Differenze tra le versioni di "Plinto"

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{{F|edilizia|arg2=elementi architettonici|novembre 2009}}
{{W|edilizia|novembre 2009}}
[[File:Foundations-types diagram.svg|thumb| Fondazione superficiale: 1) a trave rovescia; 2) a plinto]]
Il '''plinto di fondazione''' è la struttura più semplice fra le [[fondazioni superficiali]], tipicamente costituito da un blocco in [[calcestruzzo]] armato a forma di [[parallelepipedo]].
== Forma ==
 
Tipicamente il plinto è costituito da un blocco in [[calcestruzzo armato]] a forma di parallelepipedo, a base solitamente quadrata o rettangolare, che viene realizzato al di sotto di ciascun [[pilastro]] della [[Struttura edilizia|struttura]], e centrato rispetto a questo, allo scopo di trasmettere il carico derivante dalla stessa al terreno di fondazione con valori ammissibili di tensioni sul sedime.<br />
 
In generale è opportuno che i plinti vengano realizzati a base quadrata; nel caso in cui il carico trasmesso dal pilastro sia notevolmente eccentrico o il pilastro notevolmente allungato si adotta la sezione rettangolare. <br />
Le dimensioni del plinto dipendono dai carichi provenienti dalla sovrastruttura, dalle sollecitazioni agenti, dal funzionamento statico che si vuole ottenere (plinto rigido o flessibile) e dalla capacità portante del terreno.<br />
 
Situazioni contingenti possono tuttavia richiedere plinti di forma differente (ad esempio, il '''plinto zoppo''' per pilastri posti sul confine della proprietà dove non è possibile centrare il plinto sotto il pilastro).<br />
Le dimensioni del plinto dipendono dai carichi provenienti dalla sovrastruttura, dalle sollecitazioni agenti, dal funzionamento statico che si vuole ottenere (plinto rigido o flessibile) e dalla capacità portante del terreno.<br />
Usualmente, i plinti ordinari hanno uno spessore che varia tra 40&nbsp;cm e 80&nbsp;cm, e dimensioni in pianta da 1,00 m fino a 6,00 m per lato.<br />
 
Lo spessore è legato fondamentalmente alle sollecitazioni di [[Sforzo di taglio|taglio]] o [[punzonamento]], mentre le dimensioni e la forma della base sono correlate alla [[capacità portante]] del terreno e ai [[carico strutturale|carichi]] provenienti dalla [[sovrastruttura (costruzioni)|sovrastruttura]].<br />
Situazioni contingenti possono tuttavia richiedere plinti di forma differente (ad esempio, il '''plinto zoppo''' per pilastri posti sul confine della proprietà dove non è possibile centrare il plinto sotto il pilastro).<br />
 
Usualmente, i plinti ordinari hanno uno spessore che varia tra 40&nbsp;cm e 80&nbsp;cm, e dimensioni in pianta da 1,00 m fino a 6,00 m per lato.<br />
 
Lo spessore è legato fondamentalmente alle sollecitazioni di [[Sforzo di taglio|taglio]] o [[punzonamento]], mentre le dimensioni e la forma della base sono correlate alla [[capacità portante]] del terreno e ai [[carico strutturale|carichi]] provenienti dalla [[sovrastruttura (costruzioni)|sovrastruttura]].<br />
 
Normalmente in corrispondenza dell'estradosso del plinto viene realizzata una risega di non più di 5&nbsp;cm che serve per l'appoggio in piano delle casseforme del pilastro.
 
== Posa in opera ==
 
La quota di posa dei plinti deve essere tale da evitare gli strati superficiali di terreno più comprimibili, raggiungendo gli strati di terreno più compatti e profondi prescelti come portanti.<br />
 
Se gli strati superficiali del terreno risultano meccanicamente conformi, è sempre consigliabile evitare fondazioni troppo superficiali per le quali risulta nullo l'effetto incastro.<br />
Il plinto viene realizzato sopra un getto di calcestruzzo magro di sottofondazione, chiamato [[magrone]], generalmente privo di armatura metallica, tranne casi particolari, che determina la quota di posa del plinto.<br />
 
Il magrone si rende necessario innanzitutto perché il piano di appoggio sia compatto (quando ad es. con lo scavo eseguito a macchina il fondo dello stesso risultasse ancora smosso dopo la preparazione, poi per avere un piano livellato sul quale posare le armature metalliche e dal quale battere le quote.<br />
Il plinto viene realizzato sopra un getto di calcestruzzo magro di sottofondazione, chiamato [[magrone]], generalmente privo di armatura metallica, tranne casi particolari, che determina la quota di posa del plinto.<br />
Comunque le armature non vengono direttamente posate sul calcestruzzo magro, ma sono tenute distanziate da questo mediante distanziatori in calcestruzzo prefabbricato o in plastica, ciò perché risultino avvolte bene dal calcestruzzo garantendo il giusto [[copriferro]].<br />
 
