Differenze tra le versioni di "Rimessa"

2 755 byte aggiunti ,  7 anni fa
nessun oggetto della modifica
 
Uno studio del [[2011]], commissionato dal [[Fondo monetario internazionale]], ha sviluppato un modello di [[crescita economica]] a lungo termine per un paese esportatore di [[manodopera]] che riceva grandi flussi di redditi dall'estero (le somme delle rimesse, [[Investimento diretto all'estero|investimenti provenienti dall'estero]], e trasferimenti governativi in genere) da grandi economie esportatrici di [[petrolio]]. I benefici economici a lungo termine dalle entrate estere sono stati valutati usando i dati disponibili per la [[Giordania]]<ref>{{cite journal |title=Oil Prices, External Income, and Growth: Lessons from Jordan |first=Kamiar |last=Mohaddes |first2=Mehdi |last2=Raissi |journal=Cambridge Working Papers in Economics |year=2011 |url=http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2011/wp11291.pdf}}</ref>.
 
=== Possibili timori per la sicurezza ===
 
Il crescente impegno internazionale coordinato a rimuovere possibili fonti di [[riciclaggio del denaro]] o di [[finanziamento del terrorismo]] ha fatto crescere l'onere per l'invio di rimesse, aumentando direttamente i costi per le aziende di invio di denaro e, in modo indiretto, quelli gravanti sui soggetti che inviano il denaro. Quale effetto si ha che in alcune direttrici una quantità considerevole di rimesse ha preso [[economia informale|canali informali]] (legami familiari, amici in viaggio, prestatori di denaro locali, ecc.). Secondo la Banca mondiale<ref>http://data.worldbank.org/data-catalog/migration-and-remittances</ref>, alcuni paesi non forniscono i dati delle rimesse. Inoltre, quando pure i dati sono disponibili, le metodologie usate dai vari stati per la compilazione dei dati sulle rimesse non sono rese pubbliche. Una [[rilevazione statistica]] mondiale del [[2010]], compiuta sulle [[banche centrali]], ha trovato significative differenze nella qualità dei sistemi di raccolta dati da paese a paese: alcune banche centrali usavano solo dati provenienti dalle [[banca commerciale|banche commerciali]], trascurando di tener conto dei flussi che transitavano dagli [[uffici postali]] o passavano attraverso gli operatori professionali di trasferimento denaro<ref>{{cite web|last=Irving, Mohapatra, Ratha|title=Migrant Remittance Flows: Findings from a Global Survey of Central Banks|url=http://www.scribd.com/doc/29647167/Migrant-Remittance-Flows-Findings-from-a-Global-Survey-of-Central-Banks|work=World Bank Working Paper No.194|publisher=World Bank|accessdate=4/3/2011}}</ref>
 
Le rimesse sono di difficile [[Tracciabilità dei pagamenti|tracciabilità]] e, pertanto, suscettibili di preoccupazioni sui rischi che nei relativi flussi possano nascondersi operazioni di [[riciclaggio del denaro]] o di [[finanziamento del terrorismo]]. Dopo gli [[attentati dell'11 settembre 2001]], molti governi e la [[FATF]] (''Financial Action Task Force on Money Laundering'') hanno mosso alcuni passi per affrontare le criticità dei canali informali di trasferimento fondi. Questo viene realizzato, a livello nazionale, attraverso le ''Financial Intelligence Units'' (FIUs). Le principali [[Iniziativa legislativa|iniziative legislative]] in quest'area sono il Titolo III del [[USA PATRIOT Act|PATRIOT Act]] per gli [[Stati Uniti d'America]], e, nell'[[Unione Europea]], una serie di [[direttive europee]] [[antiriciclaggio]]. Sebbene nessun rischio terroristico possa essere associato all'invio di denaro dai migranti alle loro famiglie d'origine, gli abusi e gli usi distorti del [[sistema finanziario]] rimangono fonte di preoccupazione da parte dei governi e oggetto di azione legislativa.
 
== Note ==
Utente anonimo