Differenze tra le versioni di "Osama bin Laden"

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{{Bio
|Nome = Osāma
|super vaffanculo bin glanden
|Cognome = bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden
mano", in segno di sottomissione e riconoscimento della superiorità altrui) di seguire i propri superiori.<ref>{{Cita|Wright 2006|pp. 133–134|Wright}}.</ref>
|PostCognomeVirgola = più noto come '''Osāma bin Lāden''' o '''Bin Lāden'''
|ForzaOrdinamento = Bin Laden, Osama
|PreData = {{arabo|أسامة بن محمد بن عوض بن لادن|Usāma b. Muhammad b. Awāḍ b. Lādin}}
|Sesso = M
|LuogoNascita = Riyad
|GiornoMeseNascita = 10 marzo
|AnnoNascita = 1957
|LuogoMorte = Abbottabad
|GiornoMeseMorte = 1º maggio
|AnnoMorte = 2011
|Attività = terrorista
|Nazionalità = saudita
|PostNazionalità = , [[Fondamentalismo islamico|fondamentalista islamico]] [[sunniti|sunnita]], fondatore e ''[[Capo (ruolo)|leader]]'' di [[al-Qāʿida]], la più nota organizzazione [[Terrorismo|terroristica internazionale]], attiva a partire dalla fine del XX secolo, di stampo jihadista, responsabile degli attentati dell'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11 settembre]] contro gli Stati Uniti e numerosi altri attacchi con "vittime di massa" contro obiettivi civili e militari
|Immagine = Osama bin Laden portrait.jpg
|Didascalia = Osama bin Laden (c. 1997)
}}<ref>{{Cita web |url=http://www.mofa.gov.pk/Press_Releases/2011/May/PR_150.htm| editore=Pakistani Ministry Of Foreign Affairs|data=2 maggio 2011|accesso=9 gennaio 2012|titolo=Death of Osama bin Ladin}}</ref><ref name="DeathNYT">{{Cita news|url=http://www.nytimes.com/2011/05/02/world/asia/osama-bin-laden-is-killed.html |titolo=Bin Laden Dead, US Officials Say |giornale=[[The New York Times]] | nome=Peter |cognome=Baker |nome2=Helene |cognome2=Cooper |nome3=Mark |cognome3=Mazzetti |data=1º maggio 2011}}</ref><ref name="bbcdead">Adam Brookes, "[http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-13256676 US forces kill Osama Bin Laden in Pakistan]", May 1, 2011, ''[[BBC News]]''. Accessed May 2, 2011.</ref>
 
Era un membro della facoltosa [[famiglia bin Laden|famiglia saudita Bin Laden]], e di etnia [[Kinda|Kindita]] [[Yemen]]ita.<ref>{{Cita news |titolo=Yemen still close to al-Qaeda's heart |autore=Scheuer, Michael |url=http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/JB07Ak01.html |giornale=Asia Times |data=7 febbraio 2008 |accesso=6 maggio 2011}}</ref>
 
Nato nella [[famiglia bin Laden]] dal miliardario [[Mohammed bin Laden|Mohammed bin Awad bin Laden]] in Arabia Saudita, vi studiò all'università sino al [[1979]], anno in cui si unì alle forze dei ''[[mujaheddin]]'' in Pakistan contro i [[Guerra in Afghanistan (1979-1989)|sovietici]] in [[Afghanistan]]. Aiutò finanziariamente i ''mujaheddin'' convogliando loro armi, denaro e combattenti dal mondo arabo in Afghanistan, guadagnandosi anche la popolarità fra molti arabi.<ref name=fisk1>Robert Fisk, 'The Great War For Civilisation', 2005, p. 4</ref> Nel [[1988]] fondò [[al-Qa'ida]].<ref name="al-Fadl">{{cite court |litigants= United States v. Usama bin Laden et al.|vol= S (7) 98|reporter= Cr.|opinion= 1023|pinpoint= Testimony of Jamal Ahmed Mohamed al-Fadl|court= [[United States District Court for the Southern District of New York|S.D.N.Y.]]|date= February 6, 2001|url=http://cryptome.org/usa-v-ubl-02.htm}}</ref> Esiliato dall'[[Arabia Saudita]] nel [[1992]], spostò la sua base in Sudan, finché la pressione [[Stati Uniti d'America|statunitense]] lo costrinse ad allontanarsene nel [[1996]]. Stabilì una nuova base in Afghanistan e dichiarò guerra contro l'America, iniziando una serie di attentati e attacchi simili.<ref name=fisk2>'The Great War for Civilisation', Robert Fisk, 2005, p. 22</ref>
 
