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Nicolò Troncone, morirà il 28 luglio del 1473 a Venezia; vivido esempio di onestà e senso civico, venne sepolto nella [[Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari]] a Venezia, e fu il primo doge ad essere rappresentato anche in piedi, nel monumento funerario alto 12 metri, opera dell’artista veronese [[Antonio Rizzo (architetto)|Antonio Rizzo]], meritando così una gloria imperitura oltre al dogato.
== Dogato ==
[[File:Antonio Rizzo, Monumento Tron - particolare, Basilica Frari, Venezia.jpg|thumb|left|Statua del doge nel ''Monumento Tron''.Presbiterio, ]]
Durante il dogato di Nicolò Troncone, breve ma intenso, durò venti mesi; la tragica perdita del figlio che fu ucciso dai turchi lo segnò profondamente. Egli proseguì la guerra contro i turchi che tentavano d'insidiare le colonie veneziane in Oriente (la guerra, iniziata sotto il doge [[Cristoforo Moro]] nel [[1463]], si sarebbe conclusa soltanto nel gennaio [[1479]] sotto il dogato di [[Giovanni Mocenigo]]).
 
 
La morte di Giacomo II il 6 luglio [[1473]] aprì una grave crisi internazionale (Caterina era incinta ma il figlio morì poco dopo la nascita) con numerosi stati che rivendicavano il nuovo regno, tra i quali il [[Regno di Napoli]] e il Ducato di Savoia. Verso il finire dell'anno una rivolta mal riuscita diretta dai [[Sabaudi]] e dai [[Aragonesi]] di [[Napoli]], dove vennero uccisi i parenti e il medico della regina davanti agli occhi della Corner, indusse Venezia ad inviare una flotta ed a prendere possesso dell'isola, accrescendo così il suo impero marittimo. A quell'epoca però Nicolò Trón non vi era già più: era morto, settantaquattrenne, il 28 luglio [[1473]].
 
==Note==
<references/>