Differenze tra le versioni di "Manuele II del Portogallo"

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=== Le incursioni realiste ===
Dal [[1911]] le forze monarchiche portoghesi che si trovavano in esilio si concentrarono in [[Galizia]] da dove, con l'approvazione del governo spagnolo, si accordarono per penetrare in [[Portogallo]] e restaurare la monarchia. Il gruppo era guidato dal carismatico [[Henrique de Paiva Couceiro]], veterano delle campagne in Africa e l'unico ufficiale che aveva colpito audacemente il regime durante il colpo di statoStato del 5 ottobre. Creduto da molti il paladino della restaurazione monarchica portoghese (così lo indicava una certa stampa repubblicana in patria), egli credeva fosse sufficiente puntare sulle masse insoddisfatte di contadini per riottenere il sostegno alla corona, ma gli eventi diedero prova che egli si sbagliava e molti dei raid organizzati dalla Galizia fallirono.
 
Manuele decise di appoggiare questi raid anche se durante i primi anni del suo esilio le risorse disponibili per la sua persona apparivano molto limitate. Inoltre questa prima incursione vene fatta sotto le insegne della bandiera blu e bianca del Portogallo ma senza la corona reale, ed era stata preceduta da un manifesto di Paiva Couceiro che identificava il movimento come un "neutrale" il quale si riprometteva di liberare il paese e chiedere poi un regolare plebiscito per chiedere al popolo di scegliere la forma di governo da adottare per lo stato. Ora, dal momento che Manuele II era stato un monarca che aveva giurato sulla costituzione, mai accettò di essere sottoposto ad un referendum, accettando unicamente una restaurazione che appoggiasse la costituzione del [[1826]].
[[File:A Bandeira Monarquica no Porto.png|thumb|left|250px|La "[[Monarchia del nord]]" venne proclamata a [[Porto]] il 18 gennaio 1919]]
Dopo il fallimento dei raid monarchici e la condanna del re a quanti ancora utilizzassero la forza per giungere alla restaurazione della monarchia, quest'ultima opzione sembrò riaprirsi con la fine della dittatura del generale [[Pimenta de Castro]] nel gennaio del 1915. fatto che brevemente ruppe il monopolio politico del Partito Democratico portoghese e, nel tentativo di catturare le simpatie più conservatori, rimosse le restrizioni alla libertà di associazione monarchiche che erano state limitate dalla costituzione della repubblica. Tra l'aprile ed il maggio del 1915 aprirono i battenti circa 55 circoli monarchici (33 nel nord e 12 nel centro del paese), ma già dal 14 maggio di quello stesso anno la rivoluzione era sbarcata nelle strade: 15.000 persone tra civili e militari fedeli al re si scontrarono lasciando sul campo oltre 500 morti e 1000 feriti tra le file dell'esercito repubblicano.
Pur in questa situazione, tuttavia, Manuele II continuò ad invocare la calma degli animi ed a rifiutare l'idea di un intervento forzoso per la sua restaurazione, prevedendo piuttosto dei colloqui di pace da tenersi a Parigi, temendo che l'aumento dell'illegalità nel paese avrebbe potuto minarne la posizione negoziale. Paiva Couceiro e gli integralisti si servirono per la gestione della situazione del luogotenente generale Aires de Ornelas e proprio a lui Paiva indirizzò un telegramma, convinto in un appoggio immediato del re alle operazioni di un colpo di statoStato di quelle dimensioni, scrivendo senza esitazioni "Si va avanti. Parola del re".
 
Il 19 gennaio [[1919]], con mille soldati e alcuni pezzi di artiglieria, Paiva Couceiro restaurò a [[Porto]]la monarchia costituzionale nella persona di Manuele II, istituendo anche un governo provvisorio a cui aderirono le città di [[Minho]], [[Tras-os-Montes]] e parte del distretto di [[Aveiro]], ma contrariamente a quanto previsto dallo stesso Couceiro, il resto del paese non si unì a questa proposta. Il governo repubblicano rimase saldo a Lisbona, dove Aires de Ornelas era rimasto con poche centinaia di monarchici alla guida del 2º reggimento di lancieri. Di fronte all'aumento del numero di rifugiati che temevano rappresaglie repubblicani, il comandante del reggimento, che era monarchico, fece ritirare la guarnigione e marciò verso [[Monsanto]] ove si unì con altre forze monarchiche per poi rivelarsi in un nulla di fatto.
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