Differenze tra le versioni di "Zahiriyya"

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#il [[Corano]]
#I ''[[hadith]]''
#Il consenso (''[[ijma'|Ijmāʿ]]'') dei [[Sahaba|Compagni]] di [[Maometto]]
#L'unanimità dei dotti musulmani, basata sul ''ḥadīth'' che la ''[[Umma]]'' non si sarebbe mai trovata concorde su un errore.
#L'''istiṣḥāb'', principio secondo cui la legittimità dell'operato qualora un passaggio coranico, di [[Sunna]] o dei dotti, non lo vieti esplicitamente.
 
Secondo Ibn HazmḤazm, non vi erano altri fonti, rigettava quindi il ragionamento deduttivo (''[[qiyas|qiyās]]''), l'opinione personale del giudice (''[[Rai (islam)|ra'yraʾy]]''), o l'imitazione delle decisioni deglidelle anzianigenerazioni precedenti (''[[taqlid|taqlīd]]'').
 
Alcune fonti raccontano che Dāwūd ibn ʿAlī abbia ammesso il ragionamento per analogia (qiyas''qiyās'') in alcuni casi che apparivano evidenti, ma di ciò non si ha la certezza. Il consenso (''[[Ijma'|Ijmāʿ]]'') veniva ammesso solo se vi era il consenso dei compagniCompagni di Maometto, sulla base del fatto che essi erano pienamente consapevoli delle intenzioni del profetaProfeta.
 
Gli zahiriti furono tra coloro che pensavano che una donna potesse essere l'[[imam]] durante la [[salat|preghiera canonica]]. Citavano il caso di [[Umm Waraqa]], una contemporanea di Maometto, che imparò a memoria tutto il Corano e a cui Maometto diede il permesso di guidare la preghiera.
 
Dāwūd ibn ʿAlī venne fortemente criticato dai giuristi suoi contemporanei. Gli [[Sciafeismo|sciafeiti]] in particolar modo, consideravano la scuola Zahirita come la peggiore di tutte. Secondo i seguaci degli altri ''[[Madhhab|madhāhib]]'', il rifiuto del ragionamento deduttivo (qiyas''qiyās'') rendeva gli zahiriti inadatti a esercitare la funzione di giudice. Dāwūd ibn ʿAlī venne anche accusato di essere ignorante ed [[zindiq|eretico]]. [[Ahmad ibn Hanbal]], il fondatore del ''madhhab'' [[Hanbalismo|hanbalita]], non teneva in considerazione gli zahiriti. Nonostante ciò gli zahiriti erano numerosi e alcuni di loro divennero molto influenti.
 
Dāwūd ibn ʿAlī morì a [[BagdadBaghdad]] nell'[[884]].
 
[[Ibn Hazm|Ibn Ḥazm]] (teologo [[al-Andalus|andaluso]] morto nel 1064), fu uno dei più importanti rappresentanti di tale ''madhhab'', fu l'autore della ''al-Muhalla'', un'opera sulla giurisprudenza (''[[fiqh]]'') zarihita. Gli ''[[ulema|ʿulamāʾ]]'' delle scuole tradizionali utilizzano spesso tale opera come riferimento.
 
== Note ==
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