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=== Fortuna ===
Nel 1911 fu inserita nella "celeberrima"<ref name="Storia di Torino Einaudi, vol. 7, pag. clx"/> [[operetta]] ''[[Addio giovinezza! (operetta)|Addio giovinezza!]]'', con [[libretto]] di [[Sandro Camasio]] e dello stesso [[Nino Oxilia]], che conobbe un notevole successo<ref name="Storia di Torino Einaudi, vol. 7, pag. 973">[[Rinaldo Comba]], Umberto Levra, [[Giuseppe Ricuperati]] e [[Nicola Tranfaglia]] (a cura di), ''Storia di Torino'', vol. VII, 2007 (p. 973)</ref>. Questo contribuì anche alla fortuna dell'inno che fu intonato anche tra i padiglioni dell'[[Esposizione internazionale di Torino|Esposizione internazionale dell'Industria e del Lavoro]] che si tenne a Torino in quello [[1911|stesso anno]].
 
EranoNel gli1911 annila incanzone cui,fu inserita nella [[Torino]]]"celeberrima"<ref di [[storianame="Storia di Torino|inizio secolo]]Einaudi, l'incipientevol. sviluppo7, industrialepag. delineavaclx"/> già[[operetta]] una''[[Addio fratturagiovinezza! sociologica; rispetto al(operetta)|Addio mondo delle ciminiere e degli opifici della meccanicagiovinezza!]]'', lacon canzone rappresentava espressione[[libretto]] di controcanto[[Sandro diCamasio]] unae cittàdello ancorata alla sua animastesso [[RisorgimentoNino italiano|risorgimentaleOxilia]], lache societàconobbe sabaudaun "deglinotevole orizzonti limitati ma sicuri, della vita senza foga, delle cose piccole e serene cantate con rimpianto dia [[Guido Gozzano]]"successo<ref name="Storia di Torino Einaudi, vol. 7, pag. clx973">[[Rinaldo Comba]], Umberto Levra, [[Giuseppe Ricuperati]] e [[Nicola Tranfaglia]] (a cura di), ''Storia di Torino'', vol. VII, 2007 (p. clx973)</ref>. Questo contribuì anche alla fortuna dell'inno che fu intonato anche tra i padiglioni dell'[[Esposizione internazionale di Torino|Esposizione internazionale dell'Industria e del Lavoro]] che si tenne a Torino in quello [[1911|stesso anno]].
 
Erano gli anni in cui, nella [[Torino]] di [[storia di Torino|inizio secolo]], l'incipiente [[Industria in Italia|sviluppo industriale]] delineava già una frattura sociologica; rispetto al mondo delle ciminiere e degli opifici della meccanica, la canzone rappresentava espressione di [[controcanto]] di una città ancorata alla sua [[Risorgimento italiano|anima risorgimentale]], la società [[Casa Savoia|sabauda]] "degli orizzonti limitati ma sicuri, della vita senza foga, delle cose piccole e serene cantate con rimpianto dia [[Guido Gozzano]]"<ref name="Storia di Torino Einaudi, vol. 7, pag. clx">[[Rinaldo Comba]], Umberto Levra, [[Giuseppe Ricuperati]] e [[Nicola Tranfaglia]] (a cura di), ''Storia di Torino'', vol. VII, 2007 (p. clx)</ref>
 
==== Rimaneggiamenti successivi ====
 
Il successo dell'inno è testimoniato anche dai rifacimenti successivi: rimaneggiato nel 1911, fu adottato come inno ufficiale degli [[Alpini]]<ref name="S. Pivato pag. 153"/>.
 
Morto l'autore in [[prima guerra mondiale|guerra]] nel 1917, finì per essere trasformata in un inno degli [[Arditi]], quindi degli [[Arditi del popolo]], poi delle donne fasciste, quindi, ancora, in un inno dello [[squadrismo]] [[Fascismo|fascista]]. Infine, con le modifiche al testo apportate da [[Salvator Gotta]], divenne ''[[Giovinezza (inno)|Giovinezza]]'', il cui sottotitolo era ''Inno trionfale del [[Partito Nazionale Fascista]]''<ref name="S. Pivato pag. 154"/>.
 
Nulla, nei versi di Oxilia, poteva far intuire o trasparire il senso dei simbolismi sociali e politici di cui l'inno nostalgico degli studenti sarebbe stato caricato con vari interventi nel tempo<ref name="S. Pivato pag. 153">[[Stefano Pivato]], ''Bella Ciao. Canto e politica nella storia d'Italia'', [[Laterza editore|Laterza]], 2005 (p. 153)</ref>. Il susseguirsi di questi interventi, con l'inserimento di simboli e riferimenti storici, permette di seguire l'evoluzione stessa, in senso sociale e politico, del fascismo italiano. Nulla, in quei versi, poteva far trasparire il senso dei simbolismi sociali e politici di cui sarebbe stata caricata nel tempo.<ref name="S. Pivato pag. 152">[[Stefano Pivato]], ''Bella Ciao. Canto e politica nella storia d'Italia'', [[Laterza editore|Laterza]], 2005 (p. 152)</ref>
 
== Testo originario ==
Utente anonimo