Differenze tra le versioni di "Giuseppe Pietri"

Studiò presso il Conservatorio di Milano grazie ad Oreste del Buono che gli permise di iscriversi, dopo averlo sentito suonare in occasione di un concerto a Portoferraio in cui venne meno il pianista. Giuseppe da sempre suonava l'organo della Chiesa del paese natio (Sant'Ilario in Campo). Debuttò all'età di vent'anni con la musica per il teatro intitolata ''Calendimaggio'', [[dramma]] in un atto unico, seguita dalla fiaba in musica ''Flemmerlandia''. Si accorse che per i giovani autori erano più azzeccate e convenienti le opere descriventi i piccoli fatti della vita quotidiana della borghesia e della classe lavoratrice. Uno dei suoi primi lavori fu un'opera lirica incompiuta e lasciata a metà (''[[Addio giovinezza! (operetta)]]''), ripescata e portata al successo dalla compagnia del comico Tani.
 
Dopo la sfortunata opera ''Il signor di Ruy-Blas'', grazie ad una riuscita ispirazione, l'autore realizzò una pregevole commedia di ambiente intitolata ''[[L'acqua cheta]]'' ([[1920]]), tratta dalla commedia omonima di [[Augusto Novelli]]: è la storia di un vecchio vetturino e delle sue due figliole, una delle quali soleva vivere a testa bassa, come un'acqua cheta. Ma un giorno, la giovane figlia si incapriccia di un gentile squattrinato e fugge con lui. Gli interpreti di questa opera furono, al Teatro Nazionale capitolino, Jole Pacifici e Enrico Dezan, padre del telecronista Adriano. Tre anni dopo, Pietri condusse al successo l'operetta ''La donna perduta'', che meritò una trasposizione cinematografica. ''La donna perduta'' va in scena il 12 aprile [[1925]] anche al [[Teatro Reinach]] di Parma dove il successivo 5 novembre va in scena ''Il quartetto vagabondo''.
 
Nel [[1926]], il compositore regalò al suo pubblico l'operetta ''Primarosa'', nella quale descrisse le vicende fallimentari di una famiglia di imprenditori minerari.
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