Differenze tra le versioni di "Affidamento condiviso (ordinamento italiano)"

senza opzioni per l'affido paritetico ha comunque avuto l'effetto collaterale di portare in pochi anni quest'ultimo al 17%.Questo approccio ha ricevuto l'endorsement dell'International Council on Shared Parenting che nel luglio 2014 a Bonn ha concluso che l'interesse del minore standard è ben rappresentato da provvedimenti che consentano al minore di frequentare per almeno un terzo (e fino a metà, laddove le circostanze lo consentano) del tempo il genitore meno coinvolto.
Introduce inoltre i parental plans da redarre a cura dei genitori (al fine di evitare il fenomeno dei provvedimenti fotocopia) e cerca di incentivare la conciliazione e la mediazione attraverso percorsi privilegiati per chi vi si affida.
Strada analoga - e cioè l'adeguamento dell'ordinamento italiano alle migliori esperienze estere col preciso intento di rompere un isolazionismo culturale ultradecennale perpetuato dalla legge 54/06 - percorre il pdl 2507 (primo firmatario l'on. Mario Sberna). Esso contempla inoltre la definizione dei criteri per l'accesso al ruolo di mediatore familiare (altro problema italiano) e cerca di introdurre il concetto di miglior interesse standard del minore con una definizione sulla base della miglior letteratura scientifica. Alcuni punti del progetto sono stati presentati con successo al convegno internazionale di Bonn organizzato nel luglio 2014 dall'International Council on Shared Parenting. Il fine ultimo è quello di colmare una storica frattura di origine cartesiana tra Saperi dell'Uomo (tra cui anche il Diritto) e Saperi della Natura (tra cui molte scienze) che impedisce l'ingresso di studi e ricerche all'interno delle aule dei tribunali.<ref>Cfr. V. Vezzetti, ''Nel nome dei figli'', Buccino Salerno, BookSprint edizioni, 2010, ISBN 978-88-6595-041-8.</ref> www.nelnomedeifigli.it</ref>
 
== Figli naturali ==
Utente anonimo