Differenze tra le versioni di "Falso filatelico"

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Il periodo della [[Repubblica Sociale Italiana]] tra l'ottobre [[1943]] e l'aprile [[1945]] fu uno dei più attivi da parte dei falsari, in quanto circolavano soprattutto francobolli del precedente periodo del [[Regno d'Italia]] soprastampati e la falsificazione di una soprastampa è più semplice rispetto a quella di un intero francobollo.
 
Un caso peculiare, fu quello dei cosiddetti "Falsi di [[Buenos Aires]]", stampati allo scopo di alleggerire le tariffe sulle [[rimesse degli emigrati]]. Autore della frode fu [[Francesco Percivalle]], nativo di [[Amantea]] ([[Cosenza]]), che iniziò le falsificazioni nel [[1945]] appena conclusa la [[seconda guerra mondiale]]. Per risparmiare i soldi sull'importo maggiorato dei nuovi valori bollati in corso, nel maggio dello stesso anno Percivalle acquistò un ingente quantitativo di francobolli della serie "Monumenti distrutti" appartenente alle [[Francobolli della Repubblica Sociale Italiana|emissioni della Repubblica Sociale Italiana]]. Attraverso una modifica della soprastampa aumento il valore al francobollo da 20 centesimi portandolo ad 1,20 lire. Allo stesso modo quello da 25 centesimi fu portato a 2 Lire. In questo caso quindi la [[Truffa|frode]] a carico dell'amministrazione postale non era nel francobollo di per sé ma architettata attraverso la soprastampa, che imitava quella realmente allestita da parte dell'ente emittente. Francesco Percivalle commerciò poi questi falsi francobolli intascando la differenza d'importo tra il valore originale e quello sovrastampato in sèguito.
 
Nel [[1947]], il falsario si trasferì in [[Argentina]], riprendendo l'attività di falsario nella numerosa comunità di emigranti italiani. Tra il [[1945]] ed il [[1949]] era possibile spedire somme di denaro in Italia con un cambio valutario preferenziale. Nell'agosto 1949 il governo argentino sospese le rimesse a cambio preferenziale e molti italiani non riuscirono più a far pervenire aiuti economici alle famiglie. Per le spedizioni in Italia, gli emigrati, potevano utilizzare francobolli italiani, ma il costo per una spedizione di 5 g. era proibitivo in quanto equivaleva al salario di una giornata di lavoro. Fino al 22 settembre 1949 la tariffa era pari a 150 L.it.; successivamente venne incrementata a 175 L.it. Francesco Percivalle nel biennio [[1950]] - [[1952]] falsificò il valore da 100 L.it della serie italiana comunemente nota come "Democratica" ed utilizzata dagli italiani emigrati che la scambiavano con le lettere affrancate dai falsi francobolli giunti a destinazione. Percivalle rivendeva poi ai collezionisti tali lettere il cui francobollo fu poi noto come "Falso di Buenos Aires". Nel [[1951]] Percivalle iniziò a falsificare anche i francobolli dell'[[Argentina]] ma scoperto verso la fine del [[1952]] venne processato e condannato a due mesi di carcere, scontato il quale fu espulso dal paese sudamericano in qualità di "persona non gradita" e rimpatriato.
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