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==== Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE ====
{{W|diritto tributario|arg2=diritto amministrativo|giugno 2012}}
Il 13 ottobre 2003 il Parlamento e il consiglio europeo emanano la suddetta direttiva che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio.
Essa si pone come fine quello di promuovere la riduzione di dette emissioni secondo criteri di validità in termini di costi e di efficienza economica. L’emissions trading scheme (ETS) si basa su un sistema che prevede l’allocazione di diritti di inquinamento trasferibili prima dell’inizio del periodo di scambio, in quanto gli inquinanti devono disporre del diritto di generare una determinata quantità di emissioni, e riguarda tutte le emissioni di biossido di carbonio degli impianti di combustione con una potenza tecnica nominale superiore a 20MW, raffinerie di oli minerali, forni a coke, impianti di produzione e lavorazione di metalli ferrosi, industria mineraria, produzione di cellulosa e carta. Il numero di quote da allocare e i relativi destinatari sono stabiliti mediante piani nazionali, in considerazione delle differenze esistenti tra gli impegni presi dagli stati membri nell’ambito del protocollo di Kyoto. Il possesso di quote di emissione conferisce ai gestori il diritto di emettere gas a effetto serra; tali quote possono essere trasferite da una persona all’altra all’interno della Comunità Europea. Entro il 30 aprile di ogni anno, ogni gestore deve restituire un numero di quote pari alle emissioni del suo impianto nel precedente anno civile, con conseguente cancellazione di tali quote. Tale sistema di permessi aveva l'obiettivo di ridurre del 21% rispetto al 2000 le emissioni delle imprese di pubblica utilità del settore elettrico e delle industrie ad elevato consumo energetico.
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