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Questa tecnica di "incatenare" gli attacchi avversari fu definita in seguito ''catenaccio''. In effetti, la presenza di un giocatore destinato ad affrontare avversari che avevano superato il loro marcatore diretto, rappresentava il "sacrificio" di un membro della squadra in compiti di pura attività ostruzionistica, mirata unicamente ad interdire la costruzione del gioco avversario, anziché all'avvio di azioni di gioco offensive. Tuttavia, nulla impediva al "libero" di sganciarsi dalla sua posizione per appoggiare l'azione offensiva dei suoi compagni di squadra, laddove le condizioni lo consentissero. Tale azione determinava scompiglio nella difesa avversaria, la quale non disponeva delle risorse necessarie per fronteggiare un attaccante imprevisto. Esempio lampante il goal di [[Marco Tardelli|Tardelli]] nella finale [[Finale del campionato mondiale di calcio 1982|Italia - Germania del 1982]]: l'assist per il goal di Tardelli fu servito proprio da [[Gaetano Scirea|Scirea]], che giocava nel ruolo di libero.
 
{{citazione necessaria|Nella concezione moderna di libero, questo ruolo assume una nuova caratteristica fondamentale: l'impostazione del gioco palla a terra. Il libero in base alle situazioni di gioco deve posizionarsi o come ultimo uomo dietro la difesa, per chiudere eventuali buchi, oppure davanti ad essa per essere d'aiuto ai centrocampisti giocando da mediano aggiunto e favorendo così la costruzione della manovra. questo è chiaro ed evidente se si vuole giocare in un determinato modo, soprattutto con la marcatura a uomo.}}
 
==== Difensore centrale ====