Bin Laden fu schedato dall'American [[Federal Bureau of Investigation]] (FBI) nella [[FBI Ten Most Wanted Fugitives|Ten Most Wanted Fugitives]] e nell'elenco dei [[FBI Most Wanted Terrorists|Most Wanted Terrorists]] per il suo coinvolgimento agli [[attentati alle ambasciate statunitensi del 1998]].<ref>{{Cita web|url=http://www.fbi.gov/wanted/topten/fugitives/laden.htm |titolo=FBI Ten Most Wanted Fugitives |editore=FBI.gov |accesso=26 maggio 2010 |urlarchivio = http://web.archive.org/web/20080103044553/http://www.fbi.gov/wanted/topten/fugitives/laden.htm |dataarchivio=3 gennaio 2008}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/08/27/AR2006082700687.html |titolo=Bin Laden, Most Wanted For Embassy Bombings? |pubblicazione=The Washington Post |autore=Dan Eggen |data=28 agosto 2006 |accesso=26 maggio 2010}}</ref><ref name="cnnterrorlist">{{Cita news | url=http://articles.cnn.com/2001-10-10/us/inv.mostwanted.list_1_saif-al-adel-abdul-rahman-yasin-ahmed-khalfan-ghailani | titolo=Most wanted terrorists list released | accesso=3 aprile 2011 | data=10 ottobre 2001 | editore=CNN}}</ref> Dal [[2001]] al [[2011]], Bin Laden è stato un importante obiettivo della [[Guerra al terrorismo]], con una taglia di 25 milioni di dollari decisa dal Federal Bureau of Investigation.<ref>{{Cita web|url=http://www.fbi.gov/wanted/topten/usama-bin-laden |titolo=Fbi — Usama Bin Laden |editore=Fbi.gov |data=7 agosto 1998 |accesso=15 maggio 2011}}</ref>
 
Dopo essere stato inserito dall'FBI nella lista dei terroristi più ricercati (''Most Wanted''), Bin Laden rimase in latitanza durante tre amministrazioni presidenziali statunitensi. Il 1º maggio [[2011]] Bin Laden venne ucciso in un [[Morte di Osama bin Laden|conflitto a fuoco]] all'interno di un complesso residenziale ad [[Abbottabad]], in [[Pakistan]], da componenti del [[United States Naval Special Warfare Development Group|DEVGRU]] (noto originariamente come ''SEAL Team Six'') degli Stati Uniti e da agenti [[CIA]] nel corso di un'operazione segreta ordinata dal presidente degli Stati Uniti [[Barack Obama]]. Poco dopo la sua morte, il corpo di Bin Laden fu sepolto in mare.<ref>{{Cita web|url=http://abcnews.go.com/Technology/uss-carl-vinson-osama-bin-ladens-burial-sea/story?id=13510831 |titolo=USS Carl Vinson: Osama Bin Laden's Burial at Sea |sito=ABC News |città=USA | accesso=2 maggio 2011|data=2 maggio 2011}}</ref> Al-Qāʿida confermò la sua morte il 6 maggio [[2011]], promettendo vendetta.<ref>{{Cita news|url=http://www.dailymail.co.uk/news/article-1384260/Al-Qaeda-confirm-Osama-Bin-Laden-death-vow-continue-US-terrorist-attacks.html|titolo=Your happiness will turn to sadness: Al Qaeda admits Bin Laden IS dead – but vows bloody revenge|pubblicazione=Daily Mail |città=UK|accesso=6 maggio 2011|data=6 maggio 2011|nome=Rachel|cognome=Quigley}}</ref>
 
== Varianti del nome "bin Laden" ==
Il nome [[Osama (nome)|Osāma]] – [[Trascrizione e traslitterazione#Trascrizione|traslitterazione]] fonetica di Usāma [[ibn|bin]] Lāden (secondo la pronuncia saudita) o Ibn Lādin (secondo la pronuncia "classica") – è quello maggiormente citato nei rapporti dell'FBI e dai [[mezzi di comunicazione di massa|mass media]] di lingua anglosassone. Altre traslitterazioni meno corrette sono: Ussamah Bin Ladin, Oussama Ben Laden, come pure Binladen. Letteralmente la dicitura "Bin Lāden" non è un cognome ma un semplice ''[[nasab]]'' ([[patronimico]]) che significa "figlio di Lāden", equivalente nella sua realtà fonetica al grafico Ibn Lādin.
 
Osāma è stato abbinato a parecchi ''alias'', quali "il Principe", "Il Principe del terrore", "lo Sceicco del terrore", "l'Emiro", "Abu Abd Allah", "Mujahid Shaykh" (Lo ''[[shaykh]]'' combattente) e "Hajji" (il Pellegrino).
 
