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;[[270]]:Con l'inizio dell'anno, quando ancora Claudio era impegnato a fronteggiare la minaccia gotica, una nuova invasione di [[Iutungi]] tornò a procurare ingenti danni in Rezia e [[Norico (provincia romana)|Norico]]. Claudio, costretto ad intervenire con grande prontezza, affidò il comando balcanico ad Aureliano, mentre egli stesso si dirigeva a [[Sirmio]], suo quartier generale, da dove poteva meglio controllare ed operare contro i barbari.<ref name="Grant240">Grant, p.240.</ref> Poco dopo tuttavia morì, in seguito ad una nuova epidemia di peste scoppiata tra le file del suo esercito (agosto).<ref>Scarre, p. 184; Watson, p. 45.</ref>
:La morte prematura di Claudio costrinse Aureliano a concludere rapidamente la guerra contro i Goti in [[Tracia (provincia romana)|Tracia]] e nelle [[Mesia (provincia romana)|Mesie]], ponendo fine agli assedi di ''Anchialus'' (nei pressi della moderna [[Pomorie]], lungo le coste [[Bulgaria|bulgare]] del [[Mar Nero]]) e di ''[[Nicopoli|Nicopolis ad Istrum]]''.<ref>''Historia Augusta'' - ''Claudio'', 12.4; ''Historia Augusta'' - ''Aureliano'', 17.5.</ref> Recatosi poco dopo anch'egli a Sirmio, dove ricevette l'acclamazione imperiale da parte delle truppe di stanza in Pannonia, era consapevole del fatto che fosse imperativo affrontare al più presto gli Iutungi che avevano sfondato il fronte danubiano.<ref>Grant, p. 245.</ref>
 
;[[271]]: Era appena cessata questa minaccia, che già una nuova si profilava all'orizzonte. Questa volta si trattava di un'importante invasione congiunta di Alemanni, [[Marcomanni]] e forse di alcune bande di Iutungi ([[Publio Erennio Dessippo|Dessippo]] parla esplicitamente di una nuova invasione degli Iutungi, che ancora flagellava il suolo italico<ref name="Desippo">Desippo, ''Scythica'', frammento 7.</ref>). Aureliano, anche questa volta, fu costretto ad accorrere in Italia, ora che questi popoli avevano già forzato i passi alpini. Raggiunta la [[Pianura padana]] a marce forzate percorrendo la [[via Postumia]], fu inizialmente sconfitto dalla coalizione dei barbari [[battaglia di Piacenza (271)|presso Piacenza]], a causa di un'imboscata. Nel prosieguo della campagna, i barbari però, per avidità di bottino, si divisero in numerose bande armate, sparpagliate nel territorio circostante. Aureliano, radunate nuovamente le armate dopo la sconfitta subita e deciso a seguirli nella loro marcia verso sud, riuscì a ribaltare le sorti della guerra, riuscendo a batterli ripetutamente.
;[[336]]-[[337]]: Costantino che, tanto tempo aveva impiegato per riunificare l'[[Impero romano|Impero]] sotto la guida di un unico sovrano, decise di dividerne i suoi territori in [[Tetrarchia|quattro parti principali]] (ed una secondaria, affidata al nipote [[Annibaliano]]), lasciando ai figli, [[Costantino II]], la parte più occidentale (dalla [[Britannia romana|Britannia]], alla [[Gallia]], fino alla ''[[Spagna romana|Hispania]]''), a [[Costante I]] quella centrale (''Rezia'', [[Norico (provincia romana)|Norico]], [[Pannonia (provincia romana)|Pannonie]], [[Italia romana|Italia]] e passi alpini, oltre all'[[Africa (provincia romana)|Africa]]), a [[Costanzo II]] (l'[[Asia (diocesi)|Asiana]], l'[[Oriente (diocesi)|Oriente]] e l'[[Egitto (diocesi)|Egitto]]), mentre al nipote [[Flavio Dalmazio (cesare)|Dalmazio]], il "cuore" del nuovo impero ([[Dacia (diocesi)|Dacia]], [[Tracia (diocesi)|Tracia]], [[Macedonia (diocesi)|Macedonia]]) con la capitale [[Costantinopoli]],<ref name="Jones112">A.H.M. Jones, ''The later roman empire (284-602)'', vol. I-II, Oklahoma 1986, cap.IV, p. 112.</ref> per evitare che i figli potessero poi contendersela in una nuova guerra civile. In pratica egli ricostituiva una nuova forma di [[Tetrarchia]], che però durò poco meno di sei mesi, poiché Dalmazio fu assassinato e l'Impero rimase diviso ora in tre parti.<ref name="302-306">E. Horst, ''Costantino il grande'', Milano 1987, pp. 302-306.</ref>
 
;[[357]]: In primavera la consueta coalizione tra [[Marcomanni]] e [[Quadi]], cui si erano uniti anche i [[Sarmati]] [[Iazigi]], tornò ad agitarsi sul [[Danubio]], invadendo e saccheggiando Rezia, [[Pannonia (provincia romana)|Pannonia]] e [[Mesia (provincia romana)|Mesia superiore]].<ref>[[Ammiano Marcellino]], ''Storie'', XVI 10,20.</ref> Intanto, sul fronte renano, [[Giuliano (imperatore romano)|Giuliano]] ricacciò provvisoriamente gli [[Alemanni]], grazie alla vittoria nella [[Battaglia di Strasburgo]].
 
=== Da Valentiniano I a Teodosio I ===
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