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'''Adele Faccio''' ([[Pontebba]], [[13 novembre]] [[1920]] - [[Roma]], [[8 febbraio]] [[2007]]) è stata un'esponente del [[Partito Radicale]], divenuta nota negli [[anni 1970|anni Settanta]] per le sue lotte a favore della legge sull'introduzione dell'[[Interruzione volontaria di gravidanza|aborto]] in [[Italia]].
 
Nipote della scrittrice [[Sibilla Aleramo]], studia lingue all'[[Università di Genova]] prima di militare nelle fila della [[Resistenza italiana|resistenza]] nella lotta per la liberazione dal nazifascismo. Terminata la guerra insegna lingue per quindici anni - dapprima a [[Genova]] e poi a [[Barcellona]] - per poi passare a lavorare per la [[Arnoldo Mondadori Editore|Mondadori]].
Il [[26 gennaio]] [[1975]] ad una manifestazione politica tenuta al [[Teatro Adriano]] a [[Roma]], Adele Faccio, all'epoca presidente del Partito Radicale, dichiarò pubblicamente di aver interrotto volontariamente una gravidanza. Fu immediatamente arrestata dalla polizia, in quanto l'aborto volontario era in quel momento ancora un reato.
 
Il suo impegno politico per i diritti civili risale ai primi anni 70. Il [[26 gennaio]] [[1975]] ad una manifestazione politica tenuta al [[Teatro Adriano]] a [[Roma]], Adele Faccio, all'epoca presidente del Partito Radicale, dichiarò pubblicamente di aver interrotto volontariamente una gravidanza. Fu immediatamente arrestata dalla polizia, in quanto l'aborto volontario era in quel momento ancora un reato.
 
Nella seconda metà degli anni Settanta, Adele Faccio è stata anche deputato alla Camera durante la [[Deputati VII Legislatura|VII]] e l'[[Deputati VIII Legislatura|VIII legislatura]], nelle file del Partito Radicale. Nel [[1989]] è stata una dei fondatori dei [[Verdi Arcobaleno]].
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