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Su suggerimento del confratello di Pietro di Castelnuovo, [[Arnaud Amaury|Arnaldo Amalrico]], abate di [[Abbazia di Cîteaux|Cîteaux]], nel [[1204]], i missionari ricevettero disposizioni di coinvolgere anche i nobili e le autorità locali<ref name=Jaco/> e, quando Pierre de Castelnau istituì una ''lega di pace'' per far fronte all'eresia catara, ottenne numerose adesioni ma non quella di Raimondo VI<ref name=Jac>E. F. Jacob, ''Innocenzo III'', pag. 32</ref>, che sosteneva così implicitamente i Catari. Il conte fu immediatamente scomunicato dal legato pontificio, che colpì con l'[[interdetto]] le sue terre e aizzò la ''lega'' dei suoi vassalli contro il suo signore<ref name=Jac/> e, dato che il Vescovo di Roma confermò la scomunica il 29 maggio.<ref>M.Roquebert, «La croisade albigeoise: guerre sainte ou de conquête?» in ''Historia'', n.570, 1994, ora in AA.VV., ''Les Cathares. La croisade albigeoise'', Paris, Tallandier, 1999, pp.21-22</ref>, ed inoltre si sentiva minacciato dai rappresentanti della ''lega'', Raimondo VI decise di sottomettersi e promise che avrebbe aderito alla lega di pace<ref name=Jac/>.
 
Pierre de Castelnau fu assassinato<ref>Secondo il medievalista britannico del secolo scorso, professor [[Ernest Fraser Jacob]], fu una iniziativa di qualche subalterno di Raimondo VI (che non aveva perdonato a [[Pierre de Castelnau|Pietro di Castelnuovo]] l'umiliazione subita e, non lo nascondeva), che in questo modo pensava di liberare il conte dal suo nemico.</ref> all'alba del 14 gennaio [[1208]], e Raimondo VI, messo sotto accusa dalla Chiesa; inoltre venne scomunicato dal papa che sciolse anche i suoi vassalli dal giuramento di fedeltà<ref name=Jac/>. I sospetti caddero su Raimondo e Arnaldo Amalrico, che era stato nominato legato pontificio, in base ai sospetti accusò apertamente Raimondo VI<ref name=Jac/>. Il pretesto tanto atteso per scatenare la [[Crociata albigese|Crociata contro gli albigesi]] era stato trovato, e Innocenzo III emise il 10 marzo una [[Bolla pontificia|bolla]] infuocata che incitava a liberare il mezzogiorno francese dalla minaccia eretica. La crociata trovò una risposta positiva, soprattutto nella Francia del nord<ref name=Jac/>, ma il [[re di Francia]], [[Filippo II di Francia|Filippo Augusto]], a cui il [[papa Innocenzo III]], aveva chiesto di guidare la crociata, aveva rifiutato di impegnarsi, in quanto non intendeva interferire con nobili che non erano suoi vassalli<ref name="Powike" />, anche se Raimondo gli aveva procurato dei guai. Solo se il conte di Tolosa fosse stato riconosciuto eretico, Filippo disse «Allora saprò come comportarmi»<ref name=Powik"Powike"/>, ed infatti permise al figlio, [[Luigi VIII di Francia|Luigi]] di intervenire nella crociata solo dopo che il conte, Raimondo VI era stato riconosciuto colpevole dal concilio lateranense del [[1215]]<ref name=Ja>E. F. Jacob, ''Innocenzo III'', pag. 35</ref>. Comunque Filippo Augusto permise ai suoi vassalli di partecipare alla Crociata<ref name=Jac/>.
 
Il nuovo legato del papa Arnaldo Amalrico, nel giugno [[1209]], che guidava l'armata crociata, aveva radunato l'esercito crociato a [[Lione]] (quando, a luglio, l'esercito crociato si accampò di fronte a [[Carcassonne]], qualche fonte parla di circa 50.000 componenti)<ref name=J>E. F. Jacob, ''Innocenzo III'', pag. 33</ref>. Raimondo, in un primo tempo, di fronte alla minaccia, pensò di organizzare una coalizione in grado di combattere (secondo la ''Historia Albigensium di Petrus Vallis Caernaii'', si recò sia dall'imperatore, [[Ottone IV di Brunswick|Ottone IV]], che dal [[re di Francia]], [[Filippo II di Francia|Filippo Augusto]]<ref name=Albigensiu>{{la}} [http://www.documentacatholicaomnia.eu/02m/1209-1218,_Petrus_Vallis_Caernaii,_Historia_Albigensium_Et_Sacri_Belli_In_Eos_AD_1209,_MLT.pdf#ES Petrus Vallis Caernaii Historia Albigensium, Patrologia Latina Vol. 213, Chap. XXXIV, Col. 582]</ref>), ma poi preferì portare avanti la trattativa col papa, che aveva iniziato in precedenza, dicendosi disposto alla sottomissione ad un legato pontificio che non fosse Arnaldo<ref name=J/>. Allora Innocenzo III inviò un nuovo legato, il notaio pontificio Milone, che a [[Valence-d'Albigeois|Valence]] ottenne la promessa di obbedienza da parte del conte Raimondo<ref name=J/>, che si vide revocare la scomunica a seguito dell'umiliazione, subita il [[17 giugno]] [[1209]], di fronte al nuovo legato del papa, Milone, a [[Saint-Gilles (Gard)|Saint Gilles]] e il 20 giugno entrò a far parte dell'esercito crociato<ref name=J/>.
Raimondo, di fronte all'ostilità del legato del papa ed alla brutalità dei crociati, cercò l'appoggio dell'ex cognato, [[Giovanni d'Inghilterra|Giovanni Senza Terra]], che non fu in grado di aiutarlo in quanto si trovava colpito dall'[[interdetto]] e si trovava impegnato nella controversia che lo opponeva al [[papa Innocenzo III]]<ref>Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, pag. 808</ref>.
 
