5,7) e nell'epistolario(4.4). Lo stile narrativo di [[Publio Ovidio Nasone|Ovidio]] si trova nella storia di Pan in 2.3. I riferimenti a Virgilio abbondano; molti degli ''exempla'' di Stazio nelle poesie derivano dal carattere dell'[[Eneide]]. Infine, la poesia di Lucano serve come ispirazione per 2.7. Dal lato greco, sappiamo dall'ode al proprio padre (5.3) che Stazio aveva familiarità con i canonici [[nove poeti lirici]], con Callimaco e con le [[Pleiadi (poeti tragici)|Pleiadi]]. [[Pindaro]] è forse uno di coloro che più influenzarono Stazio; la natura panegirica della sua poesia, i suoi esempi mitologici e le sue invocazioni rispecchiano tutti la convenzione pindarica (4.7).
 
==Contenuto==
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