Pietro Grasso: differenze tra le versioni

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Il 30 gennaio&nbsp;[[1992]]&nbsp;la&nbsp;[[Corte di Cassazione]]&nbsp;confermò la sentenza del&nbsp;[[Maxiprocesso]]&nbsp;che condannava Riina e molti altri&nbsp;''boss''&nbsp;all'[[ergastolo]]<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.lastampa.it/varie/archivio|titolo = Archivio - La Stampa|accesso = |editore = |data = }}</ref>: in seguito a tale sentenza, nel febbraio-marzo&nbsp;[[1992]]&nbsp;si tennero riunioni ristrette della "[[Commissione provinciale]]" (a cui parteciparono [[Riina]],&nbsp;[[Salvatore Biondino]],&nbsp;[[Raffaele Ganci]],&nbsp;[[Giovanni Brusca]], Michelangelo La Barbera,&nbsp;[[Salvatore Cancemi]]<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.ipezzimancanti.it/download/sentenza%20stralcio%20appello.pdf|titolo = Sentenza d'appello del processo stralcio per le stragi di Capaci e via d'Amelio.|accesso = |editore = |data = }}</ref>), in cui venne deciso di dare inizio agli attentati e vennero stabiliti nuovi obiettivi da colpire.<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/Reso.steno.26.3.2012Int..pdf|titolo = Audizione del procuratore Sergio Lari dinanzi la Commissione Parlamentare Antimafia - XVI LEGISLATURA.|accesso = |editore = |data = }}</ref>
 
Il pentito Giovanni Brusca, nel corso di una deposizione nell'ambito del processo "Bagarella ed altri" (presunta trattativa Stato - mafia) ha così descritto gli intendimenti del boss Totò Riina:<blockquote>"Nel corso di una riunione, nel '91, Totò Riina disse che dovevano morire tutti, che si voleva vendicare, che i politicanti lo stavano tradendo. Fece i nomi di Falcone, che era un suo chiodo fisso, di Borsellino, di Lima, di Mannino, di Martelli, di Purpura. Disse 'gli dobbiamo rompere le corna'. Tutti ascoltavano in silenzio. Per amore o per timore".<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/11/trattativa-brusca-il-papello-a-mancino-capaci-strage-anche-contro-andreotti/810105/|titolo = Il Fatto Quotidiano - Archivio|accesso = |editore = |data = }}</ref></blockquote>Poche settimane dopo la Mafia compì la strage di Capaci, nel quale morirono [[Giovanni Falcone]] la moglie&nbsp;[[Francesca Morvillo]]&nbsp;e tre agenti di scorta&nbsp; e quella di Via D'Amelio nella quale rimasero vittime il giudice [[Paolo Borsellino]] e cinque agenti di scorta. <ref>{{Cita web|autore = |url = https://it.wikipedia.org/wiki/Bombe_del_1992-1993|titolo = Bombe del 1992-1993|accesso = |editore = |data = }}</ref>
 
Tra gli obiettivi che erano stati identificati dalla Cupola c'era anche Pietro Grasso. E' stato lo stesso Brusca a spiegare al Pm Roberto Tartaglia come nacque l'idea di uccidere l'ex giudice a latere del maxiprocesso e quali risultati si sperava di ottenere:<blockquote>"[Pm Tartaglia rivolto a Giovanni Brusca]: Dopo la strage di Via D'amelio, dopo il 19 luglio, e prima dell'arresto di Salvatore Riina fu mai prospettata da Salvatore Riina la necessità di realizzare altri episodi di violenza che servissero in qualche misura ad agevolare l'evoluzione di quella che lei ha definito trattativa o interlocuzione? [...] [Risposta di Giovanni Brusca]: Totò Riina mi dice: <ci vuole un colpetto per fare tornare questi a dialogare...siamo a ottobre-novembre. Io gli avevo illustrato la possibilità di colpire il Dottor Grasso in quanto conoscevo l'abitudine che frequentava la suocera che abitava a Monreale>."<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.radioradicale.it/scheda/398528?format=32|titolo = Deposizione di Giovanni Brusca al Processo "Processo Bagarella ed altri (presunta trattativa Stato - mafia), 11 dicembre 2013, Milano|accesso = |editore = |data = }}</ref></blockquote>Il pentitoGioacchino La Barbera, nel corso di una sua deposizione, ha spiegato come sarebbe dovuto avvenire l'attentato:<blockquote>"C'era già l'esplosivo e il telecomando. Grasso doveva venire a Monreale, e lì doveva avvenire&nbsp;l'attentato. Facemmo un sopralluogo, ma poi non se ne fece più&nbsp;nulla, ma ci fu un problema tecnico.&nbsp;Rischiavamo che scoppiasse prima del&nbsp;passaggio e non se ne fece più nulla."<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Pentito-La-Barbera-processo-Stato-Mafia-Lima-ucciso-per-dare-lezione-ca6b44a9-274c-4ec8-b829-07260befdc23.html|titolo = Archivio - RaiNews|accesso = |editore = |data = }}</ref></blockquote>Lo stesso Grasso ha più volte raccontato le circostanze nelle quali venne a conoscenza del progetto di attentato:<blockquote>"per una strana coincidenza della vita sono stato io il primo ad avere dal pentito Gioacchino La Barbera la descrizione dell'attentato che era stato preparato verso di me. [...]Aveva iniziato a collaborare, parlando anche della strage di Capaci e arrivato ad un certo punto aveva detto che stava organizzando l'attentato ad un magistrato di cui non ricordava il nome. [...] Fui chiamato, allora ero alla Procura Nazionale AntiMafia come sostituto, per cercare attraverso le mie conoscenze di tirar fuori dalla memoria del pentito il nome del magistrato sottoposto a questo progetto di attentato. Appena mi presentano [a La Barbera] questo si da una manata sulla testa...<è lui! È lui!> a questo punto scatta qualcosa di kafkiano perché lui avendo davanti la vittima ed essendo il carnefice, non voleva più parlare. Io dal mio punto di vista volevo sapere tutti i particolari [...]e finalmente si è convinto a descrivermi quello che aveva preparato nei miei confronti. [...] Alla fine mi aveva salvato una banca [...] perché aveva un controllo elettronico di sicurezza che poteva influenzare il telecomando e questo fece si che fosse rimandata l'esecuzione dell'attentato per trovare dei telecomandi che non consentissero interferenze. Frattanto il gruppo operativo fu arrestato e fu arrestato anche Totò Riina. Mia suocera, che andavo a trovare frequentemente è deceduta per cui sono venute a mancare tutte le condizioni. E così la posso raccontare."<ref>{{Cita web|autore = |url = http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d1770691-3084-4d12-9591-16ac8cacf31d.html|titolo = Che tempo che fa, 26 gennaio 2014|accesso = |editore = |data = }}</ref></blockquote>
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