Differenze tra le versioni di "Questore (storia romana)"

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Circa dopo il [[420 a.C.]] esistevano a [[Roma]] quattro questori, eletti annualmente; dopo il [[267 a.C.]] il numero fu elevato a otto. Alcuni venivano assegnati a compiere il loro servizio all'interno della capitale, mentre altri entrano distaccati assieme a governatori delle province o generali dell'esercito; altri ancora erano assegnati alla supervisione delle finanze militari.
 
Dopo le riforme di [[Silla]] del dell'[[81 a.C.]], l'età per candidarsi alla questura fu elevata a 28 anni per i [[Patrizio (storia romana)|patrizi]] e 30 per i [[Plebei (storia romana)|plebei]]: l'elezione a questore attribuiva automaticamente lo status di [[Senato romano|senatore]]; contestualmente il numero dei questori fu elevato a 20. Questi seguivano i consoli e i pretori, i proconsoli e i propretori nelle spedizioni e nelle province, per curarne l'amministrazione (''quaestores militares'', ''provinciales''). I ''quaestores urbani'' risiedevano in sedi differenti; quello che stava ad Ostia (''quaestor Ostiensis'') sorvegliava le importazioni, in particolare quelle di grano.
 
=== Età imperiale ===
I ''quaestores Caesaris'' rappresentavano l'imperatore in senato. Svolgevano normalmente anche incarichi di riscossione dei tributi allo Stato e venivano nominati a capo delle commissioni per il censimento degli abitanti nelle province romane. Successivamente al periodo costantiniano, il ''[[quaestor sacri palatii]]'', ministro della giustizia, redigeva il testo delle leggi imperiali.
 
== Note ==
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== Collegamenti esterni ==
* http://www.treccani.it/enciclopedia/questore/
 
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