Negoziato: differenze tra le versioni

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Il politologo internazionalista [[I. William Zartman]] ha individuato tre modelli negoziali:
* il modello della ''concessione-convergenza'' prevede un obiettivo quantificabile che possa essere oggetto di scambio tra gli attori;
* il modello della ''formula-dettagli'' prevede una prima fase in cui vengono dettate le condizioni negoziali e una seconda fase in cui avvengono i negoziati veri e propri, come nel caso dell'allargamento dell'[[Unione Europeaeuropea]] all'[[Europa orientale]], per cui si ebbe una prima fase con la fissazione dei criteri di Copenaghen nel [[1993]] e tre successive fasi negoziali nel [[1997]], [[1999]] e [[2005]], e nel caso della crisi del debito dell'[[America latina]] nel [[1982]].
* il modello della ''costruzione progressiva'' prevede una serie di tappe ben distinte, come nel caso del [[conflitto arabo-israeliano]], per cui si ebbe un primo accordo a [[Camp David]] nel [[1978]], un secondo a [[Oslo]] nel [[1994]] e un terzo (fallito) sempre a [[Camp David]] nel [[1999]].
In merito alla riuscita dei negoziati, sono emerse due teorie principali: per i liberali, può potenzialmente esserci sempre esito positivo, mentre per i realisti ciò è possibile solo quando c'è la ''zona di contratto''. Con questo concetto si intende l'incontro di proposte, obiettivi e condizioni minime dei due attori, ossia la loro conciliabilità.
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