== Biografia ==
=== Origini e adolescenza ===
Nato da [[Mohammed bin Laden|Muhammad bin Awād bin Lāden]] ([[1908]]-[[1967]])<ref name="newyorker.com">[http://www.newyorker.com/fact/content/articles/051212fa_fact Letter From Jedda, Young Osama, How he learned radicalism, and may have seen America], by Steve Coll, The New Yorker Fact, Issue of 2005-12-12, posted 2005-12-05.</ref> e dalla [[siria]]na [[Hamida al-Attas]] (allora si chiamava Alia Ghanem), sua decima moglie, Osama bin Laden è stato il diciassettesimo di cinquantadue fratelli e fratellastri.<ref>[http://www.newyorker.com/archive/2005/12/12/051212fa_fact?currentPage=2 il pezzo di Steve Coll sul ''The New Yorker'' del 12 dicembre 2005] (URL consultato il 20 ottobre 2008).</ref> Suo padre era un ''self made man'' originario dello [[Yemen del Sud]], magnate delle costruzioni e in stretti rapporti con la famiglia reale saudita.
 
Mohammed bin Laden divorziò da Hamida poco dopo la nascita di Osama bin Laden. Mohammed raccomandò quindi Hamida a Mohammed al-Attas, un socio. Al-Attas la sposò alla fine degli anni 1950 o i primi del 1960, e sono tuttora insieme.<ref>{{Cita web |titolo=The Mysterious Death of Osama Bin Laden |url=http://votebits.com/tag/osama-bin-laden-histery |data=3 agosto 2011 |accesso=4 novembre 2011}}</ref> Osama visse con la madre e il suo nuovo marito Muhammad al-Attas. Con al-Attas la madre ebbe altri tre figli e una figlia<ref name="newyorker.com"/>. La famiglia bin Laden incassò 5 miliardi nel settore delle costruzioni, di cui Osama poi ne ha ereditato circa 25-30 milioni di dollari.<ref>''[[The Economist]]'', "[http://www.economist.com/node/18648254 Osama bin Laden]", 7 May 2011, p. 93.</ref>
 
Cresciuto nell'insegnamento della cultura e della [[religione musulmana]] fedele alla [[Shari'a|Sharīʿa]] ([[Allah|Allāh]] era spesso invocato da Osāma nelle sue interviste), Osāma faceva riferimento alla corrente dell'Islam [[Wahhabismo|wahhabita]]<ref>{{Cita news|cognome=Beyer|nome=Lisa|titolo=The Most Wanted Man In The World|url=http://www.time.com/time/covers/1101010924/wosama.html|pubblicazione=Time|data=24 settembre 2001|accesso=27 aprile 2008}}</ref>, dal nome dal suo fondatore [[Muhammad ibn Abd al-Wahhab|Muhammad b. ʿAbd al-Wahhāb]], che predica un ritorno alla religione delle origini con la cancellazione di tutte le innovazioni apportate dallo svolgersi del tempo.
 
Dal [[1968]] al [[1976]] frequentò la scuola secondaria d'élite [[Scuola di Eccellenza al-Thager|al-Thager]], la più prestigiosa di [[Gedda (Arabia Saudita)|Gedda]], che tra gli anni '60 e '70 era nota perché ospitava gran parte dei figli di uomini d'affari e della famiglia reale.<ref name="newyorker.com" /><ref>{{Cita|Bergen 2006|p. 52|Bergen}}</ref> Veniva garantito l'insegnamento della lingua inglese tramite l'ausilio di professori madrelingua. Tra i suoi insegnanti, Brian Fyfield-Shayler e Seamus O’Brien ricordano di essere stati professori di Osama bin Laden nel suddetto istituto.<ref>{{Cita web|url=http://www.guardian.co.uk/news/2001/oct/28/world.terrorism| titolo=The making of the world's most wanted man|editore=theguardian |data=28 ottobre 2001 |accesso=7 ottobre 2012}}</ref>
 
