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{{Vedi anche|Conquista romana della Spagna}}
 
Nonostante le sconfitte Scipione mantenne la fiducia del popolo romano, il mandato militare gli fu confermato e fu inviato in Spagna ad affiancare il fratello nel combattere le forze cartaginesi e trattenerle così lontane dall'Italia. L'azione di Scipione nella penisola iberica fu coronata da vittorie importanti<ref>{{cita|Polibio|III, 95 - 97}}; {{cita|Periochae|23.9 e 14}}.</ref> fino a quando, nel 212<ref name="Livio25,32-39"/>/211 a.C.<ref name="De Sanctis432"/> morì durante le [[battaglie del Baetis superiore]] che videro la sconfitta delle armate romane.<ref>{{cita|Livio|XXV, 34}}.</ref> Nello stesso anno il fratello Gneo fu sconfitto e morì nella [[battaglia di Ilorci]] vicino a [[Carthago Nova]].<ref>{{cita|Livio|XXV, 36}}.</ref> Come accadde al Ticino con i Galli, sembra che queste sconfitte fossero da addebitare al tradimento delle popolazioni locali dei [[Celtiberi]], corrotte da [[Asdrubale Barca]], fratello di Annibale.<ref>{{cita|Periochae|25.12}}.</ref>
 
== Scipione e la sua ''gens'' ==