Il plinto viene realizzato all'interno di una [[cassaforma]] in legno o talvolta metallica, dove viene disposta l'armatura del plinto stesso e i ferri di ripresa verticali per il pilastro spesso sagomati a molletta.<br />
Il magrone si rende necessario innanzitutto perché il piano di appoggio sia compatto (quando ad es. con lo scavo eseguito a macchina il fondo dello stesso risultasse ancora smosso dopo la preparazione, poi per avere un piano livellato sul quale posare le armature metalliche e dal quale battere le quote.<br />
Posata l'armatura viene effettuato il getto di calcestruzzo. <br />
 
Comunque le armature non vengono direttamente posate sul calcestruzzo magro, ma sono tenute distanziate da questo mediante distanziatori in calcestruzzo prefabbricato o in plastica, ciò perché risultino avvolte bene dal calcestruzzo garantendo il giusto [[copriferro]].<br />
 
Il plinto viene realizzato all'interno di una [[cassaforma]] in legno o talvolta metallica, dove viene disposta l'armatura del plinto stesso e i ferri di ripresa verticali per il pilastro spesso sagomati a molletta.<br />
 
Posata l'armatura viene effettuato il getto di calcestruzzo. <br />
 
Nel caso di carichi rilevanti e pilastri ravvicinati, si potrebbero avere plinti molto vicini, in questo caso si può optare per la [[trave di fondazione]], o talvolta per la [[piastra di fondazione]], detta anche [[piastra di fondazione|platea]].
 
== Armatura dei plinti ==
L'armatura dei plinti di fondazione è costituita da ferri disposti sulla faccia inferiore e nelle due direzioni, tali da realizzare in ciascuna direzione un'area metallica in grado di assorbire con tassi ammissibili della tensione di lavoro, gli sforzi di trazione.<br />
{{W|edilizia|novembre 2009}}
 
Per plinti rigidi o per plinti flessibili nei quali il rapporto tra il lato del pilastro e quello del plinto è ≥ 0,3 è opportuno che l'armatura venga distribuita all'incirca uniformemente sulla lunghezza del plinto.<br />
 
In caso contrario è opportuno addensare l'armatura in corrispondenza del pilastro<ref>Normalmente è buona prassi disporre il 70% dell'armatura all'interno di una fascia, in asse con l'asse del pilastro, avente una larghezza pari a <math>\frac {1}{2}</math> della larghezza del plinto.</ref>.<br />
 
Oltre a dette armature vanno posizionati due staffoni perimetrali orizzontali usualmente dello stesso diametro delle armature, dei quali uno a livello del piano delle armature, l'altro a un'altezza di 20 ÷ 25&nbsp;cm rispetto a detto piano.<br />
 
L'armatura dei plinti di fondazione è costituita da ferri disposti sulla faccia inferiore e nelle due direzioni, tali da realizzare in ciascuna direzione un'area metallica in grado di assorbire con tassi ammissibili della tensione di lavoro, gli sforzi di trazione.<br />
Per plinti rigidi o per plinti flessibili nei quali il rapporto tra il lato del pilastro e quello del plinto è ≥ 0,3 è opportuno che l'armatura venga distribuita all'incirca uniformemente sulla lunghezza del plinto.<br />
In caso contrario è opportuno addensare l'armatura in corrispondenza del pilastro<ref>Normalmente è buona prassi disporre il 70% dell'armatura all'interno di una fascia, in asse con l'asse del pilastro, avente una larghezza pari a <math>\frac {1}{2}</math> della larghezza del plinto.</ref>.<br />
Oltre a dette armature vanno posizionati due staffoni perimetrali orizzontali usualmente dello stesso diametro delle armature, dei quali uno a livello del piano delle armature, l'altro a un'altezza di 20 ÷ 25&nbsp;cm rispetto a detto piano.<br />
In terreni coerenti è opportuno ripiegare le armature di 25 ÷ 30&nbsp;cm.
 