Studiò poi economia e [[Microeconomia aziendale|amministrazione aziendale]] all'[[Università Re ʿAbd al-ʿAzīz]].<br />
Conseguì una laurea in [[ingegneria civile]] nel [[1979]]<ref>[http://galenet.galegroup.com/ ''Encyclopedia of World Biography Supplement''], Vol. 22. Gale Group, 2002. (il link richiede per aprirsi username/password)</ref> a cui ne seguì una in [[Amministrazione pubblica|pubblica amministrazione]] nel [[1981]],<ref>{{Cita web|url=http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/binladen/who/bio.html |titolo=A Biography of Osama Bin Laden |editore=PBS Frontline |accesso=26 maggio 2010}}</ref> in vista di un suo inserimento professionale nell'azienda paterna (il [[Saudi Binladin Group]]), specializzata nell'edilizia e nell'esecuzione di grandi lavori infrastrutturali. Nel [[1971]], quando aveva quattordici anni, visita insieme a due fratelli la [[Oxford University]]. Da alcuni viene ricordato come un "duro lavoratore".<ref>{{Cita web|url=http://www.prospect.org/web/page.ww?section=root&name=ViewWeb&articleId=10855 |titolo=The Real Osama |sito=The American Prospect | data=19 gennaio 2006 | urlarchivio= http://web.archive.org/web/20080430133236/http://www.prospect.org/cs/articles?articleId=10855 | dataarchivio=30 aprile 2008 |autore=Aziz Hug |accesso=6 gennaio 2012 | deadurl = yes }}</ref>
All'università, il principale interesse di Bin Laden era la religione [[islam]]ica, ed era impegnato sia nell'interpretazione del Corano e del ''[[jihad|jihād]]'', sia in attività di beneficenza.<ref>{{Cita|Wright 2006|p. 79|Wright}}</ref> Altri interessi includevano la composizione di poesie;<ref>{{Cita news|url=http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/7630934.stm |titolo=Analysing Osama's jihadi poetry |editore=BBC News |autore=Michael Hirst |data=24 settembre 2008 |accesso=26 maggio 2010}}</ref> la lettura, affermando che i lavori di Field Marshal Bernard Montgomery e [[Charles de Gaulle]] erano tra i suoi preferiti; cavalli neri; e il calcio, in cui si divertiva a giocare come centravanti e seguiva le vicende dell'Arsenal F.C. Il periodo trascorso in [[Gran Bretagna]] del giovane Osāma è documentato da alcune istantanee pubblicate dopo i fatti dell'[[11 settembre 2001|11 settembre]] dalla stampa occidentale.
 
== Vita privata ==
Nel [[1974]], all'età di 17 anni, Bin Laden sposò [[Najwa bin Laden|Najwa Ghanem]] a [[Latakia]], in [[Siria]];<ref>{{Cita news|url=http://articles.latimes.com/2001/nov/13/news/mn-3564|titolo=Osama Kin Wait and Worry|autore=Michael Slackman|data=13 novembre 2001|pubblicazione=Los Angeles Times|accesso=26 maggio 2010}}</ref> si lasciarono<ref>senza ricorrere al divorzio</ref><ref>{{Cita web|url=http://marriage.about.com/od/infamous/p/Marriages-Of-Osama-Bin-Laden-Osama-Bin-Ladens-Wives.htm |titolo=Marriages of Osama bin Laden -- Osama bin Laden's Wives|editore=about.com |data=27 aprile 2012 |accesso=29 novembre 2012}}</ref><ref>{{Cita|Bergen 2006|p. 480|Bergen}}</ref> prima dell'11 settembre [[2001]]. Altre mogli note di Bin Laden erano Khadīja Sharīf (sposata nel [[1983]], divorziata negli anni '90), Khayriyya Sabar (sposata nel [[1985]]), Siham Sabar (sposata nel 1987), e Amal al-Sadah (sposata nel [[2000]]). Alcune fonti includono una sesta moglie di denominazione sconosciuta, il cui matrimonio è stato annullato poco dopo la cerimonia.<ref>{{Cita news|url=http://edition.cnn.com/2011/WORLD/asiapcf/05/05/osama.many.wives |titolo=Bin Laden's wives – and daughter who would 'kill enemies of Islam' |editore=CNN Edition: International |autore=Brian Todd, Tim Lister |data=5 maggio 2011 |accesso=5 maggio 2011}}</ref> Bin Laden fu padre all'incirca di 24 figli avuti dalle sue mogli.<ref>{{Cita news|url=http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0203/12/ltm.10.html |titolo=Osama's Women |editore=CNN |data=12 marzo 2002 |accesso=26 maggio 2010}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://terrorism.about.com/od/groupsleader1/p/OsamabinLaden.htm |titolo=Profile: Osama bin Laden |editore=About.com |autore=Amy Zalman, PhD |accesso=26 maggio 2010}}</ref> Molti dei figli di Bin Laden fuggirono in Iran dopo gli attentati dell'11 settembre e dal 2010 le autorità iraniane continuano, in base a quanto riportato, a monitorare i loro spostamenti.<ref>[http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/iran/7897555/Osama-bin-Ladens-family-stranded-in-Iran-son-says.html Osama bin Laden's family 'stranded' in Iran, son says]. ''The Telegraph''. July 19, 2010</ref>
 
Il padre di Bin Laden morì nel [[1967]] in un incidente aereo in Arabia Saudita quando il suo pilota, americano, mancò un atterraggio.<ref>{{Cita web|url=http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,544921,00.html |titolo=Interview with US Author Steve Coll: 'Osama bin Laden is Planning Something for the US Election' |sito=Der Spiegel |accesso=26 gennaio 2011}}</ref> Il fratellastro maggiore di Bin Laden, [[Salem bin Laden]], il susseguente capo della famiglia Bin Laden, rimase ucciso nel [[1988]] nei pressi di [[San Antonio]], in [[Texas]], Stati Uniti, quando si schiantò, accidentalmente, con un aereo contro le linee elettriche.<ref>[http://www.woai.com/content/news/newslinks/story/Best-of-the-Web-Osamas-Brother-Died-in-San/fQByftuKL0WrEDALXrJ7EA.cspx Best of the Web: Osama's Brother Died in San Antonio, Red Velvet Onion Rings|WOAI: San Antonio News<!-- Bot generated title -->]</ref>
 
