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===La famiglia di Edipo===
[[File:IngresOdipusAndSphinx.jpg|thumb|''Edipo e la Sfinge'', di [[Jean Auguste Dominique Ingres]], c. 1805]]
Dopo che [[Edipo]], figlio di Laio e Giocasta superò l'età di fanciullo, diventò fortissimo tra tutti i quali provavano per lui molta invidia. E dato che era anche molto intelligente, Polibo decise di mandarlo nella città di [[Delfi]] ove risiedevano i suoi veri genitori. Ben presto Edipo pretese di diventare il re e così si accese una forte disputa tra lui e Laio (di cui non conosceva la paternità) e Edipo lo uccise. Morto Laio, Creonte occupò il trono, esiliò Edipo e mise una [[Sfinge]], figlia di [[Tifone (mitologia)|Tifone]], nelle zone di [[Tebe (Grecia)|Tebe]] in [[Beozia]] affinché tormentasse gli abitanti. La Sfinge tormentava i passanti formulandole degli enigmi: “ Quale“Quale animale ha quattro, tre, due gambe e che contrariamente alle leggi del più forte se ha più gambe è più debole?”. Dato che nessuno sapeva rispondere, la Sfinge divorava i malcapitati. Edipo si recò in Beozia per ascoltare gli indovinelli della Sfinge e li seppe risolvere, pretendendo in sposa Giocasta, sua madre. La profezia della Sfinge si era avverata e dall'unione di Edipo e Giocasta nacquero [[Eteocle]], [[Polinice]], [[Antigone (figlia di Edipo)|Antigone]] e [[Ismene]]. Tuttavia la pace nel regno durò poco perché un terribile flagello e una carestia si abbatterono su Tebe. Edipo interrogò il celebre indovino [[Tiresia]] il quale rispose che la peste sarebbe sparita se la morte di Lico fosse stava vendicata. Meneceo, padre di Giocasta per la disperazione si gettò da un muro. Edipo infuriato sosteneva che Lico fosse morto per mando dei banditi di un “trivio” e che suo vero padre fosse Polibo. Tuttavia dopo un po' di tempo Edipo cominciò a credere che davvero lui avesse ucciso il padre Lico e la situazione precipita quando viene informato della morte di Polibo, suo tutore.<br />Alla notizia Giocasta perse la ragione si uccise, mentre Edipo si accecò con degli spilli. Di seguito, ceduto il trono nuovamente a Creonte, Edipo fuggì con Antigona.
 
[[File:Giovanni Battista Tiepolo 027.jpg|thumb|left|Eteocle e Polinice di [[Giambattista Tiepolo]]]]
===Poseidone e la punizione di Atene===
[[File:Netuno19b.jpg|thumb|upright=0.7|Statua bronzea che rappresenta molto probabilmente Poseidone - [[460 a.C.]] circa - Trovata nel [[1928]] al largo della costa di Capo Artemisio - [[Museo archeologico nazionale di Atene]]]]
Poseidone era il fratello di Zeus ed Ade, signore del Mare. Aveva un carattere molto burbero ed era anche lui molto sfortunato oltre ad Efesto. Quasi tutti i suoi figli, tranne alcuni come [[Perseo (mitologia)|Perseo]], erano degli orrendi mostri, basti pensare al ciclope [[Polifemo]], e le sue moglie erano tutte vendicative, come Anfitride che trasformò l'amante del dio: [[Scilla (mitologia)|Scilla]] in un orrendo essere a sei teste di cane e dodici zampe unghiate e allungabili all’infinito. Oltre a ciò di Poseidone si ricorda la famosa disputa con Atena per il governo di [[Atene]]. Infatti la città all’epoca era solo un piccolo villaggio e il popolo avrebbe scelto il suo protettore in colui o colei che avesse recato il più belle dei doni. Mentre Poseidone fece nascere una cascata dall’[[Acropoli]], Atena fece crescere un ulivo ed a lei spettò la vittoria e il governo. Sebbene Poseidone, adirato, abbia sconvolto la città con violenti maremoti, si tranquillizzò non appena gli ateniesi, coniando le loro prime monete, oltre alla civetta, simbolo dell’intelligenza e quindi della protettrice, aggiunsero sulla facciata anche un tridente.
 
===Il pomo della discordia e il giudizio di Paride===
[[File:Sandro Botticelli - Il Giudizio di Paride.jpg|thumb|upright=1.4|''Il giudizio di Paride'', dipinto di [[Sandro Botticelli]]]]
Nell'[[Olimpo (Grecia)|Olimpo]] tutti gli dei, sia buoni che cattivi, hanno una loro occupazione e dignità, tranne [[Eris (mitologia)|Eris]], la famosa dea della discordia. Lei non è mai presa in considerazione dagli altri perché ritenuta portatrice di sventure, sebbene non l'abbia mai fatto. Infatti la colpa è di un malvagio informatore che va da tutte le divinità a raccontare frottole ai danni di Eris che, un giorno decide di farla finita. Così, dato che di lì a poco si sarebbero celebrate le nozze della dea [[Teti (mitologia)|Teti]] e del mortale [[Peleo]] (padre di [[Achille]]), la dea decide di creare finalmente discordia nell'Olimpo, infatti crea una mela d'oro con scritto "alla più bella" e lo fa rotolare proprio nel momento in cui [[Zeus]], gli sposi e tutti gli altri stanno brindando alla cerimonia.<br />Da questo fatto nascerà un litigio tra le dee, che porterà all'inizio della famosa contesa tra [[achei]] e [[troiani (popolo)|troiani]].
Il nobile [[Paride]], un tempo povero contadino abbandonato dal re [[Priamo]] per un triste presagio della folle figlia [[Cassandra (mitologia)|Cassandra]], viene convocato in una pianura della sua casupola rustica da tre dee: [[Era (divinità)|Era]], [[Atena]] e [[Afrodite]]. Le donne, reduci da una furiosa lite per chi era la più bella, hanno stabilito che il giovane pastore Paride debba decidere il verdetto e per questo fanno di tutto per convincere l'uno a scegliere l'altra. Si mostrano nude, si manifestano con splendidi abiti, gli promettono doni infiniti e immensi, ma Paride è irremovibile fino a quando Afrodite gli promette la mano di [[Elena (mitologia)|Elena]], la bellissima sposa di [[Menelao]], [[re di Sparta]]. Paride è entusiasta della proposta e consegna il pomo alla dea, mentre Era e Atena meditano la vendetta contro Troia.
 
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