Differenze tra le versioni di "Nomina"

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Nel [[diritto]] la '''nomina''' (dal [[verbo]] [[lingua latina|latino]] ''nominare'', 'dare un nome, citare, eleggere', derivato da ''nomen'', 'nome') è l'[[atto giuridico]] con il quale il [[soggetto di diritto|soggetto]] che ne ha il [[potere (diritto)|potere]] assegna una persona ad un [[ufficio (diritto)|ufficio]] quale titolare o addetto. Se è fatta da un [[collegio (diritto)|collegio]], [[corpo elettorale]] o altra collettività, mediante [[votazione]], prende il nome di [[elezione]];<ref>Peraltro, si preferisce parlare di nomina, anziché di elezione, ad un ufficio, quando è fatta da un ufficio superiore, ancorché collegiale (ad esempio, si parla di nomina, anziché di elezione, di un [[dirigente]] da parte del [[consiglio di amministrazione]])</ref> nel caso il collegio sia chiamato a scegliere i suoi stessi membri, si parla di [[cooptazione]].
 
L'atto di nomina può essere, secondo i casi, un [[provvedimento]] di [[diritto pubblico]] o un [[negozio giuridico]] di [[diritto privato]]., Casicome delavviene secondonel tipocaso riguardano ad esempiodi [[associazione (diritto)|associazioni]], [[società (diritto)|società]] e altri [[Ente (diritto)|enti]] di diritto privato.
 
Spesso ci sono norme che limitano le possibilità di scelta da parte soggetto investito del potere di nomina stabilendo per il nominato, ad esempio, determinati requisiti (di età, istruzione, esperienza, appartenenza a determinate categorie ecc.) per il nominato, condizioni d'''incompatibilità'' (in virtù delle quali chi ha già la titolarità di alcuniun ufficiufficio non può assumere quella di alcuniun altrialtro) o, nel caso la titolarità dell'ufficio abbia durata limitata nel tempo, il numero massimo di volte consecutive che può essere attribuita alla stessa persona.
 
Può essere anche stabilito che la nomina sia fatta su ''designazione'' di un altro soggetto: in tal caso, quest’ultimo indica una persona o un certo numero (una ''rosa'') di persone, tra le quali deve essere individuato il nominato. La designazione può essere vincolante oppure può essere lasciata al soggetto che effettua la nomina la facoltà di discostarsi dai nomi proposti o chiedere che ne vengano proposti altri.
 
Si possono distinguere, nell'ambito della nomina, due momenti: la scelta della persona da assegnare all'ufficio (''nomina-scelta'') e l'assegnazione della stessa all'ufficio (''nomina-investitura''); la prima può essere separata dalla seconda, come avviene nel caso ora ricordato della designazione, ma anche quando la nomina deve cadere sulla persona individuata, ad esempio, in esito a un [[concorso]] o a un [[sorteggio]]; in tutti questi casi l'atto di nomina è vincolato ma rimane pur sempre, in capo al soggetto che lo emana, il potere di verificare la sussistenza di tutti i presupposti che condizionano l'emanazione (ad esempio, la validità del procedimento concorsuale).
 
Talvolta, al potere di nomina si accompagna{{Citazione necessaria}}{{Chiarire|2 = sempre?}} quello di [[''revoca]]'', in virtù del quale si possono far cessare gli effetti della nomina precedentemente effettuata e, dunque, l'assegnazione del nominato all'ufficio, prima del [[termine (diritto)|termine]] altrimenti previsto.
 
==Note==