I rapporti di Raimondo con Simone e Arnaldo, dopo che Raimondo aveva abbandonato l'armata crociata, erano molto tesi<ref name=JA/> e, dopo che nel [[1212]], i Crociati erano arrivati ai confini dei domini di Raimondo VI<ref name=JA/>, a Raimondo fu richiesta la consegna di alcuni tolosani sospettati di essere eretici, e di fronte al suo rifiuto, Raimondo venne nuovamente scomunicato e la contea fu colpita da interdetto<ref name=JA/>. Raimondo allora si recò personalmente a Roma per difendersi ma si rese conto che l'accerchiamento della contea e la sua scomunica, in realtà avevano l'obiettivo di spodestarlo<ref name=JA/>.<br />Allora Raimondo si rivolse a suo cognato, il [[re d'Aragona]], [[Pietro II di Aragona|Pietro II]], che, il 16 luglio del [[1212]], era stato uno dei re cristiani vincitori della [[Battaglia di Las Navas de Tolosa]], contro i [[Mori (storia)|mori]] di [[al-Andalus]]<ref name=Altamira>Rafael Altamira, ''La Spagna (1031-1248)'', pag. 887</ref>, non rifiutò di aiutare il cognato, Raimondo VI<ref name=Altamira/>, che era marito della sorella, [[Eleonora d'Aragona (1182-1226)|Eleonora d'Aragona]], anche perché la Crociata aveva raggiunto i confini del suo regno e avrebbe potuto colpire qualche suo vassallo<ref name=JA/>; Pietro si rivolse al pontefice per protestare contro i soprusi contro Raimondo e i suoi vassalli<ref name=Ja/> e [[Papa Innocenzo III|Innocenzo III]], che riconosceva che a Raimondo non era mai stata data la possibilità di discolparsi<ref name=Ja/>, decise di riunire un concilio a [[Lavaur (Tarn)|Lavaur]], presieduto dal vescovo di [[Narbona]], dove sarebbe stata ascoltata la difesa di Raimondo VI e prese in considerazione le richieste di Pietro II<ref name=Altamira/>. Il concilio però condannò Raimondo VI, ritenuto colpevole<ref name=Ja/>, e lo scomunicò e non accolse le richieste di Pietro di restituire a Raimondo le terre che gli erano state tolte<ref name=Altamira/>; inoltre Pietro, che aveva difeso Raimondo, venne minacciato di scomunica<ref name=Ja/>.<br />Allora Pietro II scese in campo militarmente al fianco di Raimondo, a capo di una coalizione<ref name=Altamira/>, formata dai conti di Tolosa, di [[Conti di Foix|Foix]] ([[Raimondo Ruggero di Foix|Raimondo Ruggero]]) e di [[Contea di Comminges|Comminges]] (Bernardo IV di Comminges) e dal [[Visconti di Béarn|visconte di Béarn]] ([[Gastone VI di Béarn|Gastone VI]]) per combattere apertamente Simone di Montfort<ref name=Ja/>. Lo scontro avvenne a [[Muret]], dove Pietro fu ucciso nella [[battaglia di Muret|[battaglia]] del [[12 settembre]] [[1213]]<ref name=Altamira/>, e Raimondo VI fu costretto a fuggire in Inghilterra.<ref>M.Roquebert, pp.23-24</ref>. Con questa vittoria, Simone di Montfort si impadronì di tutta la [[Linguadoca-Rossiglione|Linguadoca]] dai [[Pirenei]] al [[Rodano (fiume)|Rodano]]<ref name=Ja/>.
 
Quando Giovanni senza Terra fu scomunicato e dichiarato decaduto dal trono d'Inghilterra da Innocenzo III ed era minacciato da un'eventuale invasione di una crociata guidata dal re di Francia, Filippo Augusto, Raimondo non riuscì ad aiutarlo<ref name=Frederick>Frederick Maurice Powicke, ''Inghilterra: Riccardo I e Giovanni'', pag. 180</ref> e [[Giovanni d'Inghilterra|Giovanni Senza Terra]] fu costretto a riconciliarsi con Innocenzo III, accettando le sue richieste, onde evitare la crociata contro i suoi possedimenti<ref name=Frederick/>.<br />Raimondo però continuò a rimanere in contatto con Giovanni<ref>Frederick Maurice Powicke, ''Inghilterra: Riccardo I e Giovanni'', pag. 183</ref> e, all'inizio del [[1214]], assieme a [[Ferdinando del Portogallo, conte di Fiandra|Ferdinando del Portogallo, conte delle Fiandre]], si recò in Inghilterra a rendere omaggio a Giovanni<ref >Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, pag. 815</ref> coordinando l'alleanza antifrancese, che portò alla sconfitta di [[Bouvines]].
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