Differenze tra le versioni di "Erich Linder"

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|GiornoMeseMorte = 22 marzo
|AnnoMorte = 1983
|FineIncipit = [[agente letterario]] [[austria]]co attivo in [[Italia]]
|Attività =
|Epoca = 1900
|Nazionalità = austriaco
|PostNazionalità =, .
|FineIncipit = [[agente letterario]], di madre [[Polacchi|polacca]] e padre [[romania|rumeno]], fu tra le più autorevoli e influenti figure dell'editoria mondiale, rappresentò autori del calibro di [[Ezra Pound]], [[Thomas Mann]], [[James Joyce]], [[Franz Kafka]], [[Philip Roth]] e molti altri
|Categorie = no
}}
 
|FineIncipit = [[agente letterario]], di madre [[Polacchi|polacca]] e padre [[romania|rumeno]], fu traTra le più autorevoli e influenti figure dell'editoria mondiale, rappresentò autori del calibro di [[Ezra Pound]], [[Thomas Mann]], [[James Joyce]], [[Franz Kafka]], [[Philip Roth]] e molti altri.
 
==Biografia==
Nacque a [[Leopoli]], allora in [[Seconda Repubblica di Polonia|Polonia]], da padre rumeno e madre polacca, entrambi [[ebrei]] [[ashkenaziti]]. La nascita in [[Galizia (Europa centrale)|Galizia]], in realtà, avvenne casualmente durante la visita dei genitori a un parente; la famiglia, infatti, risiedeva a [[Vienna]] e per tutta la vita conservò la cittadinanza austriaca. Durante la sua infanzia, tuttavia, la famiglia si spostò in [[Italia]], dapprima a [[Trieste]], poi, dal [[1934]], a [[Milano]] dove frequenta la scuola ebraica di via Eupili<ref name=linder>{{cita libro | nome= Martino | cognome= Marazzi | titolo= Erich Linder. Autori, editori, librai, lettori | anno= 2003 | editore= Fondazione Arnoldo e Alberto Mondador | città= | p= 60}}</ref>.
Immigrato in Italia prima della seconda guerra mondiale per motivi di lavoro del padre, frequentò la scuola ebraica di Via Eupili. Durante la guerra riuscì a farsi passare per altoatesino e a "collaborare" per circa un mese con i tedeschi, per poi riuscire a raggiungere l'esercito alleato con cui rimase sino alla fine della guerra. Dopo la guerra frequentò senza concludere gli studi la facoltà di lettere, collaborò con le [[Edizioni di Comunità]] di [[Adriano Olivetti]] e in seguito con la casa editrice [[Bompiani]], per poi assumere la guida della [[Agenzia Letteraria Internazionale]], già fondata nel [[1898]] da [[Augusto Foà]]. Sotto la guida di Erich Linder l'Agenzia Letteraria Internazionale divenne tra le più importanti agenzie letterarie al mondo, e forse la più importante in Europa. Erich Linder fondò succursali anche in [[Francia]] e [[Svizzera]], succursali che poi alla morte di Linder divennero indipendenti.
 
Sorprendentemente, la sua fortunata carriera nell'editoria cominciò poco dopo l'emanazione delle [[leggi razziali]] quando, appena quindicenne, aiutò la segretaria di [[Arnoldo Mondadori]] Matilde Finzi (che lavorava da casa essendo anch'essa israelita). In seguito prese a collaborare con la [[Corticelli editore]], frequentando al contempo l'[[Agenzia letteraria internazionale]] alla ricerca di libri da tradurre dal tedesco<ref name=linder/>.
 
In questi ambienti avvenne l'incontro con [[Luciano Foà]] che lo volle come redattore delle [[Nuove Edizioni Ivrea]] di [[Adriano Olivetti]]. Durante questo periodo fece conoscenza con altri collaboratori della casa editrice, tra i quali [[Roberto Bazlen]], [[Giorgio Fuà]], [[Umberto Campagnolo]] e [[Cesare Musatti]]. Fu proprio quest'ultimo a procurargli dei documenti falsi per celare le sue origini, spostando l'accento del cognome da Lìnder a Lindèr e dichiarandolo [[venezia]]no. Dopo l'[[armistizio di Cassibile]] tentò di riparare in [[Svizzera]], ma venne respinto dalle guardie di frontiera; decise quindi di portarsi a [[Firenze]] dove, raccomandato da [[Ranuccio Bianchi Bandinelli]], lavorò come interprete per i tedeschi. Nel [[1944]], in seguito alla [[liberazione di Roma]], fuggì precipitosamente nella capitale dove collaborò con la radio della Quinta Armata<ref name=linder/>.
 
Immigrato in Italia prima della seconda guerra mondiale per motivi di lavoro del padre, frequentò la scuola ebraica di Via Eupili. Durante la guerra riuscì a farsi passare per altoatesino e a "collaborare" per circa un mese con i tedeschi, per poi riuscire a raggiungere l'esercito alleato con cui rimase sino alla fine della guerra. Dopo la guerra frequentò senza concludere gli studi la facoltà di lettere, collaborò con le [[Edizioni di Comunità]] di [[Adriano Olivetti]] e in seguito con la casa editrice [[Bompiani]], per poi assumere la guida della [[Agenzia Letteraria Internazionale]], già fondata nel [[1898]] da [[Augusto Foà]]. Sotto la guida di Erich Linder l'Agenzia Letteraria Internazionale divenne tra le più importanti agenzie letterarie al mondo, e forse la più importante in Europa. Erich Linder fondò succursali anche in [[Francia]] e [[Svizzera]], succursali che poi alla morte di Linder divennero indipendenti.
 
Sposò [[Mariella Villaroel]] (Catania 1923 - Zurigo 1979), figlia del poeta [[Giuseppe Villaroel]]. Alla morte di Linder, avvenuta nel 1983 per infarto cardiaco, l'Agenzia Letteraria Internazionale fu dapprima rilevata dal figlio Dennis, che cedette nel 1988 la quota della società ereditata dal padre a Donatella Barbieri (sorella di [[Tiziano Barbieri]], Editore a Milano). Nell'estate 2008 una quota di maggioranza dell'Agenzia è stata a sua volta ceduta a [[Chiara Boroli]] (della famiglia cui fa capo la [[Casa Editrice De Agostini]]).
 
Come scrisse un autore dell'agenzia, [[Giordano Bruno Guerri]], "il merito grande di Linder era [...] di avere tre teste, come Cerbero: quella dell'autore, quella dell'editore e quella del lettore, e di saperle usare, di volta in volta, insieme o disgiunte, magnifico mostro. [...] Curiosissimo di tutto, a tutto attento, la sua conversazione asciutta spaziava su ogni campo, con vertiginosi slanci di ironia e di umorismo, e le sue ragioni erano incrollabilmente poggiate su pilastri inamovibili: giustizia, realismo, preparazione, razionalità."
 
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