L'FBI descrisse Osama bin Laden da adulto come alto e snello, tra i 193–198&nbsp;cm e 75&nbsp;kg di peso, caratterizzato da una carnagione olivastra. Era solito indossare un [[turbante]] bianco ed aveva smesso di portare il tradizionale copricapo maschile saudita (la ''[[kefia]]'').<ref>{{Cita web|url=http://www.fbi.gov/wanted/terrorists/terbinladen.htm|titolo=Most Wanted Terrorist – Usama Bin Laden|editore=FBI|accesso=8 giugno 2006}}</ref> Bin Laden era anche conosciuto per il pacato modo di parlare che lo contraddistingueva nel mondo arabo e per i modi gentili che caratterizzavano il suo carattere.<ref>{{Cita news|url=http://news.bbc.co.uk/1/hi/magazine/3570751.stm|titolo=I met Osama Bin Laden|editore=BBC News |accesso=15 maggio 2006|data=26 marzo 2004}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.timeslive.co.za/world/article1046332.ece/Obituary--Osama-bin-Laden--Soft-spoken-millionaire-mass-murderer|titolo=Obituary: Osama bin Laden: Soft-spoken millionaire mass murderer|editore=timeslive |accesso=2 maggio 2011|data=2 maggio 2011}}</ref>
 
== Fede e ideologia ==
 
Secondo l'ex analista della [[CIA]] [[Michael Scheuer]], che ha diretto la caccia ad Osama bin Laden da parte della CIA, il ''leader'' di al-Qāʿida era motivato dalla convinzione secondo cui la politica estera statunitense aveva oppresso, ucciso, o comunque danneggiato i musulmani nel Vicino Oriente,<ref name="Scheuer 2004 9">{{Cita libro | cognome = Scheuer| nome = Michael| titolo = Imperial Hubris| editore = Brassey's, Inc.| anno = 2004| città = Dulles, Virginia| pagine = 9|citazione= The focused and lethal threat posed to U.S. national security arises not from Muslims being offended by what America is, but rather from their plausible perception that the things they most love and value—God, Islam, their brethren, and Muslim lands—are being attacked by America.| isbn = 978-0-9655139-4-4}}</ref> condensata nella frase "Loro ci odiano per quello che facciamo, non per ciò che siamo."
 
Bin Laden affermò inoltre che solo il ripristino della [[Shari'a|Sharīʿa]] avrebbe "rimesso le cose a posto" nel mondo musulmano, e che le alternative come il "[[panarabismo]], il socialismo, il comunismo, la democrazia" dovevano essere contrastate.<ref>''Messages'', 2005, p. 218. "Resist the New Rome", audiotape delivered to al-Jazeera and broadcast by it on January 4, 2004.</ref> Questo credo, in concomitanza con l'esortazione al ''jihād'', da adempiere obbligatoriamente e con strumenti anche violenti, è stato talvolta chiamato [[Qutbiyya|Qutbismo]], essendo stato promosso da [[Sayyid Qutb]], personalità [[islam]]ica cui Osama bin Laden faceva spesso riferimento, compreso nel suo ultimo messaggio alla [[Umma]] musulmana nei primi mesi del [[2011]].<ref>{{Cita news|url=http://www.carlisle.army.mil/usawc/Parameters/07spring/eikmeier.htm |titolo=Qutbism: An Ideology of Islamic-Fascism |editore=[[Parameters (journal)|Parameters]] |autore=Dale C. Eikmeier |pagine=85–98 |data=Spring 2007 | accesso=26 maggio 2010 |urlarchivio=http://web.archive.org/web/20070609120804/http://www.carlisle.army.mil/usawc/parameters/07spring/eikmeier.htm |dataarchivio=9 giugno 2007 | deadurl = yes }}</ref> Bin Laden riteneva che l'Afghanistan, sotto il governo dei [[talebani]] del [[Mullah Omar]], fosse "l'unico paese islamico" nel mondo musulmano.<ref>''Messages'', (2005), p. 143 (da un'intervista pubblicata sul [[Londra|londinese]] ''[[Al-Quds Al-Arabi]]'' il 12 novembre 2001, ma originariamente pubblicata dal quotidiano [[pakistan]]o, ''[[Ausaf]]'' del 7 novembre dello stesso anno).</ref> Bin Laden in modo coerente sottolineò la necessità di un ''jihād'' armato per rimediare a ciò che credeva fossero ingiustizie perpetrate contro i musulmani dagli Stati Uniti e, talvolta, da altri Stati non-musulmani,<ref>''Messages to the World'', (2005), pp. xix–xx, editor Bruce Lawrence.</ref> la necessità di eliminare lo Stato di [[Israele]] e la necessità di costringere gli Stati Uniti a ritirarsi dal [[Vicino Oriente]]. Egli invitò anche gli americani a "rigettare gli atti immorali di [[fornicazione]], omosessualità, gli inebrianti, il gioco d'azzardo e l'usura", in un comunicato dell'ottobre [[2002]].
 
