Il tamburo di latta (romanzo): differenze tra le versioni

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== La simbologia ==
=== Il tamburo ===
Il tamburo è il medium scelto da Oskar per comunicare con un mondo dal quale si tiene opportunamente distante rifiutandosi di crescere. Sul tamburo Oskar esprime certo tutta la sua rabbia, ma anche tutta la sua potenza creativa. I suoi tamburi di latta registrano e assorbono il dolore della vita fino a quando, logori e inutilizzabili, possono essere sostituiti con un’altro nuovo fiammante.
Il continuo tambureggiare simboleggia la protesta di Oskar nei confronti del mondo degli adulti così schematico e pieno di regole che lui, oltre a non capire, rifiuta fin da prima di nascere.
 
Sul tamburo Oskar reclama la sua individualità che non può manifestarsi se non fuori dai canoni imposti dai modelli educativi precostituiti: la scuola, incarnata nella figura isterica della signorina Spollenhauer, e la famiglia, alla quale l’autore sembra togliere ogni autorevolezza.
 
Tramite il tamburo Oskar causa prima la morte della madre, poi quella del suo amante. Solo dopo aver causato anche la morte del suo padre putativo, Oskar decide di sbarazzarsi del suo ultimo tamburo di latta gettandolo nella fossa subito sopra la bara, ricominciando così a crescere.
=== La spilla ===
Matzerath, presunto padre di Oskar, per non farsi riconoscere dai russi come [[nazionalsocialismo|nazista]], prima cerca di rifilare al figlioletto la spilla a forma di [[svastica]], poi, preso dal panico cerca di ingoiarla, ma dal momento che proprio Oskar l'aveva aperta quando ce l'aveva in mano, si conficca nella gola di Matzerath, e per questo comincia a dimenarsi fino a quando un soldato [[unione sovietica|sovietico]] lo uccide. In questa parte del romanzo appare fin troppo chiara la metafora della [[Germania]] che, con il [[nazismo]] e [[Adolf Hitler|Hitler]] uccide solo sé stessa.
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