Differenze tra le versioni di "Storia segreta"

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La '''Storia Segreta''' è un'opera storica dello storico bizantino del VI secolo [[Procopio di Cesarea]].
[[File:Historia Arcana 1623.jpg|thumb|Copertina della ''Storia segreta'' in un'edizione cinquecentesca]]
 
==Scoperta dell'opera==
Scritta nel 550 (32º anno del regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] considerando come parte del regno di Giustiniano anche il regno di [[Giustino I]]), non venne pubblicata mentre era ancora in vita Giustiniano visto il contenuto dell'opera. Essa è infatti un libello diffamatorio che accusa Giustiniano di aver deliberatamente rovinato l'[[Impero romano]] e se Procopio l'avesse pubblicata avrebbe rischiato di essere assassinato da sicari inviati dall'Imperatore.
 
A causa di ciò dell'esistenza dell'opera si venne a conoscenza solo molti secoli dopo la sua redazione; [[Fozio di Costantinopoli|Fozio]] nella sua ''Biblioteca'' non ne fa nessuna menzione, e solo l'enciclopedia del X secolo ''[[Suda (enciclopedia)|Suda]]'' ne fece menzione esatta dell'opera, e trascrisse persino alcuni frammenti dell'opera. Venendo a conoscenza dell'esistenza dell'opera leggendo il Suda, gli studiosi incominciarono le ricerche di questo libro, che furono per molto tempo assai infruttuose; per quel che sappiamo Giovanni Lascaris aveva portato in Italia da Costantinopoli un esemplare dell'opera, che poi donò a [[Lorenzo de' Medici]]: dopodiché si persero le tracce dell'opera, anche se fu assai probabile che l'esemplare fosse stato portato in Francia da [[Caterina de' Medici]]. Mentre alcuni studiosi cercavano proprio in Francia il manoscritto dell'opera, si venne a conoscenza che un altro esemplare dell'opera era in possesso di Giovanni Pinelli; purtroppo quest'ultimo esemplare sembra essere finito in acqua per naufragio della nave su cui tale manoscritto sarebbe dovuto essere portato a Napoli.
[[File:Flickr - USCapitol - Justinian I (c. 483-565).jpg|thumb|right|240px|Ritratto di [[Giustiniano I]]]]
 
Finalmente l'opera fu rinvenuta da Niccolò Alemanno, custode della [[Biblioteca Vaticana]], che nella Biblioteca di cui era il custode ne trovò ben due esemplari. I due manoscritti rinvenuti dall'Alemanno, tratti evidentemente uno dall'altro, mancavano entrambi dell'inizio dell'opera, e contenevano inoltre diverse lacune; il più antico mancava persino del finale dell'opera, mentre il meno antico, pur contenendo il finale, era in condizioni più malandate. L'Alemanno cercò per quanto possibile di emendare i due manoscritti da ogni macchia che i copisti potessero averlo gravato, ma non poté riempire le lacune dell'opera. L'Alamanno inoltre con note eruditissime raccolse testimonianze a giustificazione di quanto pareva a prima vista da Procopio detto con scandalosa esagerazione. L'Alemanno pubblicò a [[Lione]] la Storia segreta di Procopio nel 1623.
[[File:Imperatrice.teodora.jpg|thumb|right|250px|Mosaico ritraente l'imperatrice [[Teodora]]]]
 
L'opera fu poi restaurata e pubblicata a Parigi nel 1663 da Claudio Maltret, che perfezionò l’opera sulla base della scoperta di un ulteriore manoscritto. Sulla base di uno scritto del Montfaucon, nel quale affermava che l'opera di Procopio che aveva consultato nella biblioteca Ambrosiana fosse in nove libri (essendo il nono la Storia segreta), lo studioso gesuita P. Poussin, trovò nell’Ambrosiana la Storia segreta, ne trascrisse le lezioni varie, e principalmente quanto dell'inizio dell'opera mancava nei codici vaticani, e tutte queste cose mandò al Maltret, il quale poté quindi mandare alle stampe un'edizione migliore dell'opera di Procopio. Nella Biblioteca Ambrosiana erano contenuti ben due esemplari della Storia segreta, il cui il più antico, sembra provenisse dalla Tessaglia.
 
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