L'ideologia di Bin Laden - in aperto contrasto con la tradizione [[islam]]ica relativa al diritto bellico - includeva il principio che i civili, compresi donne e bambini, fossero obiettivi legittimi del ''jihād''.<ref>''Messages'', (2005) p. 70. ''Al Jazeera'' interview, December 1998, following Kenya and Tanzania Brigate ‘Abd Allāh al-‘Azzām embassy attacks.</ref><ref>''Messages'', (2005), p. 119, October 21, 2001, interview with Taysir Alluni of Al Jazeera.</ref> Bin Laden era [[Antisemitismo|antiisraelita]] e lanciò vari avvertimenti contro presunti complotti ebraici: "Questi giudei sono maestri dell'usura e capi nel tradimento. Non vi lasceranno nulla, né in questo mondo né nel prossimo".<ref>''Messages'', (2005), p. 190 (da un'audiocassetta di 53 minuti che "era circolata su vari siti web", datata 14 febbraio 2003, chiamata "Among a Band of Knights"</ref> I musulmani [[Sciismo|sciiti]] - ancora una volta in contrasto con la tradizione islamica sedimentatasi in oltre 14 secoli di storia - sono stati elencati insieme agli "eretici, [...] all'America e ad Israele", come i quattro principali "nemici dell'Islam" nelle lezioni ideologiche dell'organizzazione al-Qāʿida di Bin Laden.<ref>{{Cita|Wright 2006|p. 303 "From interview with [[Ali Soufan]] – a [[Lebanese people|Lebanese]] Sunni FBI agent"|Wright}}</ref>
 
Bin Laden era contrario alla musica per motivi religiosi,<ref>{{Cita|Wright 2006|p. 167|Wright}}</ref> e il suo atteggiamento verso la tecnologia era contraddittorio. Da un lato era interessato a "macchine movimento terra e all'[[ingegneria genetica]] delle piante", ma dall'altro respingeva i "sistemi per l'acqua refrigerata".
 
I suoi punti di vista e i metodi per raggiungerli lo avevano portato ad essere designato come terrorista da parte degli studiosi,<ref>''Osama: The Making of a Terrorist'', di John Randal (Londra, I.B. Tauris & Co Ltd. 4 ottobre 2005).</ref><ref>''A Capitol Idea'' Donald E. Abelson p. 208.</ref> dai giornalisti del [[The New York Times|New York Times]],<ref>{{Cita news|url=http://www.nytimes.com/2007/07/08/us/nationalspecial3/08padilla.html |titolo=Mysteries, Legal and Sartorial, at Padilla Trial |pubblicazione=The New York Times |autore=Abby Goodnough |data=8 luglio 2007 |accesso=26 maggio 2010}}</ref><ref>{{Cita news|url=http://www.nytimes.com/2001/09/17/world/after-the-attacks-the-strategy-a-new-war-and-its-scale.html |titolo=After the attacks: the strategy; A New War And Its Scale |pubblicazione=The New York Times |autore=Michael R. Gordon |data=17 settembre 2001 |accesso=28 maggio 2010}}</ref> dalla BBC,<ref>{{Cita news|url=http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/7412036.stm |titolo=Is global terror threat falling? |editore=BBC News |data=21 maggio 2008 |accesso=28 maggio 2010}}</ref> dall'emittente televisiva del Qatar [[Al Jazeera]],<ref>{{Cita web|titolo= "Osama bin Laden's operation" has "perpetrated the worst act of terrorism ever witnessed on U.S. soil |url=http://english.aljazeera.net/programmes/rizkhan/2008/08/20088161083773835.html|editore=Aljazeera|data=17 agosto 2008|accesso=11 febbraio 2011}}</ref> da analisti indipendenti come Peter Bergen,<ref>{{Cita|Bergen 2006||Bergen}}</ref> [[Michael Scheuer]],<ref>{{Cita|Scheuer 2002||Scheuer}}</ref> Marc Sageman,<ref>''Leaderless Jihad: Terror Networks in the Twenty-First Century'' [[Marc Sageman]] [[University of Pennsylvania Press]] January 3, 2008.</ref> e Bruce Hoffman,<ref>{{Cita news|titolo=Redefining Counterterrorism: The Terrorist Leader as CEO |editore=RAND Review |autore=Bruce Hoffman |data=Primavera 2004}}</ref><ref>''A Devil's Triangle: Terrorism, Weapons Of Mass Destruction, And Rogue States'' Peter Brookes Rowman & Littlefield, 2005.</ref> ed è stato accusato di terrorismo da parte delle forze dell'ordine di [[Madrid]], di New York, e di [[Tripoli]].
 
