Differenze tra le versioni di "Redecesio"

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== Storia ==
Per quanto riguarda il nome le interpretazioni sono due: alcuni ritengono che il nome sia frutto dell’unione dei due termini Re (rivo) + de scés (di siepe), oppure Red (rete) + scés (siepe); per altri invece il toponimo si riferirebbe allo [[scricciolo]], una specie di uccello un tempo molto diffuso nel milanese, chiamato in dialetto Re de Sces (re di siepi).
Negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346” Redecesio risulta incluso nella [[pieve di Segrate]] e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della “strata da Lambrate” come “el locho da Ardeseso”.<ref>Lombardia Beni Culturali, "[http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8011703/ comune di Redecesio - sec. XIV-1757]"</ref> Registrato agli atti del [[1751]] come un villaggio [[Milano|milanese]] di 144 abitanti, con la successiva suddivisione della Lombardia austriaca in 8 province<ref>editto 26 settembre 1786 c</ref> il comune rimase nella pieve di Segrate, inclusa nella provincia di Milano.<ref>Lombardia Beni Culturali, "[http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8011704/ comune di Redecesio - 1757-1797]"</ref>
 
Alla proclamazione del [[Regno d'Italia]] nel [[1805]], Redecesio risultava avere 100 residenti, avendo subito la concorrenza dei centri vicini.<ref>[http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8013305/?view=toponimi&hid= Comune di Redecesio, 1798 - 1808 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> Nel [[1808]] un regio decreto di [[Napoleone]] soppresse il municipio annettendolo a [[Milano]]. Il Comune di Redecesio fu poi ripristinato nel [[1816]] dopo il ritorno degli [[Impero austriaco|austriaci]], che tuttavia tornarono sui loro passi col dispaccio governativo del 17 gennaio [[1841]] che cancellò nuovamente il municipio redecesiese, unendolo però stavolta a [[Novegro]]. Redecesio fu quindi una delle pochissime località la cui sistemazione amministrativa definitiva non replicò il modello napoleonico.