Differenze tra le versioni di "Ftalilsulfatiazolo"

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{{F|farmaci|novembre 2013}}
{{composto chimico
{{controlcopy|possibile copia da testo cartaceo|medicina|novembre 2013}}
|immagine1_nome = phthalylsulfathiazole.png
Lo '''ftalilsulfatiazolo''' appartiene al gruppo dei [[sulfamidici]] intestinali che vengono scarsamente assorbiti in seguito a somministrazione orale. Il farmaco agisce come antagonista competitivo dell'[[acido p-aminobenzoico]], che pertanto non viene utilizzato per la sintesi di [[acido folico]]. I microorganismi che non sono capaci di utilizzare acido folico preformato per la sintesi delle basi puriniche del [[DNA]], non sono quindi in grado di riprodursi (azione batteriostatica). La resistenza al farmaco è ormai ampiamente diffusa.
|immagine1_dimensioni = 250px
|nome_IUPAC = acido 2-[({4-[(1,3-tiazol-2-ilammino)sulfonil]fenil}ammino)carbonil]benzoico
|massa_molecolare = 403,43222
|prefisso_ATC = A07
|suffisso_ATC = AB02
|PubChem = 4806
|smiles = C1=CC=C(C(=C1)C(=O)NC2=CC=C(C=C2)S(=O)(=O)/N=C\3/NC=CS3)C(=O)O
}}
{{disclaimer|medico}}
 
Lo '''ftalilsulfatiazolo''' è un [[farmaco]] appartenente alla classe dei [[sulfamidico|sulfamidici]] intestinali, caratterizzati da una scarsa [[biodisponibilità]] in seguito a [[somministrazione (farmacologia)|somministrazione]] [[per os|orale]] e quindi aventi azione principalmente a livello [[gastrointestinale]].
In seguito a somministrazione orale, solamente il 5% di ftalilsulfatiazolo viene assorbito a livello gastrointestinale dopo lenta idrolisi a [[sulfatiazolo]] (il 95% di farmaco rimane nell'intestino come tale). Lo ftalilsulfatiazolo viene escreto per la maggior parte con le feci.
 
== Meccanismo d'azione ==
Nel topo la DL50 per i.m. è di 920 mg/kg.
{{Vedi anche|Sulfamidici}}
Come tutti i sulfamidici, il farmaco è un [[inibitore competitivo]] dell'[[enzima]] [[diidropteroato sintetasi]].
In particolare sostituisce l'[[acido p-amminobenzoico]] ([[PABA]]) come falso substrato, bloccando la via sintetica che porta alla produzione
dell'[[acido tetraidrofolico]], essenziale per la sintesi delle [[Purine|basi puriniche]], e quindi per la sintesi e la replicazione degli [[acidi nucleici]].
La selettività dell'azione verso i batteri deriva dal fatto che l'essere umano non è in grado di sintetizzare l'[[acido folico]], ma lo assume attraverso la dieta.
Per il meccanismo d'azione l'effetto sui [[microorganismi]] alle dosi terapeutiche è generalmente [[batteriostatico]].
La [[Resistenza agli antibiotici|resistenza]] al farmaco è ormai ampiamente diffusa.
 
== Farmacocinetica ==
Lo ftalilsulfatiazolo è stato impiegato nel trattamento di infezioni intestinali. I ceppi sensibili erano: Escherichia coli, Shigella, Salmonella, Neisseria gonorrhoeae, N. meningitidis, Haemophilus influenzae, alcuni stafilococchi e streptococchi. Il farmaco viene anche utilizzato come coadiuvante nel trattamento di coliti ulcerose. Il sulfamidico è stato utilizzato per sterilizzare l'intestino prima di un intervento chirurgico.
In seguito a somministrazione orale, solamentesolo il 5% dicirca ftalilsulfatiazolodel vienefarmaco è assorbito, ain livelloseguito gastrointestinalea dopo lenta idrolisi del legame ammidico a dare [[sulfatiazolo]]. (ilIl restante 95% di farmaco rimane nell'intestino come tale). Lo ftalilsulfatiazoloe viene escreto per la maggior parte con le feci immodificato.
 
== Uso clinico ==
Nel trattamento della dissenteria bacillare il dosaggio giornaliero è compreso tra 2 e 12 g da suddividere in quattro-sei somministrazioni. Nei bambini sopra i due anni, le dosi vengono dimezzate rispetto all'adulto. Sotto i 2 anni si ha un ulteriore dimezzamento delle dosi e solamente due somministrazioni giornaliere. Nel caso si voglia sterilizzare l'intestino, in attesa di un intervento chirurgico, la dose iniziale consigliata è di 250 mg/kg per os, cui seguono 12 g al giorno da suddividere in 8 somministrazioni. Il trattamento deve essere iniziato quattro giorni prima dell'intervento e continuato per i successivi 4 giorni.
Il suo uso, oggi molto limitato, può essere indicato nel trattamento della [[dissenteria]], delle [[colite|coliti]], delle [[gastroenterite|gastroenteriti]] e nell'ambito di operazioni chirurgiche intestinali.
In particolare lo ftalilsulfatiazolo è stato studiato in associazioni con [[neomicina]] come [[antisettico]] per la prevenzione delle infezioni secondarie a interventi chirurgici al [[colon]].<ref name="pmid341376">{{cita pubblicazione|autore=Vargish T, Crawford LC, Stallings RA, Wasilauskas BL, Myers RT |titolo=A randomized prospective evaluation of orally administered antibiotics in operations on the colon |rivista=Surgery, Gynecology & Obstetrics |volume=146 |numero=2 |pagine=193–8 |anno=1978 |mese=febbraio |pmid=341376 }}</ref>
È stato inoltre valutato senza ottenere risultati positivi nel trattamento dell'[[artrite reumatoide]].<ref name="AstburyHill1992">{{cita pubblicazione | titolo = PHTHALYLSULPHATHIAZOLE IN RHEUMATOID ARTHRITIS | rivista = Rheumatology | volume = 31 | numero = 7 | anno = 1992 | pagine = 461–463 | doi = 10.1093/rheumatology/31.7.461 | autore = C. Astbury | coautori = J. Hill, H. A. Bird | accesso = 21 novembre 2014 }}</ref>
In questo caso la distribuzione principalmente a livello gastrointestinale del farmaco è stata proposta come ragione della scarsa efficacia del trattamento.
 
