Differenze tra le versioni di "Biblioteca (Pseudo-Apollodoro)"

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Zeus, che ben sapeva che Afrodite in un modo o nell'altro si sarebbe unita con il bel fanciullo, rifiutò di risolvere una questione così sgradevole e l'assegnò ad un tribunale meno prestigioso, presieduto dalla Musa [[Calliope]]. La dea stabilì che Afrodite e Persefone meritavano pari autorità su Adone, perché la prima l'aveva salvato al momento della nascita, e la seconda in seguito, scoperchiando il cofanetto e rinvenendo il fanciullo. Calliope risolse la disputa ordinando al ragazzo di passare un terzo dell'anno con Afrodite, un terzo con Persefone e un terzo con la persona di sua scelta. Secondo altri, Zeus stesso s'interessò alla questione ed emise il verdetto.
 
Afrodite s'infuriò perché Adone non le era stato concesso solo per sé e sfogò il suo sdegno instillando nelle Menadi un disperato amore per [[Orfeo]], figlio di Calliope. Il musico respinse le fanciulle invasate ed esse, offese, lo dilaniarono. Poi indossò una cintura magica che stimolava il desiderio sessuale verso chi la portasse e attirò Adone fra le sue braccia, inducendolo a trascorrere con lei anche la porzione annuale destinata alla libertà e riducendo il periodo che spettava a Persefone. Un giorno, la Musa [[Clio]] insultò Afrodite per la sua storia d'amore con il fanciullo, e la dea, furente, l'accecò d'amore per [[Piero]], figlio di Magnete. Ovidio narra che Afrodite fu involontariamente colpita da una freccia del figlioletto [[Eros (mitologia)|Eros]] avvolgendolo in un abbraccio e per questo s'innamorò alla follia di Adone ormai adulto, bello e fiero.
Per amore del giovane, Afrodite trascurò di visitare Citera, Pafo e altri suoi luoghi di culto, e non smise per un istante di seguirlo nei boschi e nelle selve, liberando i cani da caccia contro cervi, lepri e caprioli per facilitare all'amato le prede.
 
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