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====La monarchia del nord====
[[Image:A Bandeira Monarquica no Porto.png|thumb|left|250px|La "[[Monarchia del nord]]" venne proclamata a [[Porto]] il 18 gennaio 1919]]
Dopo il fallimento dei raid monarchici e la condanna del re a quanti ancora utilizzassero la forza per giungere alla restaurazione della monarchia, quest'ultima opzione sembrò riaprirsi con la fine della dittatura del generale [[Pimenta de Castro]] nel gennaio del 1915. fatto che brevemente ruppe il monopolio politico del Partito Democratico portoghese e, nel tentativo di catturare le simpatie più conservatori, rimosse le restrizioni alla libertà di associazione monarchiche che erano state limitate dalla costituzioencostituzione della repubblica. Tra l'aprile ed il maggio del 1915 aprirono i battenti circa 55 circoli monarchici (33 nel nord e 12 nel centro del paese), ma già dal 14 maggio di quello stesso anno la rivoluzione era sbarcata nelle strade: 15.000 persone tra civili e militari fedeli al re si scontrarono lasciando sul campo oltre 500 morti e 1000 feriti tra le file dell'esercito repubblicano.
Pur in questa situazione, tuttavia, Manuele II continuò ad invocare la calma degli animi ed a rifiutare l'idea di un intervento forzoso per la sua restaurazione, prevedendo piuttosto dei colloqui di pace da tenersi a Parigi, temendo che l'aumento dell'illegalità nel paese avrebbe potuto minarne la posizione negoziale. Paiva Couceiro e gli integralisti si servirono per la gestione della situazione del luogotenente generale Aires de Ornelas e proprio a lui Paiva indirizzò un telegramma, convinto in un appoggio immediato del re alle operazioni di un colpo di stato di quelle dimensioni, scrivendo senza esitazioni "Si va avanti. Parola del re".
 
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