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:::::Grazie Anoixe per il tuo intervento. D'accordo su tutto ma non su un paio di cose per cui ti rispondo solo per amore di dibattito e non certo per spirito polemico. Il "nazionalismo" di cui parli tu e che declini in provincialismo e ottusità mi pare una lettura forzata e, ti dirò, figlia di un certo provincialismo. Il restituire nella propria lingua madre nomi stranieri ai più impronunciabili, difficilmente memorizzabili e impossibili da scrivere correttamente è una grande azione di democratizzazione del sapere e di fruibilità anche a favore delle classi incolte che nulla sanno/sapevano di lingue straniere. Grazie, quindi, a chi ha italianizzato Leone Tolstoi in modo che un italiano medio possa in qualche modo ricordare come si chiamasse lo scrittore senza dovere possedere nozioni di traslitterazione dalla lingua russa. E grazie a chi ci ha fornito la possibilità di memorizzare gli illustri e riveriti nomi di Aristotele, Plotino o Alessandro il Macedone ma financo, che so?, di Gengis Can o del Tamerlano senza dovere essere necessariamente padroni della lingua greca o latina o mandarina. Certo, i colti e i "non provinciali" perché cittadini di tutto il mondo storceranno il naso, ma lasciameglielo storcere volentieri e lasciamo che vivano nelle loro biblioteche dorate e nei loro salotti aristocratici. A noi plebei basta che Amedeo Mozart ci dica qualcosa anche se chiamato con un nome che non è i suo. Per quanto riguarda la lunga tradizione di restituire in una lingua di successo nomi barbari possiamo rinfrescarci con dotte disquisizioni circa i grecismi a Roma o i latinismi su calchi greci, o circa quella aberrante mania che si aveva in Europa di tutto latinizzare e che ha prodotti orribili figli come Giovanni Keplero o Omero o persino a quell'orribile latinizzazione aggravata da una provincialissima e posteriore italianizzazione che è il cacofonico quanto orribile Copernico. Mussolini non era ancora nato e nel 1840, quando il fascista ante litteram De Boni orrendamente osava storpiare i nomi persino dei suoi coevi italianizzandone volgarmente i loro eleganti nomi francesi così "à la page" e disonorando un elegante François con un plebeo e italianissimo Francesco, il Regno Lombardo Veneto d'Asburgo governava la antica Serenissima in cui il nostro De Boni scriveva biografie d'artisti italianizzando senza pietà tutto il mondo che gli capitava sotto tiro. Vent'anni dopo sarebbe nata l'Italia e ottantadue anni dopo il masetro elementare Benito Mussolini si affacciava sulla scena del mondo con una unica straordinaria idea: italianizzare tutto l'italianizzabile. FT Marinetti, sansepolcrista DOC, intanto inglesizzava tutto l'inglesizzabile, dando onore di letteratura persino al criminale Henry Shrapnel con versi straordinari di un arrembante teatro futurista a cui il Duce supremo strizzava l'occhio: «Voglio dare la fusione della montagna con la parabola dello shrapnel. La fusione della canzone umana carnale col rumore meccanico dello shrapnel. Dare la sintesi ideale della guerra: un alpino che canta spensierato sotto una volta ininterrotta di shrapnels.» Per conculdere, mon chère Anoize, ho sempre invidiato chi, nelle umane cose, riesce sempre a seguire uno schema che mai viene messo in discussione e nel quale qualcosa comanda, sempre, i suoi pensieri. Scusami tanto comunque, avevo del tempo libero, ho scritto di getto quattro righe seguendo l'onda dei miei poveri ricordi scolastici delle scuole elementari, sperando di non averti, se mai avrai letto queste righe con attenzione, annoiato alla morte. --[[Utente:Paolobon140|Paolobon140]] ([[Discussioni utente:Paolobon140|msg]]) 14:18, 29 ott 2014 (CET)
A parte che, effettivamente, in passato, un po' dappertutto i nomi stranieri venivano tradotti (per esempio nei dizionari enciclopedici francesi dell'Ottocento), quando addirittura non integralmente localizzati, resta il fatto che questa prassi oggi non è più in uso, in generale (a nessuno verrebbe in mente di chiamare Giovanni Lennon o Jean Lennon il famoso cantante dei Beatles, oppure Francesco o Francis Hollande il presidente della Francia), e in particolare nella nostra Wikipedia dove esiste un principio largamente consolidato in proposito. Per quanto riguarda il caso in specie, dunque, la proposta di Anoixe di rinominare la voce "François Lays" sull'esempio di altre autorevoli enciclopedie mi pare più che sensata, mentre la sola presenza di un lemma riguardante un cantante attivo per 43 anni all<nowiki>'</nowiki>''Opéra'' di Parigi, all'interno di un dizionario italiano (o anche in tutti i dizionari), non può giustificare l'affermazione (che appare anzi fuorviante) che lo stesso si era fatto in Italia "una discreta nomea come baritenore ai tempi della Rivoluzione francese". Cordialmente. --[[Utente:Jeanambr|Jeanambr]] ([[Discussioni utente:Jeanambr|msg]]) 16:30, 29 ott 2014 (CET)
:Certo che sono d'accordo sul rinominare la voce, come ti avevo già suggerito di immaginare qualche riga sopra. Per la dicreta nomea in Italia, quién sabe? Come scrivevo mille righe fa l'idea è che il Lays non abbia superato la prova del tempo e che quindi non sia così facile immaginare se fosse conosciuto o no. Ho visto che hai messo nuove interessanti parti di bibliografia nella yìta sandbox, ottimo alvoro, mi pare. A presto.--[[Speciale:Contributi/62.110.12.229|62.110.12.229]] ([[User talk:62.110.12.229|msg]]) 17:09, 29 ott 2014 (CET)
 
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