Differenze tra le versioni di "Domini di Terraferma"

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Nel periodo di massima espansione essi comprendevano il [[Veneto]], il [[Friuli]] e parti della [[Lombardia]] con confini estesi al [[Po]], all'[[Adda]] alle [[Alpi]] e al [[Carso]]. Nel complesso dei Domini di Terraferma a partire dal [[1445]] venne compresa la [[Patria del Friuli]], comprendente i territori dell'ex-[[Patriarcato di Aquileia]], retti da un [[Provveditore (Repubblica di Venezia)|Provveditore Generale]], detto anche ''[[Luogotenente]]''.
 
Eccezionalmente dal 12 maggio [[1796]] sino alla fine del governo veneziano, l'anno successivo, di fronte alla minaccia dell'invasione francese, i Domini di Terraferma vennero affidati all'amministrazione accentrata di un ''Provveditore Generale di Terraferma'' risiedente dia [[Verona]], presto affiancato da un ''Provveditore Straordinario'' risiedente ina [[Brescia]].
 
Ceduti da [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] all'[[Arciducato d'Austria|Austria]] nel [[1797]] con la [[caduta della Repubblica di Venezia|caduta della Repubblica]] e il [[trattato di Campoformio]], dopo una breve parentesi di dominio francese, col [[Regno d'Italia (1805-1814)|Regno d'Italia]] ([[1805]]-[[1814]]), nel [[1815]] gli ormai ex-domini di terraferma, uniti alla parte rimanente della [[Lombardia]], andarono a costituire il [[Regno Lombardo-Veneto]] sotto il controllo dell'[[Impero Austriaco]].
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