== Effetti collaterali ==
Gli effetti collaterali che si manifestano più frequentemente sono febbre e rash cutanei. Si possono anche verificare disturbi di tipo gastrointestinale come nausea, vomito, anoressia, e disturbi a carico del [[sistema nervoso centrale]]. È stato osservato che terapie protratte nel tempo possono favorire l'insorgenza di infezioni da ''[[Candida (funghi)|Candida]]''.
Gli effetti collaterali possono includere reazioni allergiche, [[agranulocitosi]] e [[anemia aplastica]].
 
== Note ==
Lo ftalilsulfatiazolo risulta controindicato nell'insufficienza epatica e nelle ostruzioni intestinali. Il farmaco è da usare con cautela in caso di danno renale, asma bronchiale e nell'ultimo periodo della gravidanza. Il ftalilsulfatiazolo non deve essere somministrato ai bambini nei primi mesi di vita. Durante il trattamento con il farmaco è consigliabile una notevole assunzione di liquidi. In caso di trattamento prolungato può essere buona norma controllare la funzione epatica. È consigliabile somministrare, in concomitanza al farmaco, vitamine del [[Vitamine B|gruppo B]] e [[vitamina K]].
{{References}}
 
Molti ceppi di ''[[Shigella]]'' sono ormai resistenti al sulfamidico. Praticamente tutti i ceppi sensibili possono diventare resistenti; per limitare tale probabilità si deve iniziare il trattamento con dosi adeguate e sospenderlo appena possibile. Lo ftalilsulfatiazolo può potenziare le azioni del [[metotrexato]] e degli [[anticoagulanti]] orali; inoltre inibisce la sintesi delle vitamine del gruppo B e della vitamina K.
 
== Proprietà ==
La sostanza, in soluzione acquosa acida, assorbe nell'UV alla lunghezza d'onda di 282 nm; in soluzione acquosa alcalina assorbe a 260 nm. Lo spettro IR, registrato in KBr, mostra assorbimenti identici a quelli di uno standard di riferimento (1532, 1142, 1084, 1710, 1585, 1560 cm&shy;1). Lo spettro di massa presenta frammenti principali a 92, 156, 191, 65, 108, 76, 104, 50 m/z. Esame TLC su piastre ricoperte di gel di silice G, 250 µ di spessore; eluente: cloroformio/metanolo (80/15); rivelante: reagente di Van Urk (1 g di dimetilaminobenzaldeide si scioglie in 100 ml di etanolo e si aggiungono 10 ml di acido cloridrico; Rf=0,04. Esame HPLC. Colonna Spherisorb S5W, 5 µ, 25 cm x 4 mm; eluente: cicloesano/etanolo/acido acetico (85,7/11,4/2,9); k'=14. 6) A 0,1 g di sostanza si aggiungono 0,5 g di resorcina e 0,3 ml di acido solforico e si scalda a bagnomaria sino ad ottenere una miscela omogenea. Si raffredda e si aggiungono 5 ml di soluzione diluita di idrossido di sodio. Si diluiscono 0,1 ml della miscela, colorata in rosso bruno, con 25 ml di acqua. Si sviluppa un'intensa fluorescenza verde che scompare per acidificazione. A 0,1 g di sostanza si aggiungono 3 ml di acido solforico diluito e 0,5 g di zinco polvere. Si sviluppano vapori che anneriscono la cartina al piombo acetato. A 2 g di sostanza si aggiungono 8,5 ml di soluzione di idrossido di sodio 2 M e si scalda a ricadere per 30 minuti. Dopo aver raffreddato, si aggiungono 17,5 ml di acido cloridrico diluito, si agita con energia e si filtra. Il filtrato si neutralizza con una soluzione di idrossido di sodio 2 M e si filtra. Il precipitato, lavato con acqua, ricristallizzato da acqua ed essiccato a 100-105 °C, fonde tra 200 e 203 °C. Si sciolgono circa 10 mg dei cristalli, ottenuti nella reazione di identificazione 8, in 200 ml di acido cloridrico 0,1 N. A 2 ml della soluzione si aggiungono 0,2 ml di soluzione di sodio nitrito. Dopo 1-2 minuti si aggiunge 1 ml di soluzione di b-naftolo (reazione caratteristica delle amine primarie aromatiche): si forma un precipitato arancione.
 
{{Antibiotici}}
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