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[[Papa Eugenio III]] lo nominò giudice della disputa tra i Canonici del Capitolo pisano e i monaci di [[San Rossore|San Lussorio]] riguardo al possesso del bosco di Tombolo, di quella occorsa tra il [[Diocesi di Sulci|vescovo di Sulcis]] Aimone e l'[[Elenco degli abati di Montecassino|abate di Montecassino]] Rainaldo II, nonché di quella creatasi fra l'[[arciprete]] di [[Giudicato di Torres|Torres]] e il monastero sardo di Santa Maria de Tergo.
 
Anche [[Papa Alessandro III|Alessandro III]] usufruì della capacità diplomatica del prelato, ad esempio nella contesa fra il [[Basilica di San Saturnino|monastero di San Saturnino]] e il [[Arcidiocesi di Cagliari|vescovo di Cagliari]] Bonato. Seguì lo stesso pontefice durante il suo viaggio in Francia.<ref>Più che una visita, sembrò quasi una fuga in territori tradizionalmente più amichevoli, durata ben tre anni. La flotta pisana ebbe l'onore di scortare il papa fino a Genova.</ref> Nel [[1155]] risolse la questione del [[giuspatronato]] della chiesa di San Cristofano di [[Colignola (San Giuliano Terme)|Colignola]], creatasi tra l'abate di [[Chiesa di San Michele in Borgo|San Michele in Borgo]] di Pisa e il pievano di [[Pieve di Santa Giulia a Caprona|Santa Giulia di Caprona]].
 
Sotto la sua guida l'arcivescovado e lo stesso Comune di Pisa ottennero concessioni in terre lontane, come [[Antiochia]], [[Laodicea (Siria)|Laodicea]] e [[Giaffa|Joppe]]. Nel [[1154]] fondò lo [[Ospedale di San Leonardo (Stagno)|Spedale di San Leonardo]] di [[Stagno (Collesalvetti)|Stagno]], donandogli successivamente alcuni appezzamenti della tenuta di Tombolo.