Differenze tra le versioni di "Paolo Monti"

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Poco dopo la prematura scomparsa del padre, nel 1936, sposò Maria Binotti, coetanea e compagna di giochi negli anni infantili trascorsi in Val d'Ossola.<ref name=bio/>
 
Nello stesso anno Monti fu assunto dalla [[Montecatini (azienda)|Montecatini]] e lavorò per diverse filiali dell'azienda, cambiando spesso città. Nel 1939 fu trasferito a Mestre e vi rimase fino al 1945, quando decise di lasciare la Montecatini a causa di alcune agitazioni che interessano l'azienda nella fase finale della dominazione fascista. Grazie all'aiuto di un amico fotografo trovò lavoro al [[consorzio agrario]] regionale e si trasferì a Venezia l'anno stesso.<ref name=bio/>
 
=== Fotografia ===
Nel 1953, forte delle collaborazioni avviate con alcune note riviste di architettura e design, Monti decise di cambiare lavoro e ritornare a Milano per dedicarsi alla fotografia. Fu scelto come fotografo per la [[X Triennale di Milano|X Triennale]] e diede inizio a una feconda attività editoriale: oltre ai servizi pubblicati sulle riviste, le sue foto concorrono a illustrare più di 200 volumi su regioni, città, artisti e architetti.<ref name=bio/>
 
Negli anni sessanta, come esponente significativo della realtà culturale legata alla fotografia, Monti fu parte di una fitta rete di relazioni che gli portarono notevoli fortune anche in ambito lavorativo. Nel 1965 intraprese una vasta campagna di rilevamento per l'illustrazione della Storia della Letteratura Italiana di [[Garzanti Editore|Garzanti]] e dal 1966 si dedicò al [[Catasto|censimento]] delle valli appenniniche e dei centri storici delle città dell'Emilia Romagna, che lo impegnò per oltre dieci anni. Nel 1979 fu chiamato a collaborare con [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]] alla realizzazione dell'apparato iconografico della Storia dell'Arte Italiana.<ref name=bio/>
 
Nel 1970 co-organizzò la mostra ''Bologna Centro Storico'' intesa a promuovere una proposta di variante al [[piano regolatore]] per il centro storico.<ref>{{cita pubblicazione|autore=Elena Ramazza|titolo=Bologna 1970: la riscoperta dell'identità come risorsa sociale|data= 2011|citazione=a Palazzo d'Accursio si svolse Bologna Centro Storico, mostra per lo più fotografica nella quale un'equipe di tecnici e studiosi – tra cui l'architetto Pier Luigi Cervellati, lo storico dell'arte Andrea Emiliani e il fotografo Paolo Monti – attraverso una comunicazione immediata ed efficace presentò alla cittadinanza la variante del piano regolatore per il centro storico, sancendo le necessità e i principi non soltanto culturali, ma anche economici e sociali di una “conservazione totale” delle forme storiche urbane|url=http://www.magazine.unibo.it/calendario/2011/05/25/bologna_1970?evt=8f6a28adb2c545588727059943645272&d=2011-05-25|urlarchivio=http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=37528&forceCom=y}}</ref>