Sibilla de Cetto: differenze tra le versioni

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{{F|biografie|ottobre 2014}}
{{S|nobili italiani}}
{{Bio
|Nome = Sibilla
|Cognome = de Cetto
|PostCognome =
|PostCognomeVirgolaPreData = o anche '''Sibilia da Cetto'''
|ForzaOrdinamento =
|Sesso = F
|LuogoNascita =
|GiornoMeseNascita =
|AnnoNascita = 1350
|LuogoMorte =
|GiornoMeseMorte = 12 dicembre
|AnnoMorte = 1421
|Attività = nobildonna
|Nazionalità = italiana
|PostNazionalità = che visse a [[Padova]] tra il [[XIV secolo|Tre]] e il [[XV secolo|Quattrocento]]
}}
Sibilia era figlia di Gualperto, ricco mercante, proprietario terriero e prestatore di denaro, e di Benedetta di Pietro Campagnola. Sposò in prime nozze Bonaccorso Naseri di Montagnana, [[giureconsulto]] e consigliere di Francesco il Vecchio da [[Carrara]].
Da Bonaccorso ebbe dei figli deceduti in tenera età e inumati nella chiesa di San Lorenzo. Il marito, passato nel 1388 dalla parte di [[Gian Galeazzo Visconti]], al ritorno dei [[Carraresi]] venne giustiziato. La morte del marito aprì tra Sibilia e il suocero, già protetto da Venezia, una lunga disputa sul testamento che si protrasse anche oltre il successivo matrimonio di Sibilia con Baldo Bonafari, di famiglia oriunda di [[Piombino]], appartenente alla cittadinanza padovana fin dal 1392, quale referendario e consigliere di [[Francesco II da Carrara|Francesco Novello da Carrara]] e suo “vicario” dei beni nei territori di Anguillara e Oriago (1402).
 
Sibilia era figlia di Gualperto, ricco mercante, proprietario terriero e prestatore di denaro, e di Benedetta di Pietro Campagnola. Sposò in prime nozze Bonaccorso Naseri di [[Montagnana]], [[giureconsulto]] e consigliere di [[Francesco il VecchioI da [[Carrara]].
I due coniugi abitarono per alcuni anni il palazzo di fronte alla Cattedrale, per poi trasferirsi nella contrada Santa Margherita, in case di proprietà di Sibilia.<br />
 
Nel [[1407]] i coniugi decisero di far erigere l'[[Ospedale di San Francesco Grande]].
Da Bonaccorso ebbe dei figli deceduti in tenera età e inumati nella [[Chiesa di San Lorenzo (Padova)|chiesa di San Lorenzo]]. Il marito, passato nel [[1388]] dalla parte di [[Gian Galeazzo Visconti]], al ritorno dei [[Carraresi]] venne giustiziato. La morte del marito aprì tra Sibilia e il suocero, già protetto da Venezia, una lunga disputa sul testamento che si protrasse anche oltre il successivo matrimonio di Sibilia con [[Baldo de' Bonafari]], di famiglia oriunda di [[Piombino Dese]], appartenente alla cittadinanza padovana fin dal 1392, quale referendario e consigliere di [[Francesco II da Carrara|Francesco Novello da Carrara]] e suo “vicario”"vicario" dei beni nei territori di [[Due Carrare|Carrara]], [[Anguillara Veneta|Anguillara]] e [[Oriago]] (1402).
Sibilia morì il 12 dicembre [[1421]] e fu sepolta assieme al marito nella chiesa di San Francesco.
 
I due coniugi abitarono per alcuni anni il palazzo di fronte alla Cattedrale, per poi trasferirsi nella contrada Santa Margherita, in case di proprietà di Sibilia.<br />Nel [[1407]] i coniugi decisero di far erigere l'[[Ospedale di San Francesco Grande]] con la [[chiesa di San Francesco Grande (Padova)|chiesa annessa]], dove furono sepolti (l'ultima sua attestazione è il testamento del 21 novembre [[1421]]).
 
==Collegamenti esterni==
*[http://www.innerwheel.it/club.asp?codice_club=iwc0058&codice_distretto=&cmd=storia Club Sibilla de Cetto] a lei intitolato
{{portale|Biografie}}