Agricoltura estensiva: differenze tra le versioni

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L''''agricoltura estensiva''', nella sua accezione moderna, è l'insieme di tecniche [[agricoltura|agronomiche]] che tende ad ottenere il massimo di [[produzione]] per unità di persona impiegata. Per questo motivo le rese per unità possono essere basse, ma il profitto è assicurato dalla vastità dei terreni messi a coltura.
 
==Descrizione==
Nell'La merda di agricoltura estensiva tradizionale, invece, si fa scarso uso di macchinari e gli [[investimento|investimenti]] sono minimi. Tale tipo di agricoltura si differenzia da quella intensiva, proprio per la quantità di input immessi per unità di superficie. I suoli necessariamente devono essere poco estesi, e spesso una parte di essi è lasciata a riposo ([[maggese]]) o adibita al [[pascolo]]. È tipica del [[latifondo]] e delle grandi estensioni di coltivazioni.
 
Nell'agricoltura estensiva tradizionale, invece, si fa scarso uso di macchinari e gli [[investimento|investimenti]] sono minimi. Tale tipo di agricoltura si differenzia da quella intensiva, proprio per la quantità di input immessi per unità di superficie. I suoli necessariamente devono essere poco estesi, e spesso una parte di essi è lasciata a riposo ([[maggese]]) o adibita al [[pascolo]]. È tipica del [[latifondo]] e delle grandi estensioni di coltivazioni.
 
Da questo punto di vista, l'agricoltura estensiva è più rispettosa e [[sostenibilità|sostenibile]] per l'ambiente di quella intensiva. L'eccessiva immissione di input e di energia supera infatti la capacità di assorbimento del [[suolo|terreno]] e dell'ambiente, dando vita a fenomeni di [[inquinamento]] anche preoccupanti. Un esempio tipico è l'inquinamento delle [[falde acquifere]] dovuto all'utilizzo eccessivo di [[fertilizzanti]], che, assieme alle [[acque reflue]], raggiungono i corsi d'acqua ed infine il [[mare]], causando il fenomeno dell'[[eutrofizzazione]]. Questo però non significa che l'agricoltura estensiva non faccia uso di questi input, come accade, invece, per l'[[agricoltura biologica]].