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Nella cittadina di [[Nardò]], [[diocesi di Nardò-Gallipoli|sede episcopale]] retta dallo zio, Carlo Francesco Giocoli intraprese gli studi presso il locale seminario. Studiò successivamente, diritto civile a [[Napoli]] e conseguì il titolo accademico di dottore in legge a [[Roma]]. Nella città di [[Gallipoli (Italia)|Gallipoli]], nell'anno 1700, ebbe l'incarico di vicario del vescovo Antonio Pérez de Lastra.
 
Nel monastero dei Padri Riformati di Sant'Arcangelo, detto comunemente il Convento di San Rocco, ancora oggi è visibile nella Cappella di Famiglia, un'epigrafe riferita alla consacrazione del luogo di culto nel [[1703]] da parte del [[diocesi di Tursi-Lagonegro|vescovo di Anglona]] monsignor Sabbatino, unitamente a monsignor Giocoli, che in quell'anno il 25 maggio otteneva da [[papa Clemente XI]] la [[diocesi|cattedra vescovile]] di [[diocesi di San Severo|San Severo]] (16 luglio 1703 - 15 marzo 1717 nominato vescovo di [[Capaccio]]). Nello stesso convento sull'altare di famiglia, sormontato dallo stemma nobiliare, vi è un dipinto dell'artista napoletano [[Domenico Guarino]], raffigurante la Vergine [[Immacolata Concezione|Immacolata]]. In qualità di Vescovo ed in virtù del suo alto lignaggio, il [[2 febbraio]] del [[1710]] battezzò nella sua sede vescovile dauna, Don [[Raimondo di Sangro]] [[Principe]] di [[San Severo]].<ref>Panzone Ciro, L’Eredità del Castello Ducale di Torremaggiore. Foggia, Leone editrice, 1993, pagg. 238.</ref> La sua ultima sede episcopale fu [[diocesi di Vallo della Lucania|Capaccio]] che ottenne il 15 marzo 1717. Morì a [[Napoli]] il 14 dicembre 1723 e le sue spoglie riposano nella [[Chiesa di Santa Caterina a Chiaia|chiesa di Santa Caterina]] a [[Chiaia]].
 
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