Nel complesso, la strategia di Bin Laden contro i nemici molto più grandi, come l'[[Unione Sovietica]] e gli Stati Uniti, era quella di indurle a una lunga [[guerra di logoramento]] sul suolo di paesi musulmani, attirando in questo modo un gran numero di jihadisti che non si sarebbero mai arresi. Egli riteneva che ciò avrebbe portato al collasso economico della nazione nemica.<ref>"[http://edition.cnn.com/2004/WORLD/meast/11/01/binladen.tape/index.html Bin Laden: Goal is to bankrupt U.S.]". CNN. November 2, 2004.</ref> I manuali di al-Qāʿida delineano con chiarezza questa strategia. In un nastro del [[2004]] trasmesso da al-Jazeera, Bin Laden parlò di "insanguinare l'America fino al punto della bancarotta".<ref>{{Cita news |data=1º novembre 2004|url=http://english.aljazeera.net/archive/2004/11/200849163336457223.html |titolo=Full transcript of bin Ladin's speech |editore=[[Al-Jazeera]]|accesso=16 novembre 2008}}</ref>
 
== Attività militante ==
 
=== Guerrigliero in Afghanistan ===
Dopo aver lasciato gli studi nel [[1979]], ventiduenne, Bin Laden andò in Pakistan, si unì ad [[Abd Allah al-Azzam|ʿAbd Allāh al-ʿAzzām]] e utilizzò soldi e macchinari della propria impresa di costruzioni proprio per aiutare la resistenza dei [[mujaheddin]] nella [[Guerra in Afghanistan (1979-1989)|guerra sovietica in Afghanistan]].<ref>{{Cita news |url=http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/south_asia/155236.stm |titolo=Who is Osama Bin Laden?|editore=BBC News |data=18 settembre 2001 |accesso=28 maggio 2010}}</ref><ref>{{Cita web |url=http://fufor.twoday.net/stories/2302873 |titolo=Photo: Zbigniew Brzezinski & Osama bin Laden |data=23 marzo 2006 |accesso=28 maggio 2010 | urlarchivio=http://web.archive.org/web/20090602052000/http://fufor.twoday.net/stories/2302873 | dataarchivio=2 giugno 2009 | deadurl = yes }}</ref> In seguito disse ad un giornalista: "Mi sono sentito offeso dal fatto che un'ingiustizia fosse stata commessa contro il popolo dell'Afghanistan".<ref>Interview with Robert Fisk, 22/3/97, 'The Great War For Civilisation', 2005, p.7.</ref>
 
La CIA venne a conoscenza delle attività di Bin Laden solo sul finire degli [[anni 1980|anni ottanta]], senza mai entrarvi in contatto o finanziarlo direttamente.<ref>[http://books.google.it/books?id=ToYxFL5wmBIC&printsec=frontcover&dq=steve+coll&hl=it&ei=JwKcTu--H6eA4gSnvKj4Aw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CDQQ6AEwAA#v=onepage&q=bin%20laden&f=false Steve Coll - La Guerra Segreta della CIA]</ref> Lo stesso Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente degli Stati Uniti [[Jimmy Carter]], [[Zbigniew Brzezinski]], ha affermato che sotto l'[[operazione Cyclone]], dal [[1979]] al [[1989]], i guerriglieri afgani beneficiarono della fornitura di armi (inclusi i missili contraerei "da spalla" ''[[Stinger]]'') e del finanziamento (indiretto) statunitense,<ref name="HOW-THE-CIA-CREATED-OSAMA-BIN-LADEN">{{Cita news |titolo=How the CIA created Osama bin Laden |url=http://www.greenleft.org.au/2001/465/25199 |data=19 settembre 2001 |editore=[[Green Left Weekly]] |accesso=2 maggio 2011}}</ref> attraverso l'[[Inter-Services Intelligence]] (ISI) del Pakistan. Dichiarazione che entra certamente in contrasto con ciò che affermò Bin Laden nell'intervista ad al-Jazeera nel [[1998]], quando disse che, qualsiasi ipotesi secondo cui gli USA e la CIA avrebbero sostenuto lui e i suoi combattenti nella guerra santa dei [[mujahidin]] contro l'Unione Sovietica in [[Afghanistan]] negli anni '80, sarebbe stata "una falsificazione da parte degli americani".<ref>[http://jime.ieej.or.jp/htm/extra/2001/09/13/20010922/binladin.html Bin-Ladin denies any links with CIA in Afghanistan - 98 Al-Jazeera TV interview]</ref>
 
Bin Laden incontrò e strinse contatti con [[Hamid Gul]], che era il generale a tre stelle dell'esercito [[pakistan]]o e capo dell'agenzia dell'ISI. Anche se gli Stati Uniti avessero fornito denaro ed armi per un certo periodo, la formazione dei gruppi militanti sarebbe stata interamente compito delle forze armate pakistane e dell'Isi.
 
