Differenze tra le versioni di "Giuliano Vanghetti"

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Dopo i primi studi a Greve in Chianti, dove il padre Dario si era trasferito da Empoli per svolgere l'incarico di [[Pretore (ordinamenti moderni)|pretore]], conseguì la [[Esame di maturità|maturità]] a [[Siena]] e si iscrisse poi all'[[Università di Bologna]]. Qui frequentò ben tre facoltà - fisica, matematica e medicina - prima di optare per quest'ultima, in cui [[Laurea|si laureò]] con un modesto 80/110 nel [[1890]]. Iniziò la professione come assistente alla Clinica Dermosifilopatica di [[Parma]] ma, quando il padre si ritirò in pensione, rientrò con lui a Empoli accettando supplenze come [[medico condotto]] nei paesi circostanti.
 
L'esigenza di mantenere la famiglia che si era intanto formato (la moglie e i due figli Dario e Flora) e il desiderio di viaggiare e "conoscere il mondo", evadendo in qualche modo dalla dimessa routine della sua vita, lo spinsero allora a imbarcarsi come medico di bordo su navi in genere di [[emigranti italiani]]. Compì in quegli anni numerose e lunghe traversate soprattutto alla volta di [[Australia]], [[Stati Uniti]], [[Argentina]] e [[Brasile]], imparando così l'inglese, il tedesco, il francese, lo spagnolo e interessandosi anche ai primi studi sull'[[Interlingua (lingua ausiliaria)|interlingua]].<ref>Se ne occuperà soprattutto negli anni precedenti e in quelli successivi alla [[prima guerra mondiale]], entrando anche a far parte (1924-1925 e 1926-1928) del consiglio direttivo dell'[[Academia pro Interlingua]] di [[Giuseppe Peano]], votata alla promozione delle [[Lingua ausiliaria internazionale|lingue ausiliarie internazionali]] e, in particolare, del [[latino sine flexione]] di Peano.</ref>
 
== Le protesi "cinematiche" ==
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