== Zona sismica ==
In zone sismiche, per evitare spostamenti orizzontali relativi, i plinti devono essere collegati tra loro da un reticolo di travi.<br />
{{W|edilizia|novembre 2009}}
 
In zone sismiche, per evitare spostamenti orizzontali relativi, i plinti devono essere collegati tra loro da un reticolo di travi.<br />
Ogni collegamento deve esser proporzionato in modo che sia in grado di sopportare una forza assiale di trazione o di compressione pari a un decimo del maggiore dei carichi verticali agenti sui plinti posti all'estremità della trave.<br />
 
Questi collegamenti possono esser omessi solo nel caso di terreni di elevate caratteristiche meccaniche (es. rocce) e in zone a bassa sismicità.
 
== Plinti di confine ==
Il problema del plinto di confine sorge allorquando la struttura in elevazione prevede un pilastro al confine della proprietà, tale quindi che non risulti possibile, rimanendo nel suolo di pertinenza, realizzare un plinto centrato sotto il pilastro.<br />
{{W|edilizia|novembre 2009}}
 
Il problema del plinto di confine sorge allorquando la struttura in elevazione prevede un pilastro al confine della proprietà, tale quindi che non risulti possibile, rimanendo nel suolo di pertinenza, realizzare un plinto centrato sotto il pilastro.<br />
Tale situazione, ove possibile, andrebbe evitata, prevedendo nel progetto della struttura di elevazione, un arretramento del pilastro di confine, raggiungendo il confine di proprietà con delle travi a sbalzo da detto pilastro.<br />
 
Nel caso in cui esista però tale problema, esso può essere risolto con vari tipi di strutture di fondazioni.<br />
 
Le più utilizzate sono:
* il plinto zoppo: è un plinto a base rettangolare eccentrico rispetto al pilastro
 
== Plinto su pali ==
{{W|edilizia|novembre 2009}}
Si ricorre a tale tipo di fondazione o nel caso in cui il terreno ha una scarsissima capacità portante o nel caso in cui detta capacità sia rinvenibile a notevole profondità.
 
=== Caratteristiche ===
Tale fondazione consiste nel realizzare al di sotto dei pilastri degli elementi, solitamente prismatici, poggianti su sottostanti pali infissi nel terreno.<br />
 
I plinti trasmettono quindi ai pali il carico riveniente dai pilastri.<br />
 
Il carico è poi trasmesso dai pali al terreno o attraverso la resistenza d'attrito sulla superficie laterale o direttamente alla punta del palo ovvero parte per attrito e parte alla punta.
 
 
== Plinto prefabbricato ==
Le strutture [[telaio (edilizia)|intelaiate]] monopiano e pluripiano a [[Prefabbricato|componenti prefabbricati]]<ref>Per [[Prefabbricato|struttura prefabbricata]] si intende una struttura realizzata mediante associazione e/o completamento in opera di più elementi costruiti in stabilimento o a piè d'opera.</ref>., possono essere completate da componenti integrativi quali i '''plinti prefabbricati'''.<br />
 
Sempre più spesso infatti, per la realizzazione delle fondazione isolate di edifici prefabbricati, si utilizzano i plinti prefabbricati ''a bicchiere ''.
 
=== Tipologie ===
{{W|edilizia|novembre 2009}}
Si possono distinguere tre serie di plinti a bicchiere:
* con piastra a base rettangolare: il plinto è disposto con l'asse maggiore coincidente con l'asse dei momenti flettenti preminenti
 
=== Posa in opera ===
Realizzato in opera il [[magrone]], su questo va posato il plinto prefabbricato.<br />
 
Per rendere celere e precisa la posa in opera del pilastro prefabbricato all'interno del plinto, dal centro della sezione di base del montante sporge uno spinotto metallico destinato a entrare in una boccola di centraggio, pure questa metallica, ammarata sul fondo del bicchiere del plinto prefabbricato.<br />
Una volta inserito il pilastro nell'alloggiamento si deve controllare che lo spinotto di base sia penetrato mel foro della boccola e quindi si procede al controllo della verticalità mediante [[filo a piombo]] e inserimento di cunei nel vano compreso tra la superficie interna del bicchiere e quella esterna del pilastro distanti non meno 2,5&nbsp;cm.<br />
 
Una volta inserito il pilastro nell'alloggiamento si deve controllare che lo spinotto di base sia penetrato mel foro della boccola e quindi si procede al controllo della verticalità mediante [[filo a piombo]] e inserimento di cunei nel vano compreso tra la superficie interna del bicchiere e quella esterna del pilastro distanti non meno 2,5&nbsp;cm.<br />
 
Si procede infine al getto di [[inghisaggio|inghisamento]] dopo aver verificato la verticalità strumentalmente.
 
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