Differenze tra le versioni di "Erich Linder"

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Nacque a [[Leopoli]], allora in [[Seconda Repubblica di Polonia|Polonia]], da padre rumeno e madre polacca, entrambi [[ebrei]] [[ashkenaziti]]. La nascita in [[Galizia (Europa centrale)|Galizia]], in realtà, avvenne casualmente durante la visita dei genitori a un parente; la famiglia, infatti, risiedeva a [[Vienna]] e per tutta la vita conservò la cittadinanza austriaca. Durante la sua infanzia, tuttavia, la famiglia si spostò in [[Italia]], dapprima a [[Trieste]], poi, dal [[1934]], a [[Milano]] dove frequentò la scuola ebraica di via Eupili<ref name=linder>{{cita libro | nome= Martino | cognome= Marazzi | titolo= Erich Linder. Autori, editori, librai, lettori | anno= 2003 | editore= Fondazione Arnoldo e Alberto Mondador | città= | p= 60}}</ref>.
 
Sorprendentemente, la sua fortunata carriera nell'editoria cominciò poco dopo l'emanazione delle [[leggi razziali fasciste|leggi razziali]] quando, appena quindicenne, aiutò la segretaria di [[Arnoldo Mondadori]] Matilde Finzi (che lavorava da casa essendo anch'essa israelita). In seguito prese a collaborare con la [[Corticelli editore]], frequentando al contempo l'[[Agenzia letteraria internazionale]] alla ricerca di libri da tradurre dal tedesco<ref name=linder/>.
 
In questi ambienti avvenne l'incontro con [[Luciano Foà]] che lo volle come redattore delle [[Nuove Edizioni Ivrea]] di [[Adriano Olivetti]]. Durante questo periodo fece conoscenza con altri collaboratori della casa editrice, tra i quali [[Roberto Bazlen]], [[Giorgio Fuà]], [[Umberto Campagnolo]] e [[Cesare Musatti]]. Fu proprio quest'ultimo a procurargli dei documenti falsi per celare le sue origini, spostando l'accento del cognome da Lìnder a Lindèr e dichiarandolo [[venezia]]no. Dopo l'[[armistizio di Cassibile]] tentò di riparare in [[Svizzera]], ma venne respinto dalle guardie di frontiera; decise quindi di portarsi a [[Firenze]] dove, raccomandato da [[Ranuccio Bianchi Bandinelli]], lavorò come interprete per i tedeschi. Nel [[1944]], in seguito alla [[liberazione di Roma]], fuggì precipitosamente nella capitale dove collaborò con la radio della Quinta Armata<ref name=linder/>.
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