Nel [[1984]] Osama bin Laden e ʿAzzam fondano il [[Maktab al-Khidamat]], con il compito di convogliare denaro, armi e combattenti provenienti da tutto il mondo arabo in Afghanistan. Attraverso il Maktab al-Khadamat, il patrimonio di famiglia ereditato da Bin Laden<ref>{{Cita|Wright 2006|p. 145|Wright}}, "Lawrence Wright stima che la sua partecipazione nel Saudi Binladin Group all'autunno del 1989 ammontasse a 27&nbsp;million Saudi riyals – poco più di $ 7&nbsp;milioni di dollari."</ref> servì per pagare biglietti aerei e alloggi, per pagare le pratiche con le autorità pakistane e per fornire altri servizi simili ai combattenti jihadisti. Bin Laden stabilì campi all'interno di [[Khyber Pakhtunkhwa]] in Pakistan e addestrò volontari provenienti da tutto il mondo musulmano per combattere contro il "fantoccio regime sovietico", denominato [[Repubblica Democratica dell'Afghanistan]]. Fu durante questo periodo che divenne idolatrato da molti arabi.<ref>Robert Fisk, 'The Great War For Civilisation', 2005, p. 4</ref>
 
=== Nascita di al-Qāʿida ===
{{vedi anche|al-Qāʿida}}
[[File:Osama bin Laden making a video at his compound in Pakistan.jpg|thumb|Bin Laden lancia un videomessaggio dal suo rifugio in Pakistan]]
Nel 1988, quando Bin Laden lasciò il Maktab al-Khidamat, molti dei suoi militanti lo seguirono. Mentre ʿAzzām fungeva da supporto per i combattenti afghani, Bin Laden voleva un ruolo sempre più militare. Uno dei principali punti, che portano alla scissione e alla creazione di [[al-Qāʿida]], fu l'insistenza di ʿAzzām di far integrare i combattenti arabi tra i gruppi combattenti afghani, invece di formare una forza combattente separata.<ref>{{Cita|Bergen 2006|p. 74–88|Bergen}}</ref> Appunti di una riunione di Bin Laden ed altri, del 20 agosto 1988, indicano che al-Qāʿida era un gruppo formale in quel momento: "Fondamentalmente una fazione islamica organizzata, il suo obiettivo è quello di sollevare la parola di Dio, per rendere la sua religione vittoriosa." Un elenco di requisiti per l'adesione riporta quanto segue: capacità di ascolto, buone maniere, obbedienza, e giuramento (in arabo ''bayʿat'', letteralmente "prendere la mano", in segno di sottomissione e riconoscimento della superiorità altrui) di seguire i propri superiori.<ref>{{Cita|Wright 2006|pp. 133–134|Wright}}.</ref>
 
Secondo Wright, il nome reale del gruppo non venne utilizzato nelle dichiarazioni pubbliche perché "la sua esistenza era ancora un segreto ben tenuto".<ref>{{Cita|Wright 2006|p. 260|Wright}}</ref> Le sue indagini suggeriscono che al-Qāʿida è stata formata l'11 agosto 1988, in un incontro tra "eminenti comandanti" della [[Jihad islamica egiziana]], [[Abd Allah al-Azzam|ʿAbd Allāh al-ʿAzzām]], e Bin Laden, in cui fu concordato di unificare i capitali di Bin Laden con l'esperienza dell'organizzazione ''Jihad Islamica'', e di sostenere altrove la causa [[jihad]]ista non appena i sovietici si fossero ritirati dall'Afghanistan.<ref>{{Cita libro|url=http://books.google.com/?id=8EqWnqdsgZMC&pg=PA108&dq=August+11,+1988,+meeting+between+%22several+senior+leaders%22+of+Egyptian+Islamic+Jihad,+Abdullah+Azzam,+and+bin+Laden|titolo=Urban Terrorism : Myths And Realities|nome=N. C|cognome=Asthana|pagine=108|editore=Pointer Publishers|data=1º gennaio 2009|isbn=978-81-7132-598-6}}</ref> In seguito al ritiro dell'Unione Sovietica dall'Afghanistan nel febbraio 1989, Osama bin Laden torna in [[Arabia Saudita]] nel 1990 e viene accolto come eroe del jihād, osannato perché insieme alla sua legione araba "aveva rovesciato la superpotenza" dell'Unione Sovietica.<ref>{{Cita|Wright 2006|p. 146|Wright}}</ref> Nonostante ciò, egli era infuriato per lo scoppio di lotte intestine e di violenze tribali tra gli stessi afghani.<ref name="autogenerated4">'The Great War for Civilisation', Robert Fisk, 2005, p. 4.</ref>
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